La lettera: “Queste tragedie ci insegnino ad approfondire le nostre lacune”

Una nostra lettrice di Lugagnano ci ha inviato una sua riflessione sui tragici eventi di Lugagnano – e di Verona – di questi giorni. Per discuterne a bassa voce.

Un caloroso ciao a tutti,

sono tornata da pochi giorni da una vacanza in Egitto… Ci vuole poco per tornare di nuovo alla vita quotidiana… soprattutto se certi eventi ti catapultano nella realtà più cruda. Ma in nome di quella serenità che ho appena potuto conquistare.. e dell’amarezza di quello che in questi giorni sta vivendo il nostro paese, ho un grande desidero di fare delle riflessioni delle quali vi rendo partecipi.

Da lontano quasi non ci credevo quando ho appreso la notizia.. ma, da ieri mattina l’ansia è ricominciata. “Io vivo in questo paese.” ho detto agli amici che ho conosciuto. Quello che è successo fa riflettere… di mente e di cuore.

E… parlare (o sparlare) di cronaca… oggi come oggi… non è più un fatto che con il passare dei giorni si dimentica. Almeno per me. Quello che sta succedendo nel nostro paese è qualcosa che in verità vive la società di oggi. Esistono problemi di portata tale che solo discutendone, parlandone, confrontandoci e sentendoci più “parte di un tutto”, coinvolgendo davvero la gente, si possono in qualche modo tentare di comprendere. E forse evitare. Sono problemi che volenti o nolenti appartengono a tutti noi. O meglio, si sentono partecipi soprattutto coloro che desiderano ardentemente portare alla luce e risolvere in forma costruttiva e duratura i problemi della società di oggi. Io conoscevo poco i coniugi Meche. Ho avuto modo di parlare con un mio vicino carabiniere. Ho letto alcuni giornali.. locali e non, compreso il commento del nuovo sindaco di Sona, sulla pena di morte. Sto cercando di fare del mio meglio per riflettere obiettivamente sull’accaduto.

Anch’io ho un passato nel paese di Lugagnano… e non sempre le esperienze che ho vissuto sono state positive. Anzi. Qualcuna mi ha lasciato dei segni profondi. A questo punto la mia riflessione si ferma ad un punto cruciale, soprattutto per gli amici della Lega, ai quali è andato il maggior numero di voti dai cittadini delle nostre frazioni. Chi ha commesso un delitto di questo tipo era un ragazzo con la fedina penale pulita e lavoratore. Quindi, almeno apparentemente, una persona che poteva godere del “diritto” di vivere tra noi. E allora, perchè quando succedono questi fatti si tende sempre a dare la colpa agli “altri”? Cosa centrano “gli altri”? O meglio, “l’Altro”? Episodi come questi, nel silenzio dell’omertà, non potrebbero forse succedere anche tra noi italiani? Fermo restando il grave, gravissimo gesto di questo ragazzo, riesco a vedere il rovescio della medaglia di una situazione umanamente precaria e difficile che stiamo vivendo a vari livelli… da locale… a nazionale.. e mondiale.

Avrei qualcosa da dire anche sulla sicurezza di cui abbiamo bisogno da tanto tempo a Lugagnano; ho sempre ritenuto insufficienti i controlli che ci sono in paese per quanto riguarda le scuole, i bar, il rispetto delle regole stradali. Certo è, che quanto è successo, a mio avviso, non si poteva prevedere con maggiori controlli. Queste cose succedono nell’intimità delle famiglie… delle coppie… delle singole persone. E sono radicate nei principi fondamentali, dell’essere umano.

Senza andare tanto lontano: con il massacro a Nicola Tommasoli, Verona è ormai sulla bocca di tutti. E’ ora di riflettere se alla Cultura sì, quella con la C maiuscola, quella che ci rende essere umani negli esseri umani… ecco, è ora di riconoscere se in questo paese, in questa città, ci teniamo oppure no. Se la nostra vita vale la pena di essere vissuta solo in superficie.. o è forse il caso di approfondire le nostre lacune per cercare di evitare ulteriori disgrazie.

Lucia d’Amato