La mano di Re Mida. Da M&G Investments sette grafici da brivido per la notte di Halloween

31Public Fixed Income Team di M&G Investments, storico asset manager londinese, ha scelto l’occasione di Halloween per pubblicare sette grafici da brivido, in grado di terrorizzare i risparmiatori e le Borse di tutto il mondo. Altroché film, reggetevi forte, sarà un viaggio lugubre e carico di tensione che apre a scenari interessanti (e spaventosi). Forse troppo.

Nonostante i passi avanti fatti (e pensati) nella lotta contro il riscaldamento climatico negli ultimi cinque anni da parte dei Governi di tutto il mondo, ciò che preoccupa è il rischio degli “stranded asset”: “Se si finanzia per 30 anni una società che estrae petrolio – affermano gli analisti di M&G Investments – quale garanzia ho di recuperare l’importo finanziato una volta giunti a scadenza?” Mantenere l’investimento in questo asset significa, d’altro canto, incoraggiare tali società verso i criteri ESG (Environmental, Social, and corporate Governance). Il prossimo decennio sarà decisivo in questo senso.

Barcollando come uno zombie tra la vita e il default, il colosso immobiliare Evergrande a settembre ha scosso i mercati per la sua crisi, dato che le sue passività rappresentano quasi il 2% del Pil cinese. “In modo sinistro, il calo dei titoli immobiliari asiatici ci ricorda che le obbligazioni possono essere strumenti estremamente volatili, anche in presenza del supporto di una Banca centrale – affermano dal team di M&G. Qualora in futuro la PBoC (Banca Popolare Cinese, NdR) decida di non sostenere il settore immobiliare, assisteremo a flessioni più violente con default a catena.” La speranza è che il contagio non si diffonda.

Lo spettro dell’inflazione spaventa i mercati, dato che vi è il rischio di tassi più elevati rispetto a quanto osservato negli ultimi decenni. “La pressione salariale, di pari passo di altre pressioni inflazionistiche, potrebbe gettare benzina sul fuoco traducendosi in un’inflazione più alta rispetto a quella cui siamo stati abituati ultimamente – asseriscono gli analisti del Public Fixed Income. Il grafico a destra sembra confermare che i consumatori scontano tale possibilità.

Lo spettro dell’inflazione è già apparso in merito ai prezzi del gas, aumentato “di 85 volte il tasso d’inflazione nell’area euro e in maniera ampiamente superiore alla crescita dei salari europei, pari a -0,4%”. Sicuramente per chi debba riempire il serbatoio di metano in questo periodo, il brivido e lo spavento non mancano.

Il costo delle spedizioni all’interno del sistema di commercio mondiale è triplicato rispetto all’inizio dell’esercizio precedente. Si tratta di inflazione “importata”, dato che i costi dell’offerta sono gonfiati a causa di una maggior spesa registrata a monte. “Possiamo dire che l’inflazione sia davvero transitoria come molti credono?si chiede il team di M&G Investments.

Alla luce del presente scenario di incertezza, la scelta sembra orientarsi verso i cosiddetti beni rifugio tradizionali, come l’oro o le valute. Eppure esistono ragioni che minacciano la garanzia e la sicurezza a cui eravamo abituati: “Le valute a basso rendimento ora saranno tutte in difficoltà rispetto al dollaro, mentre altre (come il franco svizzero) hanno recuperato in termini di differenziali di tassi facendo perdere lustro allo yen – affermano gli analisti di M&G. Ci troviamo dunque di fronte alla strana combinazione di un contesto estremamente volatile con notevole incertezza, ma una tesi di stagflazione o di dollaro USA più forte, che è negativa per lo yen giapponese”.

Nel 2020 la crisi del Coronavirus ha spinto il mercato a una netta differenziazione in termini settoriali: il settore automobilistico, ad esempio, ha scontato un peggioramento nelle prospettive di crescita rispetto all’indice delle obbligazioni societarie in euro (linea bianca), a differenza dei settori che operano nella tecnologia e nella sanità, che hanno favorito la transizione verso nuovi modi di vivere e lavorare.

Rispetto a quanto avvenuto l’anno scorso, il mercato oggi non sembra differenziare i vari settori. “Un segnale che i mercati del credito stanno diventando troppo compiacenti? O è giustificato in un contesto di bassi tassi di default? Sicuramente, è inquietante osservare il livello raggiunto dalle valutazioni pur in presenza del Covid”, ha concluso il team di M&G Investments.

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.