La musica che gira intorno: L’Arena è l’Arena (e perché stiamo sbagliando la ripartenza nel mondo dello spettacolo)

Verona è una città meravigliosa! Cominciare con una simile affermazione, starete pensando in molti, è un modo di consumata e ruffiana demagogia, che di più, davvero non si può.

Beh ragazzi, un po’ di campanilismo fa sempre bene, soprattutto se esistono fattori significativi che supportano tale espressione. Dunque, siamo tornati “gialli”, ovvero possiamo circolare utilizzando le accortezze che conosciamo; possiamo tornare a mangiar fuori, a trovare gli amici, a goderci l’inizio della bella stagione con, scusate la ripetizione, le dovute precauzioni del caso.

Verona ci offre un bellissimo lago, con il panorama splendidamente abbellito dalle fioriture naturali e dalle opere naturali del territorio gardesano; abbiamo le suadenti forme montuose del nostro splendido monte Baldo; le bellissime colline in fiore della valpolicella dove si producono vini esportati in tutto il mondo.

E poi c’è lei, la splendida città di romana bellezza, con il fiume Adige pacatamente adagiato sui territori su cui si ergono opere e monumenti di rara bellezza.

E a farla da padrona, proprio nel cuore della città degli innamorati scenario del tormentato amore tra Romeo e Giulietta, c’è lei: l’Arena. In tempi antichi luogo di scenari di lotte tra leoni e gladiatori, e in tempi moderni maestoso ed emozionante teatro all’aperto per le rappresentazioni di opere liriche, concerti, spettacoli, manifestazioni.

Eh già, l’Arena di Verona, uno dei luoghi più suggestivi del mondo. Un posto dove devi andare almeno una volta della vita, anche solo per godere delle luci, dell’aria storico-romantica, dello spettacolo nello spettacolo che solo un luogo così speciale può riservare. Non importa se non conosci l’Opera che si sta rappresentando, se non ti piace il Musical che c’è in scena o il gruppo che sta suonando il suo repertorio rock. L’Arena è l’Arena, a prescindere. Solo chi non c’è stato non può capire.

Se quanto ho scritto vi ha fatto entrare in un mondo sognante, idilliaco, di pacifica e impalpabile dolcezza, vi devo svegliare bruscamente, con rabbia e costernazione.

Si perché amici cari, di fronte a tutto quello che abbiamo raccontato, e che credo sia ben noto a chiunque viva in questo mondo, esiste un ente, il governo italiano, che ha disposto che gli spettacoli in questo mausoleo della bellezza e della poesia debbano essere riservati forse a mille spettatori, forse a 4500 (non ci sono ancora certezze) rispetto alle dodicimila unità di capienza a regime. Ma, soprattutto, che gli spettacoli debbano finire in tempo per permettere agli spettatori di essere a casa per le 22, a causa del coprifuoco.

Ora mi spiegate quale spettacolo degno di nota si possa allestire cominciando massimo alle sette di sera? Mi spiegate quante persone possano finire il lavoro solo nel tardo pomeriggio per poter arrivare in Arena al massimo prima dell’orario di cena, con l’evidente conseguenza di vedere lo spettacolo in piena luce e di perdersi l’emozionante tramonto della luce sino al buio gradatamente illuminato dal calar della sera?

Signori, il Covid-19 c’è. Le tante persone malate o che ci hanno tristemente lasciato anche. Ma detto ciò, è proprio necessaria una tal ridicola messa in scena? Ma non era possibile fissare una deroga evidentemente necessaria per gli spettacoli all’aperto con luoghi di questa portata?

Rispettando l’operato e le difficoltà di quanti operano a capo di questo Paese, mi chiedo, da persona coinvolta da molti anni nel settore dello spettacolo, con quali presupposti si pensa di poter salvaguardare i lavoratori di questo settore e l’economia turistica che ne dovrebbe conseguire?

Gianmarco Mazzi, già organizzatore di Sanremo e massimo esponente degli spettacoli areniani, ha minacciato di incatenarsi davanti all’Arena se non ci saranno cambiamenti.

Beh, lasciatemelo dire, sleghiamo virtualmente il buon Gianmarco e pensiamo se forse sarebbe più opportuno mettere in discussione il posto del ministro Franceschini. Sono sicuro che i tanti bauli esposti in piazza nelle due manifestazioni di civile e composta protesta, sarebbero pronti ad alzare la paletta a due mani per votare per questa seconda soluzione. Non c’entra la politica, che sia di centro di destra o di sinistra. Si parla di buon senso, e in questa ridicola vicenda, questo è l’unico spettacolo che non avremmo mai voluto vedere.

C’è ancora tempo per salvare in qualche modo questa disgraziata stagione estiva: il 5 giugno i tre ragazzi de “Il Volo” omaggeranno Morricone in diretta tv. Ce la diamo una mossa?