“La mano di Re Mida”: Un nuovo blog sull’economia finanziaria

Mai come in questo periodo storico esiste la necessità di recuperare testi della letteratura classica, riscoprire la bellezza dell’arte e della musica. Non solo come motivo di evasione estetica, ma anche come (ri)scoperta di valori. La mitologia greco-romana è (stata) una preziosa chiave di lettura per comprendere le istituzioni, la religione e la società della civiltà del passato. Una civiltà che rappresenta una radice della nostra identità.

Ed è proprio da un mito da cui inizia il viaggio nel mondo dell’economia e della finanza del nuovo blog del Baco a firma di Gianmaria Busatta.

Dioniso, il dio del vino, aveva un maestro, Sileno, un anziano calvo, corpulento e peloso. Un giorno Sileno, dopo essersi ubriacato e perso nelle montagne della Frigia, una regione storica dell’Anatolia centro-occidentale, ormai lontano dal corteo del dio fu ritrovato dal Re Mida. Questi lo accolse nel suo palazzo con grandi onori e lo accompagnò nel viaggio per raggiungere Dioniso.

Il dio, felicissimo di aver ritrovato il suo vecchio tutore, offrì a Mida come ricompensa di esaudire un suo voto. Il re allora chiese di poter trasformare tutto ciò che toccasse in oro. E Dioniso esaudì il suo desiderio.

Ritornato a casa, Mida cominciò a sperimentare il suo nuovo dono con stupore e gioia, toccando rami, zolle di terra e spighe di grano. Tutto andò bene fino all’ora del pasto, in cui si accorse che anche il cibo, l’acqua e il vino si trasformavano nel metallo prezioso. Resosi conto che la sua cupidigia verso la ricchezza lo avrebbe portato alla morte, affamato e morente di sete, Mida giunse nuovamente da Dioniso e lo implorò di riprendersi quel dono tanto pernicioso.

Dioniso, mosso dalla compassione, accettò e gli disse di andare a lavarsi nella sorgente del Pattolo. Mida obbedì, e subito il dono scomparve, lasciando le acque del fiume ricche di sabbie aurifere.

Dal racconto trasuda un alto livello di moralità: delle ricchezze terrene, dell’oro, non si può godere in eterno. Spesso i piaceri terreni soffocano le occasioni di cogliere i valori reali della vita, magari scalando disordinatamente la scala delle nostre priorità e dei nostri obiettivi.

Con questa rubrica Busatta si propone di approfondire teorie e concetti economici in pillole, senza ricorrere a tecnicismi o (troppi) grafici, formule o numeri, e di proporre un’idea di finanza intesa non tanto come l’obiettivo fine a se stesso di generare denaro, ma come strumento per ottimizzare e pianificare il proprio patrimonio e la ricchezza stessa. Un mezzo oggi indispensabile e fortemente interconnesso alle scelte della nostra vita.

Nell’immagine La calunnia di Sandro Botticelli, 1492 – Galleria degli Uffizi, Firenze.