La guglia di Sona

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Tutti i bambini che frequentano la Scuola Materna di Sona sanno che lassù, nella parte più alta del parco di Villa Trevisani, sede dell’asilo comunale, tra i bossi ed i cipressi, nella torre pericolante, vive la strega Guglielmina, personaggio a loro famoso, perché ricorrente in alcune fiabe, anche musicali.

 

Ma a noi interessa la casa della strega: la Torre (nella foto la base). Situata nel punto più alto del parco della Villa Trevisani Calderari Romani (XIX secolo) ed eretta nel 1834, come testimonia una lapide in marmo (sotto riportata), la Guglia, così la chiamano i cittadini di Sona, è una torre circolare, costruita con i materiali poveri dell’epoca, perlopiù sassi e mattoni.

 

Per accedere alla sua sommità si devono salire dapprima 13 gradini, in pietra, posizionati nella parte a nord della torre e poi altri 48 gradini formanti una scala a chiocciola con un sobrio parapetto in ferro battuto (pericolante!). Dal punto più alto della torre, tra le punte dei cipressi, si può godere una vista stupenda su tutto il territorio circostante arrivando fino al Lago di Garda e alla città di Verona.

 

Purtroppo, però, la Torre versa in cattive condizioni e da tanti anni nessuno se ne preoccupa; anche la rete metallica, posta per impedire l’accesso è malferma e facilmente valicabile. Sarebbe bello poterla sistemare e renderla accessibile a tutti i cittadini; eliminando così un elemento di degrado ed anche di pericolo! Salveremmo così un monumento che molte persone ritengono il simbolo di Sona, non a caso è sovente riprodotta graficamente.

La lapide in marmo posizionata a metà salita così recita:

 

LOCI AMOENITATIQUAM PATRUS ANTON COLVERAT COLUMNAM 

NOMINE GABRIELLAMIN MEMOR DOMUS
SUAE HIERONIMUS MESCHINIUS ADIECIT
AD MDCCCXXXIV


(Nella posizione amena del luogo che padre Antonio aveva abitato Girolamo Mischino ose una colonna di nome Gabriella. In memoria della sua casa nel 1834).