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Un avvenimento culturale importante ha caratterizzato le, già dense di appuntamenti, serate lugagnanesi. Sabato 7 giugno, all’interno della manifestazione organizzata dagli Alpini denominata 3° Veglia Verde, si è tenuta, nel salone parrocchiale di Lugagnano, una rappresentazione teatrale evocativa che ha riproposto le tragiche giornate della battaglia sul Monte Ortigara nel vicentino.

Un attore in scena, accompagnato da musiche e filmati, ha rappresentato le vicende vere di un giovane italiano, dapprima emigrato in Belgio per necessità di lavorare, di la fuggito dopo l’invasione tedesca nei primi giorni del 1914, riparato quindi in Svizzera dove non ha saputo resistere al senso del dovere e all’attaccamento alla patria.

Rientrato quindi a Verona subito dopo la nascita del secondo figlio, si arruolò volontario nelle Truppe alpine che stavano combattendo sull’altipiano di Asiago. Da li il racconto dell’addestramento e delle giornate precedenti la grande battaglia, sino alla toccante lettura della lettera d’addio scritta alla moglie la notte prima della battaglia, in un crescendo emotivo che ha coinvolto gli oltre 300 spettatori presenti in sala, che in un silenzio quasi religioso ascoltavano le voci di quei ventenni che si sono volontariamente immolati per la patria.

Furono infatti ventiseimila i militari italiani, e ottomilia gli austro-ungarici, che in quelle giornate di 90 anni fa morirono sull’Ortigara che da allora viene in modo approprato definito il Calvario degli Alpini. Un avvenimento storico che ha lasciato nel nostro immaginario collettivo il ricordo dell’inutile sacrificio della guerra e il monito a non dimenticare.

A testimonianza di quelle giornate era presente una mostra con cartoline militari della Prima Guerra Mondiale curate dall’Alpino Lugi Sala.