La musica che gira intorno: Il Fedez che magari non ti aspetti

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Tra le categorie di persone che sembrano non aver trovato una risposta di “Ristoro”, per dirla “alla Conte”, c’è  quella dei lavoratori della Musica e dello Spettacolo che, a scanso di equivoci, non sono gli artisti notissimi a noi tutti; stiamo parlando dell’esercito di tecnici, fonici, facchini, musicisti, attori di teatro che da mesi non percepiscono uno stipendio a seguito della chiusura di cinema, teatri, e manifestazioni di ogni genere.

Il mese scorso avevano presenziato con dignitosa compostezza in piazza Duomo a Milano con i famosi “bauli” (con l’accento sulla u per non confondersi con i pandori).

In questi ultimi giorni è nata una nuova iniziativa che si chiama “Scena Unita” che coinvolge sinora settanta artisti che hanno contribuito raccogliendo già due milioni di euro in sole due settimane. Un atto concreto, immediato, efficace che ha visto l’adesione tra gli altri di Gianni Morandi, Gianna Nannini, Achille Lauro, Calcutta, Claudio Baglioni, Gigi D’Alessio, Brunori sas ma anche Amadeus, Fiorello, Maria De Filippi, Carlo Verdone, Paolo Bonolis, Sabrina Ferilli e Chiara Ferragni.

I principali sottoscrittori sono stati Prime Video con un milione di euro e Banca Intesa con 250 mila euro (fonte La Repubblica) e che organizzerà un evento streaming.

L’ideatore e primo promotore di “Scena Unita” è nientemeno che Fedez. Lo sottolineo perché, questo ragazzo, per la forte esposizione mediatica con la moglie Chiara Ferragni, è spesso visto come quel “bambinone pieno di tatuaggi a cui piace essere ripreso per farsi vedere”: beh, se avete questa immagine di lui, a prescindere dal fatto che vi piacciano o meno le sue canzoni, vi invito a ricredervi.

Per portare avanti questa iniziativa, in questi ultimi 15 giorni, il cantante milanese ha presieduto ogni mattina a riunioni con il collettivo dei lavoratori, è andato in udienza dal Ministro dei Beni Culturali, riunito tutti per presentarsi all’intero Gabinetto del Ministero.

Credo sia bello sapere che i famosi “Artisti” non stanno solo seduti sui loro privilegi, osservando passivamente che altri aggiustino il mondo quando si rompe: qualsiasi cosa che facciamo, chiunque siamo o speriamo di essere, passa da una sola e grandissima etichetta che abbiamo. Quella di essere semplicemente “esseri umani”, e in quanto tali, capaci di tendere una mano reale sapendo che c’è sempre qualcuno che può avere bisogno di noi.

“La Musica che gira intorno” è anche questo: se tutti suoniamo anche una sola nota di solidarietà possiamo contribuire e prendere parte a quel bellissimo concerto che si chiama “insieme si può”.

Buona Musica a tutti!