La musica non è soltanto un insieme di note che formano una melodia, ma ha il potere quasi chirurgico di attivare aree del cervello che il linguaggio non può raggiungere. Laddove la parola si ferma, la nota prosegue, diventando spesso l’ultima ancora di salvezza per chi ha perso il contatto con la realtà.
Se cerchiamo la definizione di musica troveremo: “Arte fondata sulla combinazione dei suoni prodotti dalla voce umana o dagli strumenti musicali, anche con riferimento ai vari generi in cui viene realizzato e al suo sviluppo nel tempo”. Una definizione che non lascia posto a quello che rappresenta veramente la musica, una parte molto più intima e personale. La musica che ascoltiamo dice molto sulla nostra personalità: non costituisce semplicemente la colonna sonora della nostra vita, ma ci fa prendere consapevolezza del ritmo a cui la viviamo.
Per questo trovo che definire la musica come un insieme di note e suoni sia un approccio estremamente superficiale, la musica è emozione e sentimento. Un qualcosa che nasce da dentro di noi e che ci permette di comunicare con il mondo esterno, colorando le nostre esperienze.
In un articolo del celebre giornalista Anahad O’Connor viene messa in luce l’importanza della musica nella riabilitazione post-operatoria. In questo studio, pubblicato sul Journal of Pain, 153 persone sono state sottoposte a scosse sulle mani sempre più dolorose mentre ascoltavano musica. Intanto erano incoraggiate a interessarsi alle canzoni e a individuare certi toni e note. Misurando la dilatazione delle pupille e l’attività cerebrale, gli scienziati hanno scoperto che, quando si concentravano sulle melodie, i soggetti provavano meno dolore.
Questo studio si basa sulla musicoterapia, una disciplina scientifica che utilizza l’approccio musicale per comunicare dove le parole non arrivano. Questo mette in evidenza la straordinaria capacità di una melodia di essere un rifugio per persone che non riescono più a trovare un contatto stabile con la realtà.
In definitiva, dobbiamo smettere di guardare alla musica come a un semplice sottofondo quando ha invece la capacità di riaprire i canali a cui la medicina tradizionale fatica ad arrivare. La musicoterapia non è più fantascienza, ma uno dei futuri possibili della medicina.
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