“La mia esperienza nella fiction della Rai don Matteo”. Alberto Gamba di Lugagnano, Carabiniere per un giorno

Don Matteo è una serie televisiva italiana, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, trasmessa in prima visione su Rai 1 dal 2000. Fin da subito ha riscosso un grandissimo successo e ancora oggi, dopo più di vent’anni, tredici stagioni trasmesse e la quattordicesima prossima all’uscita, è molto seguita e amata dal pubblico italiano.

Negli anni le avventure di investigazione del parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Gubbio, don Matteo Minelli, interpretato da Terence Hill, del maresciallo Nino Cecchini, interpretato da Nino Frassica e di moltissimi altri attori che si sono susseguiti, non ultimo Raoul Bova, hanno fatto appassionare sempre più il pubblico. I dati  auditel registrati sono sempre stati di grande rilievo, la serie ha ottenuto riconoscimenti di vario genere ed è diventata una delle fiction più viste ed uno dei pilastri della programmazione di Rai 1.

Siamo andati a trovare Alberto Gamba, di Lugagnano da generazioni, sposato e con due figlie che, con il fratello Andrea, gestisce la storica Armeria Gamba, che fu prima del padre Amelio. Alberto nel settembre dello scorso anno ha avuto l’onore, ed il piacere, di far parte del cast della famosissima serie TV.

Alberto, come è nata la possibilità di far parte della fiction Don Matteo?
Sono da sempre un grande appassionato di film western italiani, in particolare quelli del regista Sergio Leone. Curo una pagina Facebook dal titolo “Sergio Leone Film location”, con la quale visito e poi pubblico foto delle location dove sono stati girati i più grandi e storici film western italiani. Ho dovuto fare molti viaggi ed è una passione che costa molta fatica, ma negli anni le soddisfazioni non sono mancate, la pagina è molto apprezzata e conta più di 46 mila followers. Grazie a questo mio grande interesse e grazie ad un’amica in comune, nel 2016 ho avuto la fortuna di conoscere in Spagna, sul set del film “Il mio nome è Thomas”, l’attore e mio idolo Terence Hill.

E da lì a recitare?
Ho incontrato più volte Terence Hill fino a quando l’anno scorso, per onorare il cinquantesimo dall’uscita del film “Lo chiamavano Trinità”, abbiamo deciso, anche grazie al mio lavoro e alla mia conoscenza delle armi, di creare una copia della pistola che l’attore ha utilizzato nel film Trinità e personalizzarla incidendoci sopra il suo autografo (nella foto qui sotto). Sono l’unico al mondo a produrre questa pistola. Nel sito di Terence Hill, nella sezione shop, c’è un link che porta i visitatori direttamente sul sito della mia armeria dove è possibile acquistarla. Grazie a questa collaborazione è nata la possibilità di far parte come comparsa nella serie televisiva.

Com’è conoscere Terence Hill dal vivo?
È una persona molto simpatica, disponibile, di compagnia. Una persona alla buona, un grande appassionato di western e, nonostante i suoi 85 anni, ancora pieno di energie e progetti. Molto meticoloso e preciso su tutto quello che fa.

E la vita dietro la cinepresa?
È incredibile! C’è un mondo dietro alla cinepresa. Tra attori, comparse, tecnici, truccatori, scenografi e molto altro ci saranno un centinaio di persone. Tutto è molto ben organizzato e spiegato bene, ognuno sa quello che deve fare e il registra coordina tutto alla perfezione e con naturalezza.

Dove sono state girate le scene a cui hai partecipato?
A Roma. Alla mattina eravamo all’interno della Caserma Scuola Ufficiali dei Carabinieri, mentre al pomeriggio all’aperto a Formello, presso i Lux Vide Studios.

È stato difficile?
Le scene che ho girato, che saranno inserite in quattro puntate, non erano complicate, ero vestito in divisa e dovevo interpretare azioni classiche di lavoro giornaliero di un Carabiniere. Tutto era spiegato molto bene dal regista e raramente non siano riusciti a girare la scena al primo colpo. Se succedeva era più per dare un’alternativa d’immagine che per errori di interpretazione.

Uno scatto sul set di Don Matteo. Tra gli altri si vede anche Nino Frassica.

Hai percepito un compenso per il tuo lavoro?
Le comparse sono pagate, ma è più un rimborso spesa che un compenso. Il contratto che firmi alla mattina prima di iniziare le riprese è un contratto a progetto, giornaliero e a tempo indeterminato, nel senso che la giornata è finita solamente quando il regista dice di abbandonare il set. Si possono fare anche più di dieci ore di lavoro. Inoltre se, come me, devi accollarti le spese di tragitto fino a Roma, non è conveniente farlo. Ma sono sempre stato un grande appassionato di cinema ed era un mio sogno quello di vedere cosa c’era dietro ad un film, mi sono divertito moltissimo. Passare la giornata sul set, vivere come un attore, stare insieme e andare a pranzo con tutto lo staff è stato molto bello.

Hai qualche aneddoto divertente da raccontarci della tua giornata sul set?
Le divise erano fornite direttamente dall’Arma dei Carabinieri, erano pertanto ufficiali. La mia portava i gradi di Appuntato Scelto, quando ci spostavamo da una stanza all’altra della Caserma Scuola Ufficiali c’erano gli allievi che ci porgevano il saluto militare, c’era confusione tra quelli che erano i veri militari e gli attori.

Ci dobbiamo aspettare qualche altra tua comparsa in questo o in un altro film?
Mi era stato chiesto di partecipare nella quattordicesima serie di Don Matteo, era un lavoro più lungo, si girava per quattro giorni di fila e per impegni familiari e di lavoro non ho potuto accettare. Forse parteciperò al prossimo film che Terence Hill girerà a settembre in Spagna, vedremo. Di certo c’è che il mondo del cinema mi affascina tantissimo.

Alberto Gamba con l’attrice Maria Chiara Giannetta sul set di don Matteo
Alessandro Ceradini
Nato nel 1980 residente al Basson da generazioni, ragionerie diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Anton Maria Lorgna. Lavora al Consorzio di Bonifica Veronese da quasi vent’anni. Adora la compagnia, la buona cucina, viaggiare e passare del tempo con i suoi cani. Oltre a scrivere, grazie alle patenti conseguite, realizza video ed immagini con l’uso di droni.