La musica che gira intorno: Eurovision ti amo

Oramai da diversi giorni Raiuno dedica ampio spazio all’Eurovision Song Contest, la massima espressione della musica del vecchio continente, quest’anno di casa a Torino.

La vittoria dello scorso anno dei Maneskin ha sdoganato a meraviglia l’immagine dell’Italia del canto, abbattendo l’ormai obsoleto stereotipo di pizza e spaghetti che forniva al mondo l’idea di un Paese culturalmente e musicalmente piegato su stesso.

E l’allestimento di palco, immagini e confezione televisiva della trasmissione sono risultati essere altrettanto efficaci e moderni. Attenzione, non facciamoci fuorviare. Sì, volevamo stupirvi con effetti speciali, ma la musica?

Beh, una sensazione forte l’ho avuta. Ed è questa: Nonostante tutte le critiche, talvolta condivisibili, sulla precarietà di sopravvivenza del tempo di molte produzioni del “nuovo che avanza”, mi pare che oggi la nostra musica sia molto più felicemente contaminata dai più variegati generi rispetto agli anni scorsi. Ascoltando le proposte di Croazia, Slovenia, la stessa Ucraina, piuttosto che la Svizzera o la Francia, questa netta sensazione l’ho avuta.

E questo è bene, più che bene. Non tanto per un qualunquista senso di “globalizzazione”, inteso come uniforme adattamento passivo, ma come invece ampio spazio di apertura a suoni, profumi e venti di un Paese sempre più incline ad una vera apertura continentale.

Ed è così che questo che #escitalia, hastag dell’evento, è una nuova ulteriore consacrazione della capacità, tutta italiana, di stupire per la concretezza e l’efficacia artistica, e, ancora una volta, di mostrarsi vera eccellenza assoluta.

Ecco che mostrare al mondo, oltre a Blanco&Mahmood, anche Dardust, Diodato, Achille Lauro oltre ai ragazzi del Volo o la stessa Pausini, diventa di valore assolutamente unico.

Esterofili in lettura, fatevi da parte, qui si fa l’Italia… L’aveva già detto qualcuno?

Massimo Bolzonella nasce a Verona il 13 maggio 1965 intorno alle ore 22. Giornalista pubblicista dal 1991, ha prestato la sua voce alla radiofonia veronese per quasi 40 anni. Scrive e vive di musica Italiana, ha curato la comunicazione web di Umberto Tozzi per 12 anni. Sposato, ha due figli, due gatti e un cane. La frase della sua vita è "Sai dove vado adesso? A farmi il mondo", pronunciata da John Travolta nel film "Stayin'alive" dopo il trionfo da primo ballerino a Broadway.