“La montagna si proietta in collina”, al via venerdì la tredicesima edizione del Sona Film Festival. Tante le novità

Un gruppo organizzatore molto affiatato, che di anno in anno rinnova la propria determinazione, una rassegna di notevole spessore culturale, che richiama sempre moltissimi spettatori, e un prestigio guadagnato sul campo, che è ormai riconosciuto oltre i confini sonesi. Sono gli ingredienti vincenti del Sona Film Festival “La montagna si proietta in collina”, che è diventato un appuntamento tradizionale della stagione invernale e che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione.

La novità principale riguarda le collaborazioni strette con altre due rassegne cinematografiche: l’“Euganea Film Festival” organizzato nel padovano e il “Corto e Fieno Festival del Cinema Rurale” organizzato nella zona del Lago d’Orta.

Spiega a questo proposito Franco Fedrigo, uno degli organizzatori: “Cominciamo ad essere riconosciuti. Quando abbiamo chiesto la collaborazione, ci hanno domandato informazioni sulle rassegne precedenti che abbiamo organizzato. Insomma, volevano vedere il nostro curriculum”.

Il valore della rassegna è stato riconosciuto, e le due importanti collaborazioni strette quest’anno danno al Sona Film Festival una marcia in più.

Venerdì 31 gennaio si comincia con un triplo appuntamento. Nella prima parte della serata è prevista la proiezione di “Vigia”, per la regia di Marcel Barelli: si tratta di una storia immaginaria che parla di un’ape che, a causa dell’inquinamento, dei pesticidi e di altre sostanze tossiche, decide di lasciare il suo alveare per andare in cerca di un luogo più sicuro in cui vivere.

Nella seconda parte della serata, con “Saluti da Sar Planina” di Erik Fusco, si parlerà del Kosovo, ultimo Stato dei Balcani in cui i cittadini non sono autorizzati a viaggiare liberamente in Europa: questa costrizione sarà approfondita attraverso l’esperienza di Erden, europeista e raccoglitore di mirtilli che vive in un paesino isolato sui monti Šar.

Nella terza parte della serata, organizzata grazie alla collaborazione con il “Corto e Fieno Festival del Cinema Rurale”, verrà proiettato “Contadini di montagna”: in uno dei paesaggi terrazzati più suggestivi dell’arco alpino, nella Valle di Cembra, due generazioni di contadini si raccontano. Sarà presente il regista Michele Trentini.

Si prosegue venerdì 7 febbraio, serata con Yanez Borella e Giacomo Meneghello, che racconteranno con parole ed immagini la loro incredibile avventura su due ruote, dall’Italia alla Cina: i due hanno percorso oltre 10 mila chilometri in bicicletta, scalando a piedi o con sci d’alpinismo una vetta per ciascuno degli Stati eurasiatici che hanno attraversato.

Venerdì 14 febbraio, proiezione di “Oltre il confine” di Andrea Azzetti e Federico Massa, che racconta la storia dell’alpinista Ettore Castiglioni, attraverso le parole del suo diario. Soldato e partigiano, si adoperò per portare in salvo sul confine svizzero profughi ed ebrei. Entrato in Svizzera con un passaporto falso, fu arrestato a Maloja e rinchiuso in una stanza dell’hotel Longhin; durante la notte si calò dalla finestra e affrontò il ghiacciaio del Forno avvolto soltanto in una coperta; il suo corpo assiderato fu poi ritrovato pochi metri entro il confine italiano. Questo appuntamento è organizzato in collaborazione con “Euganea Film Festival”.

Nella seconda parte della serata, sarà proiettato “When mountains and animal will speak” di Mara Trifu che parla di come gli animali del piccolo villaggio romeno di Rosia Montana si comportino in modo sempre più strano mentre suoni particolari iniziano a diffondersi lungo foreste e montagne.

Venerdì 21 febbraio la rassegna si conclude con “La voce del bosco”, un docufilm di Dimitri Feltrin dedicato alla montagna agordina dopo la tempesta Vaia del 2018. Protagonista è la celebre artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo che accompagna gli spettatori in un viaggio alla scoperta della cultura agordina, attraverso musica, danze e antichi mestieri: un racconto capace di far risuonare la voce del bosco.

L’appuntamento è promosso grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale sonese, con la presenza in sala di Amministratori di Canale d’Agordo. Le due amministrazioni si sono incontrate a Wadowice, con cui entrambi i Comuni sono gemellati, e questo incontro ha posto le basi per l’organizzazione della serata.

Il Sona Film Festival è organizzato da Franco Fedrigo, Fabio Dal Barco, Fabrizio Quaiato, Luisa Festa, Loreta Olioso, Cristina Cherubini, Antonella Dal Forno, Roberto Mori ed Emanuele Brunelli, con il contributo del Comune e di alcune realtà locali, e con il sostegno della parrocchia che mette a disposizione il teatro di piazza della Vittoria, dove si svolgono le serate.

Le proiezioni iniziano alle 21 e il costo del biglietto è di 5 euro.

“Quello che ci dà più soddisfazionespiega Franco Fedrigo -, è riuscire a presentare la montagna in tutti i suoi aspetti: nel corso delle varie rassegne abbiamo parlato di alpinismo, tanto che abbiamo avuto grandi alpinisti fra cui De Stefani, ma anche di agricoltura, allevamento, artigianato, e pure di assistenza sanitaria in montagna”.

Le emozioni e le esperienze dell’alta quota sono raccontate a 360 gradi, attraverso appuntamenti che ogni anno confermano il valore prestigioso della rassegna e la capacità organizzativa del gruppo appassionato che, da tredici anni, la propone.

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Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura fin da quando era bambina. Ha iniziato a scrivere per Il Baco da Seta nel 2005, all’età di 17 anni. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea triennale in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze filosofiche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dal febbraio del 2011 è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco dei pubblicisti, del Veneto e da qualche anno è collaboratrice del quotidiano L’Arena. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco.