La materia delicata della memoria e dei ricordi. Una riflessione scientifica dopo i fatti di Reggio Emilia

Negli ultimi giorni si sta parlando molto di alcuni fatti che sarebbero successi a Reggio Emilia in una situazione di affidi illeciti. Uso il condizionale, perché la cautela è d’obbligo. La notizia infatti è ancora fresca ma già si parla di fake news: ad esempio la famosa macchinetta che emette scosse elettriche che servirebbero a creare falsi ricordi non c’entra nulla con l’elettroshock e non emette scosse elettriche.

Probabilmente se ripuliamo la storia dalle varie fake news e teorie complottiste rimangono comunque dei fatti che, se veri, sono davvero molto gravi. Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso.

Ma quello su cui qui vorrei soffermarmi è il concetto di “lavaggio del cervello”, di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni. È veramente possibile “fare il lavaggio del cervello” ad un’altra persona, che sia un adulto o un bambino? Ebbene sì. E non servono scosse elettriche né niente di fantascientifico.

Scommettiamo che io riesco a farlo a te? Proviamo. Leggi questa lista di parole: Siberia, Brivido, Caldo, Gelare, Ghiacciato, Antartide, Sciarpa, Brina, Artico, Neve, Umido, Calore, Scaldarsi, Polo, Aria, Camino, Gelido, Glaciale. Ora prendi un foglio e riscrivi tutte le parole, tra quelle che hai letto, che ti ricordi. L’hai fatto? Non imbrogliare, mi raccomando! Ora controlla le parole che hai scritto. Hai scritto per caso Inverno? O Ghiaccio? O Freddo? Bene. Nessuna di queste tre parole era scritta nella lista.

Se non ne sei convinto puoi andare a rileggerla. Non sei ancora convinto? Pensi ti abbia imbrogliato? Bene. Proviamo un’altra volta. Leggi questa lista di parole: Camice, Stetoscopio, Chirurgo, Clinica, Ambulatorio, Paziente, Bisturi, Cardiologo, Infermiere, Mutua, Medicina, Malato, Dentista, Cura, Guarigione, Salute, Operazione, Corsia. Ora prendi un foglio e riscrivi tutte le parole, tra quelle che hai letto, che ti ricordi. L’hai fatto? Ora controlla le parole che hai scritto. Hai scritto per caso Malattia? O Ospedale? O Dottore? Bene.

Anche questa volta, nessuna di queste tre parole era nella lista. Quindi ho introdotto nella tua memoria ricordi falsi. E questo è quello che capita a più del 90% delle persone che si sottopongono a questo esperimento o ad altri simili: dichiarano di aver letto parole che in realtà non hanno letto. Possiamo dire che hanno subito un “lavaggio del cervello”. Perché succede questo?

Semplicemente perché il nostro cervello non è una macchina fotografica, e di conseguenza i nostri ricordi non sono fotografie. Questa è una cosa che sanno bene tutti quelli che lavorano nel campo delle testimonianze. Le testimonianze sono spesso assolutamente inattendibili, tant’è che raramente ci si affida solo a quelle. Facciamo troppi errori per poter essere attendibili.

Nell’esperimento che ho presentato qui, banalmente, leggendo una lista di parole tutte collegate a concetti simili, nel nostro cervello si attiva anche il concetto che non c’era ma che era collegato a tutte le parole che ho letto. Il problema è che non siamo consapevoli della falsità dei nostri ricordi.

Tutti per esempio ricord… ehm… pensiamo di ricordare episodi di quando avevamo 1 o 2 anni. Le immagini di quei ricordi sono ben vivide davanti a noi quando li raccontiamo agli amici. Ebbene, non è possibile avere ricordi risalenti a quella fascia di età, semplicemente perché le aree del nostro cervello che sono coinvolte nei meccanismi della memoria non sono ancora sviluppate. Iniziamo ad avere i primi ricordi consapevoli intorno ai 3 anni.

Ma come?! Io mi ricordo benissimo di quell’uovo di Pasqua grande come me, mi ci sono seduta dentro e ho iniziato a mangiarlo un pezzettino alla volta, ho visto anche la foto! Di solito ricordi di questo tipo derivano da storie che abbiamo sentito. I miei genitori hanno raccontato così tante volte la storia dell’uovo di Pasqua che io penso davvero di ricordarmelo. Nel nostro cervello non c’è differenza tra un ricordo vero e uno falso. Ecco perché la testimonianza è un argomento così delicato.

E quando a testimoniare sono dei bambini, la faccenda si complica ancora di più. I bambini, lo sappiamo, hanno un cervello che si sta sviluppando. Ricordo ancora un professore all’università che ci raccontava che suo figlio di 4 anni aveva vomitato qualche giorno prima. E alla sua domanda “hai vomitato dal naso o dalle orecchie?” il bambino aveva risposto “dal naso”. Ovviamente il bambino aveva vomitato dalla bocca, ma posto di fronte a due possibili risposte, ha risposto a caso, non avendo ancora le capacità cognitive che gli servivano per dire “nessuna delle due papà, ho vomitato dalla bocca”.

Quindi, sostanzialmente, il bambino ha mentito. Quindi, sostanzialmente, il papà ha messo le parole in bocca al bambino. Dovremmo quindi parlare di “lavaggio del cervello”? Eh sì.

L’argomento della memoria e dei ricordi è davvero molto ampio e affascinante, ma anche estremamente complesso e delicato. Liquidarlo con espressioni fantascientifiche non lo rende più semplice.

Paola Spera

About Paola Spera

Nata a Verona il 3 febbraio 1981. Originaria di Lugagnano, lavora come psicologa psicoterapeuta. Collabora con il Baco dal 2010.

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