La musica che gira intorno. Biglietti e concerti: Pensieri e parole

Antonello Venditti, Umberto Tozzi, Nek, Fabrizio Moro, Zucchero, Francesco Renga, Marco Masini, Negrita, Alice, Pacifico, Manu Chao, Gianna Nannini, Gigi D’Alessio… Come mai questa lista di nomi? Sono i prossimi partecipanti al Festival di Sanremo 2022?

No ragazzi, per quelli è decisamente presto, anche se un cast del genere vorrebbero averlo davvero tutti. Questo elenco che abbiamo stilato è composto dai più famosi artisti che sono attualmente in tour, e che quindi hanno il compito di rifarci vivere la gioia della musica live, dopo mesi di lockdown e pandemia.

Ma questo folto gruppo di artisti ha in realtà in comune una caratteristica ben precisa: stanno tutti facendo un tour live acustico. Un mio caro amico mi ha sottolineato questa caratteristica qualche giorno fa, chiedendomi la motivazione di questa apparente casualità o quantomeno tendenza, quasi fosse una sorta di moda generalizzata da seguire.

Allora, andiamo con ordine. Effettivamente leggendo le dichiarazioni di questi artisti nelle varie conferenze stampa di presentazione, sembrerebbe essere scoppiata la voglia di tornare all’essenza della musica, quasi fosse un desiderio irrefrenabile dei cantanti condividere con il proprio pubblico un’atmosfera “da falò sulla spiaggia” in cui quello con la chitarra intona e gli altri cantano in coro in uno sfavillante karaoke collettivo.

Premesso che un’impostazione di questo genere ha un fascino di spettacolare coinvolgimento (ve lo dice uno che, qualche anno fa, fu tra i pochi fortunati ad essere invitato a un concerto privato di Vasco Rossi chitarra e voce… non so se ho reso l’idea…), le cose non stanno esattamente così.

Se è vero che tutto il mondo musicale ha bramato per mesi la possibilità di incontrare il pubblico, è altrettanto importante considerare che in ogni attività che si rispetti i numeri devono quadrare. Solo che, come ben sapete, le limitazioni di accesso al numero di spettatori di ogni sito ospitante un live, hanno imposto delle scelte forzate.

Se tu devi gestire uno spettacolo in Arena avendo la capienza di 12.000 unità ma la limitazione di accesso a sole seimila persone, ammortizzare i costi diventa un gran problema.  

Per cui, o metti il costo dei biglietti esattamente al doppio di quello che avresti stabilito ad Arena piena, o invece operi tagli importanti alla fonte in modo da tenere abbordabile il prezzo per lo spettatore. Per far questo, diciamolo chiaramente, tagliare il numero dei musicisti diventa quasi una esigenza, cosicché la soluzione “tour acustico” diventa “l’asso pigliatutto” che salva la situazione, ma ovviamente porta un numero considerevole di lavoratori non ingaggiati per i tour a dover trovare situazioni alternative di reddito, che in periodo pandemico non sono di certo molte.

Ripeto, per non essere frainteso, che sentire Venditti pianoforte e voce cantare Notte prima degli esami o Sara è sicuramente un’esperienza affascinante… ma non per tutte le situazioni si può dire la stessa cosa. Gloria di Umberto Tozzi o America di Gianna Nannini, non possono avere in versione acustica lo stesso impatto rockeggiante dell’esecuzione fatta con una band al completo.

Ricordiamo inoltre (ogni volta che lo faccio mi piange il cuore) che il mercato discografico classico è morto e sepolto. Giocoforza, i cantanti guadagnano la maggior parte dei loro compensi proprio grazie ai tour. Perciò qualche volta, quando sentite un’artista dire “avevo voglia di riabbracciare il mio pubblico”, tale affermazione potrebbe nascondere un retropensiero della serie “aveva bisogno di rimpolpare il mio conto in banca”.

Lo so, è discorso piuttosto poco poetico parlando di musica. Ma non si vive di solo poesia, e l’artista, elemento portante attorno al quale ruota tutto il fatturato, non tende certo a rinunciare ai guadagni della sua attività.

Che poi si raggiunga un equilibrio certo tagliando costi è tutto da vedere. Pagare più di sessanta euro per vedere Max Pezzali a Villafranca, o dai 150 euro in su per il tour acustico di Zucchero, a prescindere del gradimento degli artisti citati, è il raggiungimento di un equilibrio? Lascio a voi la risposta…

Certo il prezzo dei biglietti sta progressivamente aumentando. Siamo certi che la generazione dei ragazzi, quella cresciuta a internet e musica liquida, sia disposta a sostenerlo? Qualche dubbio sinceramente ce l’ho.