La Lettera: “Perché a Sona non abbiamo più un’ambulanza del SOS dedicata all’emergenza?”

La Lettera

Gentile Direttore,

sono una cittadina residente a Sona. Le scrivo in merito alla notizia di cronaca che riguarda un grave incidente stradale accaduto sul nostro territorio la notte di sabato scorso. Per fortuna le conseguenze non sono state drammatiche e confido in un decorso positivo per le persone coinvolte.

Abito a Sona da diversi anni ed ho sempre visto nell’ambulanza in piazza a Sona, gestita da SOS, una sicurezza in caso di bisogno per i cittadini del nostro territorio e dei Comuni limitrofi. Per esigenze personali, legate a problemi di salute dei miei genitori, ne ho sempre apprezzato la tempestività di intervento e la qualità dei soccorsi prestati. 

È abbastanza noto a tutti i cittadini che, da luglio 2022, l’ambulanza di Sona non ha più a bordo personale sanitario, quindi né medici né infermieri. Se non ricordo male, ma non vorrei sbagliare, l’ambulanza con medico a bordo è ora a Villafranca. Una persona, un po’ più esperta di me in materia, mi ha spiegato che la posizione dei mezzi di soccorso non è una competenza delle autorità sanitarie della provincia ma della Regione Veneto sulla base di valutazioni tecniche, tra cui, da quel che ho capito, anche la popolosità dei vari Comuni. Dove ci sono più abitanti servono più ambulanze. Corretto.

Pensavo che SOS fosse a disposizione solo dei cittadini di Sona ma, quella persona, mi ha spiegato che non è possibile e non ha senso avere una ambulanza sotto ogni campanile. Mi ha anche spiegato che lo stesso SOS ha sempre avuto un raggio di azione ampio ben oltre il territorio di Sona. Ma la domanda allora mi sorge spontanea: parlando in termini assoluti di abitanti dei Comuni a noi limitrofi e contando che Sona ne fa 17.000, Sommacampagna 15.000, Bussolengo 20.000, la parte SUD della città di Verona è confinante, Castelnuovo 13.000 non siamo in un’area densamente popolata? 

Per quale motivo a Sona non c’è più un mezzo con infermiere o medico? I volontari sono bravi, preparati, fanno questo servizio da tanti anni ma non si possono sostituire ai sanitari. Mi è stato spiegato che gli stessi sono a supporto dei sanitari. E posso dire che sono molto bravi!

Ma mi sorge un’altra domanda: partendo dalla considerazione, nota a tutti, che scarseggiano i medici di base e che diversi cittadini nemmeno ce l’hanno e non possono fare altro che rivolgersi ai Pronti Soccorso che a loro volta sono saturi, perché togliere dal territorio la qualità del mezzo di SOS che ha alle spalle più di 30 anni di esperienza, che ha ambulanze, che sa cosa fare, che lo sa fare da una vita? Non è uno spreco di risorse, quando le stesse sono sempre più limitate, il togliere ai cittadini un servizio pubblico che essi stessi hanno aiutato a far crescere e prosperare con la loro vicinanza e le loro donazioni?

Le sarò grato dell’attenzione che vorrà riservarmi. Ringrazio la sua redazione per il preciso e puntuale servizio di informazione che fate alla comunità.

Lettera firmata

La Redazione
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