La musica che gira intorno: Sotto il segno di Antonello

Il prossimo 8 luglio, è un giovedì, al Castello Scaligero di Villafranca farà tappa il nuovo tour acustico di Antonello Venditti. Il cantautore romano tornerà a fare “il solista” dopo un periodo di “gemellaggio” con l’amico di sempre Francesco De Gregori.

Mi è capitato di vedere Antonello sabato sera ospite del programma “Top Dieci” di Carlo Conti. Da lì mi è arrivato l’incipit per scrivere il pezzo che state leggendo.

E’ chiaro che di questo artista si conoscono molte canzoni, che hanno accompagnato due generazioni buone. E’ altrettanto chiaro che, rispetto ai cosiddetti “cantautori impegnati”, Venditti si è un po’ staccato, perlomeno musicalmente, preferendo affrontare composizioni che parlassero d’amore o di storie vissute piuttosto che di riflessioni che strizzassero l’occhio a una certa politica, con testi-denuncia di sfondo sociale o palesemente contestatori del cosiddetto sistema.

Che poi sia notissimo il suo schieramento politico a sinistra è un altro concetto, soprattutto perché questa chiara connotazione è stata espressa nei comportamenti e nelle interviste, e quindi al di fuori delle canzoni. Ricordo di averlo intervistato un paio di volte, la più recente in occasione del concerto in Arena del 2012, comodamente seduti all’interno della Gran Guardia.

Devo dire che in entrambe le occasioni Antonello ha divagato verso argomenti non musicali, facendo praticamente il contrario di quanto ha fatto nelle canzoni. E questo, devo dirvi, mi ha sempre procurato un mal celato fastidio, perché credo che se un artista si concede per parlare del suo successo a un pubblico di ascoltatori, lo debba fare in nome della musica con cui ha raggiunto la gente, non con altri argomenti spesso poco pertinenti al contesto.

Mi è venuto il desiderio di fare questo articolo su Venditti perché ho trovato necessario parlare alla nostra platea di lettori di un artista che veramente è una sorta di Juke box umano. Ci divertiamo un po’? Adesso io “sparo” senza guardare liste o altro (“lo giuro”) una serie di titoli di successo di Venditti… Sono sicuro che ve ne verranno in mente altri, a riprova delle tonnellate di hit lanciate da Antonello. Allora, potrei dire, Roma Capoccia, Lilly, Sotto il Segno dei Pesci, Sara, Ci vorrebbe un amico, Notte prima degli esami, Amici Mai, Alta Marea, In questo mondo di ladri, Che fantastica storia è la vita, Grazie Roma…

Le altre aggiungetele voi, ce ne sono molte altre!

Ma quello che ritengo essere una caratteristica inequivocabile che diversifica l’artista romano da molti colleghi anche più famosi di lui, è l’essere riuscito a mantenere nella sua carriera un livello di successo costantemente elevato. Tutti gli artisti, bene o male hanno avuto periodi di flessione, o qualche disco che non ha funzionato come gli altri. Lui no: lui, Antonello Venditti ha centrato i primi posti delle classifiche sempre, costantemente. Lui di dischi non ne ha sbagliato uno, risultando davvero in questo un caso più unico che raro.

Provate a pensarci: il suo primo disco è del 1972, il suo più recente, è del 2015. Praticamente quasi 50 anni di costante successo: è un dato statistico pazzesco. Ecco perché uno come Venditti, rispettando i gusti musicali che devono essere sacrosantamente personali, va assolutamente ringraziato da noi tutti.

Perché quando i numeri parlano in modo inequivocabile, bisogna togliersi il cappello in segno di rispetto e di autentica celebrazione. Evviva Venditti, musicista vero e capace di resistere ai cambiamenti dei tempi con una grande capacità di mantenere inalterata una ispirazione senza tempo, limpida e autentica. Evviva la musica, così meravigliosamente protagonista della nostra vita.