La mano di Re Mida. Oggi è il “Black Friday”, anche sui mercati finanziari

Tempo di sconti, tempo di Black Friday. Anche quest’anno la tradizione americana conquista i negozi di tutta Italia con offerte e sconti online in vista della stagione natalizia. Si tratta di un’usanza nata negli anni Sessanta negli Stati Uniti in cui il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento i negozianti promuovevano gli acquisti da parte dei consumatori attraverso sconti e offerte allettanti.

Il nome “Black Friday” deriva dal colore dell’inchiostro, nero appunto, utilizzato per compilare i ricavi nel libro dei conti. Molto spesso, grazie alle maggiori vendite registrate il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, i conti del bilancio chiudevano in attivo (“in nero”); e da qui il nome.

Un’altra teoria, invece, attribuisce il nome “Black Friday” al traffico causato da una grande moltitudine di consumatori che si riserva per le strade e i negozi delle città alla ricerca di sconti e offerte valide solo quella giornata.

Così, mentre oggi lampeggiano ovunque annunci pubblicitari di occasioni imperdibili, e i nostri risparmi si assottigliano perché troviamo (o pensiamo di trovare) un affare super conveniente, non viene posta altrettanta enfasi ai mercati finanziari, che da inizio anno soffrono di un calo generale che va dal 10 al 30%. Uno “sconto” che potrebbe essere addirittura accentuato dal rischio di una recessione (più o meno morbida), a sua volta innescata dalla fiammata dell’inflazione, dalla guerra in Ucraina e dalle vigorose strette monetarie delle Banche Centrali.

Un 2022, dunque, segnato dalle vendite sui mercati e davanti a uno scenario fosco e incerto, in cui l’energia e le materie prime (rare, soprattutto) saranno le principali leve economiche e avranno un impatto sulla nostra quotidianità e sulle nostre vite.

Dovremo usare meno l’automobile. Dovremo abbassare il termostato del riscaldamento nelle case e negli uffici. Dove basta una lampada, cerchiamo di non usarne due. Occorre però avere chiaro che l’epoca dell’energia abbondante e a basso costo è tramontata. Ciò impone un serio ripensamento dello sviluppo economico, del modo di vita, delle priorità degli investimenti”.

Il virgolettato appena citato è attualissimo nella sostanza, ma risale, in realtà, al 23 novembre 1973 e fu pronunciato dal Governo Rumor a reti unificate, segnando l’inizio dell’austerità e delle domeniche senz’auto. Allora il problema era la mancanza di petrolio causata dalla Guerra del Kippur, oggi le incertezze e le tensioni sono legate al gas russo e alla guerra tra Russia e Ucraina.

Tuttavia, chi li ha vissuti e chi conosce la storia sa bene che durante gli anni successivi al 1973 l’energia non è mancata e che lo sviluppo (non solo economico) è stato straordinario.

Infatti, come la storia (finanziaria) insegna, dopo tutte le principali crisi economiche i rendimenti registrati negli anni successivi sono stati estremamente interessanti, come è successo a chi ha investito nel 1973, quando Namor preannunciava momenti bui e difficili: dopo un anno i mercati finanziari globali sono saliti del 21%, dopo tre anni del 59%, dopo cinque del 90% e dopo dieci anni di ben il 250%.

Approfittare del Black Friday è, dunque, cosa buona e giusta, ma in particolare per i nostri risparmi, che, una volta investiti, grazie alla finanza e al tempo, possono essere protetti dall’inflazione e fatti fruttare. Una scelta decisamente più conveniente degli sconti oggi tanto sbandierati e pubblicizzati.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.