La lettera: “Ancora troppi silenzi alla scuola dell’infanzia di San Giorgio”

Negli ultimi mesi dello scorso anno avevamo pubblicato su questo sito, e successivamente anche sulla nostra rivista cartacea, una lettera della Signora Chiaretta Morari sulla situazione di tensione che da tempo ormai sembra contraddistinguere il rapporto tra alcuni genitori e l’amministrazione della scuola dell’infanzia di San Giorgio in Salici (nella foto). Quella lettera ha suscitato un ampio, e acceso, dibattito nella frazione, che prosegue tuttora. La novità è che il 20 gennaio scorso si è tenuta sempre a San Giorgio una riunione sulla scuola dell’infanzia alla presenza del notaio Paolucci, che aveva steso il nuovo Statuto della scuola e che lo ha illustrato ai presenti. A seguito di questa serata la Signora Morari ha ripreso in mano carta e penna e ha scritto una nuova lettera aperta. Che pubblichiamo qui sotto, offrendo come sempre massima disponibilità di pubblicazione a chiunque volesse intervenire o replicare su questo argomento.

 

Caro Baco,

 

vi ho scritto qualche tempo fa (ottobre) in merito alla poca trasparenza nella scuola dell’infanzia di San Giorgio in Salici. Mi permetto di riscrivervi per continuare e, in qualche modo, concludere questi miei pensieri. Per prima cosa ribadisco che mi prendo la piena e totale responsabilità di ciò che scrivo e che gli avvenimenti che ho descritto nella precedente lettera e quelli che andrò a scrivere di seguito sono ciò che, assieme ad altre persone, ho vissuto e che corrispondono a verità.

 

Se a qualcuno non è piaciuto se ho scritto, ciò che ho scritto e ciò che scriverò dovrà farsene una ragione perché questo è il modo che preferisco per far conoscere i miei pensieri visto che la natura non mi ha favorito di quella parlantina fluente che molte persone sembrano possedere.

 

Per favorirvi ritorniamo indietro un po’. Ci siamo lasciati il due di ottobre giorno in cui il vescovo S.E. Zenti ha incontrato la popolazione. Dopo alcuni giorni e precisamente il 7 ottobre presso il notaio Luca Paolucci viene stipulato l’atto costitutivo con cui avviene la trasformazione da IPAB ad Associazione genitori con allegato lo statuto (vale la pena precisare che questo è un atto pubblico al quale avrebbero potuto partecipare, se avessero voluto e se fossero stati informati, tutti i soci cioè i genitori. Anzi il notaio avrebbe potuto stipulare direttamente alla scuola davanti ai genitori). A cavallo delle vacanze natalizie arriva dalla Regione il decreto che ufficializza la trasformazione ad associazione genitori.

 

Con il ritorno dei figli a scuola e saputa la novità, alcuni genitori chiedono agli amministratori (come è nel loro pieno diritto perché sono soci e perché, come detto prima si tratta di atto pubblico) di avere copia cartacea (anche a pagamento) del nuovo atto costitutivo e del nuovo statuto. Grande è il loro disappunto e la loro perplessità quando si sentono rispondere che per motivi di riservatezza e per una serie di altre ridicole scuse questi non verrano distribuiti ma solo affissi in bacheca. Ma non finisce qui. Interessati ad approfondire lo statuto in vista dell’assemblea del 30 gennaio nella quale si svolgeranno anche le elezioni dei componenti che andranno a formare il nuovo comitato di gestione, i genitori chiedono al presidente Spillari se fosse stato disponibile ad organizzare e presenziare una pre-assemblea per spiegare nei particolari lo statuto e rispondere ad eventuali domande.

 

Come era da prevedere, vista la linea della non-informazione e della non-trasparenza seguita fino a questo momento dall’amministrazione di questa scuola, il presidente non accetta. Esasperati, i genitori si rivolgono al notaio Paolucci che nella serata del 20 gennaio scorso (a titolo gratuito) nella sala civica di San Giorgio presso il centro servizi, ha letto, spiegato e commentato (rispondendo anche alle numerose domande) l’atto costitutivo e lo statuto della nuova associazione genitori. A lui vanno la nostra gratitudine e i nostri sinceri ringraziamenti.

 

Tante sono le riflessioni che sorgono spontanee per chi come me ha seguito questa vicenda praticamente dall’inizio e che ha sempre considerato la scuola dell’infanzia come parte integrante della comunità di San Giorgio, ma quella che in un certo senso le racchiude tutte è come sia potuto succedere che un avvenimento così importante e “pubblico” sia stato gestito in maniera così “privata” da un numero limitatissimo di persone (da tre a cinque) che volutamente hanno escluso e continuano ad escludere ed a non ascoltare gli altri interlocutori di questa vicenda trincerandosi spesso dietro a pretesti quali “non è dovuto” o “la normativa non prevede”. Ora, può anche darsi che una normativa non preveda espressamente una determinata cosa….ma anche non la vieta. Sta nella sensibilità e nel buon senso di chi amministra rendersi conto delle esigenze dei propri utenti e agire di conseguenza.

 

Per confermare ciò e nello stesso tempo rispondere alla direttrice della scuola dell’infanzia signora Grigoli, che durante la serata informativa con il notaio si è lamentata delle tante chiacchiere che si sono create intorno a questa vicenda e del fatto che nessuno sarebbe mai andato a “suonare il campanello” e a chiedere spiegazioni direttamente alla fonte (cioè a lei o all’ammistrazione della scuola) voglio ricordare che: 

  • il CDA della scuola dell’infanzia e principalmente il presidente Spillari e la direttrice Grigoli durante tutto il lungo e travagliato percorso della trasformazione da IPAB ad associazione genitori non hanno ritenuto opportuno, informare e confrontarsi con nessuno degli altri attori coinvolti in questa vicenda quali i genitori, il parroco (che non sarà cittadino italiano ma è pur sempre il nostro parroco), il consiglio pastorale ed economico; 
  • nonostante quello dichiarato dalla direttrice queste persone e molte altre, hanno cercato e cercano (anche per motivi professionali) di “suonare il campanello” per cercare di collaborare, capire e sapere: don James all’inizio, che si è sentito rispondere di essere come San Tommaso; gli stessi genitori che ultimamente si sono visti negare quello che è loro diritto avere come lo statuto; il consiglio pastorale che solo dopo una lunga battaglia è riuscito a far inserire un suo delegato nel comitato di gestione della scuola e lo stesso consiglio economico che, fino a questo momento neanche lontanamente preso in considerazione come interlocutore dal CDA della scuola, sta cercando da diverso tempo ormai, tramite la curia (con mail mandate al vescovo, a don Masina e a don Zampieri) di organizzare un incontro con Spillari e Grigoli per discutere delle proprietà parrocchiali legate al passaggio IPAB – associazione genitori e che si vede scaricato da una controparte all’altra senza ottenere risposta. 
  • Altri avvenimenti particolari e riservati sono stati riferiti solo a chi di dovere.

 

E’ mia viva speranza che il nuovo comitato di gestione che, si insedierà dopo le elezioni del 30 gennaio, tenga presente che la Scuola dell’infanzia non è un ente a sè, ma come scritto anche nel nuovo statuto “è espressione della Comunità Parrocchiale e Territoriale… e coinvolge promotori, educatori, genitori, collaboratori e sostenitori in una responsabile e sinergica azione comunitaria”.

 

Morari Chiaretta