La mano di Re Mida. Opportunità e obiettivi: investire attraverso un PAC

Se aggiungi poco al poco, ma lo fai spesso, presto il poco diventerà molto“.
Esiodo

La letteratura classica è un costante filo rosso che lega gli articoli di questa rubrica finanziaria sin dalla sua nascita: non solo un pretesto di evasione estetica, ma anche una (ri)scoperta di valori di civiltà che rappresentano una radice della nostra identità.

La frase in apertura del poeta greco del VII secolo a.C. è uno spunto per parlare del PAC, ossia il Piano di Accumulo del Capitale, e sfatare quel pensiero comune (o quantomeno diffuso) che la finanza è “materia per pochi” o “per chi ha (tanti) soldi”.

Il PAC è uno strumento che permette di entrare a piccoli passi nei mercati finanziari, investendo un poco del nostro risparmio a cadenza regolare (spesso) in un fondo d’investimento, con l’obiettivo di accumulare un capitale finale necessario per soddisfare un nostro bisogno o desiderio futuri.

Il punto di forza del PAC è la sua accessibilità a una vasta platea di risparmiatori: l’importo, la frequenza dei versamenti e la durata della sottoscrizione si adattano alle esigenze e alle disponibilità dell’investitore; l’entità del versamento può essere, dunque, pari a 50 euro come a 1.000, da effettuarsi una volta al mese, al trimestre o all’anno.

L’orizzonte temporale, infine, deve corrispondere ai propri obiettivi finanziari: stiamo risparmiando per comprare un’auto nuova? Per frequentare un master universitario? Per organizzare una vacanza da sogno? Per la formazione scolastica dei figli? Per ristrutturare la propria abitazione? Anche la protezione dall’inflazione o da una possibile recessione deve rientrare tra i nostri obiettivi finanziari.

L’accumulo di capitale aiuta, inoltre, a smorzare la volatilità dei mercati finanziari: versamenti costanti permettono di ammortizzare le oscillazioni del mercato nel corso del tempo, approfittando di eventuali momenti di turbolenze come opportunità di acquisto a prezzi più bassi.

Come scriviamo da sempre, non esiste un investimento privo di rischi, e l’emotività può giocare brutti scherzi ai risparmiatori che soffrono il mal di Borsa. Eppure, grazie alla consolidata tendenza dei mercati finanziari a salire nel lungo periodo, il PAC rappresenta un ottimo strumento per anestetizzare la paura e aiutare il risparmiatore a mantenere lo sguardo sull’obiettivo, senza farsi intimidire dalle reazioni dei mercati nel breve termine.

Qualche numero a supporto: un PAC a trazione azionaria, proiettando nel futuro i rendimenti medi degli ultimi vent’anni, è in grado di restituire il 7% annuo. Ciò significa che attraverso versamenti mensili di 100 euro in un fondo si potrebbe ottenere un capitale di 7.425 dopo cinque anni (+23,75% rispetto a quanto avremmo accumulato lasciando quei 100 euro mensili sul conto corrente o sotto il materasso) e addirittura un capitale pari a 16.333 dopo dieci anni (+36,11%).

Anche riducendo il rischio e investendo in un PAC più bilanciato i risultati sarebbero modesti, registrando un rendimento del 13,94% in cinque anni e del 28,29% dopo dieci.

Per attivare il proprio piano di accumulo è necessario rivolgersi alla propria banca o assicurazione, oppure optare per uno di quei fondi online offerti dalla rete. Il consiglio rimane comunque quello di farsi affiancare da un consulente finanziario indipendente, che non solo può aiutare il risparmiatore durante la fase di pianificazione patrimoniale, ma può anche consigliare quei fondi o quei prodotti più competitivi in termini di costi e affidabilità.

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta, ma senza sosta“.
Johann Wolfgang von Goethe

Secoli dopo, anche nella letteratura tedesca leggiamo un concetto sempre valido: il fattore tempo (insieme alla pazienza) rappresenta il miglior alleato dell’investitore.

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.