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Lunedì mattina, giorno di festa di pasquetta, mi sono concesso come faccio spesso una passeggiata per Lugagnano con il mio simpaticissimo cane Thor.

La giornata era bellissima, serenamente illuminata dal sole. L’aria era pulita, tersa, il cielo limpido con solo qualche rarefatta nuvola intenzionata più ad essere un grazioso contorno estetico che una possibile minaccia di interruzione di cotanta atmosfera di bellezza.

Mano a mano, camminando, mi rendevo conto che a rendere così particolare l’atmosfera regnava un aspetto fondamentale: una totale assenza di qualsiasi rumore, suono o riverbero anche distante: il silenzio regnava assoluto, dominante, sovrano. Ecco come si presentava la seconda edizione del reality “Pasquetta lockdown”, situazione che tutti conosciamo e mal sopportiamo nonostante sia diventata un’abitudine.

Tra i profumi delicati dell’inizio primavera, stupito e quasi attonito al rumoroso incalzare dei pensieri, vengo svegliato da questa sorta di catalessi fisico-sensoriale, grazie al suono delle campane dello scoccare orario del (finto) campanile della nostra chiesa.

Adoro il suono delle campane, e questo loro irrompere in braccio al silenzio, mi riporta a sensazioni di quando ero piccolo; allora c’erano meno macchine, nulla nei giorni di festa era aperto, tranne l’edicola in cui compravo le figurine dei calciatori con le mance faticosamente accumulate in settimana. Insomma, quelle campane mi riportano al “suono della domenica” con una sorta di salto all’indietro affascinante e imprevisto.

L’idea del suono del silenzio che ha colorato l’inizio della mia passeggiata e il successivo suono delle campane, mi riportano a una bellissima canzone di Zucchero, me ne rendo conto solo ora, che si intitola proprio “Il Suono della Domenica”, inserita nel suo bel disco del 2010 intitolato “Chockabeck”.

Andatevela ad ascoltare, se non la conoscete o la ricordate, perchè è un pezzo che da veramente un senso di grande pace, e che fotografa soavemente quello che è un momento della vita di paese nella pianura padana in un giorno di festa. E’ un inno alla sobrietà e alla essenzialità della vita di un paese prevalentemente dedito alla vita di campagna.

Un ritratto adattabilissimo alla vita del nostro Comune di Sona, nel quale ci sono tanti luoghi, angoli e paesaggi capaci di darci questa sensazione di “piacevole suono” che ci invita a fare del bello del nostro territorio, un prezioso humus coinvolgente per farci sentire un forte senso di comunità.

Ed è in questo “Suono della Domenica” che noi del Baco cerchiamo di descrivere e catturare quanto accade all’interno del nostro vivere insieme. Magari cercando di “suonare” sempre qualcosa di nuovo, con la grande orchestra in cui ognuno di noi e di voi può fare sentire il proprio strumento.

Insomma amici e amiche sonesi, come dice il titolo di questa rubrica “La musica ci gira intorno”: suoniamola tutti insieme! Possiamo garantirvi che il Baco sta preparando nuovi “spartiti” di cui sarete sempre tutti partecipi.