La giornata speciale di Leonardo, a sedici anni da Lugagnano in Emilia a spalare fango e ripulire scuole

Nelle scorse settimane, come ormai tutti purtroppo sappiamo, l’Emilia-Romagna dopo giorni di precipitazioni intense è stata colpita da una grave situazione di emergenza causata dall’alluvione dei territori per lo straripamento di fiumi e torrenti.

Come già raccontato anche con altri articoli pubblicati dal Baco, in queste situazioni di emergenza il Paese risponde sempre in modo collettivo, compatto, solidale, compiendo grandi sforzi e azioni rivolte ad aiutare le popolazioni e le zone in difficoltà.

Un po’ per raccontare il bel gesto compiuto ed un po’ anche per dare l’esempio, incoraggiare e magari avviare altri ad intraprendere iniziative solidali di questo genere, con questo articolo vogliamo raccontare la bellissima storia di Leonardo Rizzotti, giovane di Lugagnano del 2007, studente dell’ITIS San Zeno, con una grande propensione per l’aiutare gli altri ed un fortissimo senso civico.

Leonardo, assieme a suo padre Mirko ed all’amico di famiglia Andrea Stefanelli (sopra i tre nella foto, con altre tre volontarie), è partito per dare una mano in Emilia. Per farci raccontare com’è andata siamo andati a trovare proprio Andrea Stefanelli nel suo negozio di parrucchiere in Piazza Martiri della Libertà.

Come vi è venuta l’idea di andare in Emilia-Romagna a fare del volontariato?
È nata quasi per caso, in modo istintivo e soprattutto in tempi strettissimi, la sera prima della partenza il mio amico Mirko, che conosco da sempre e di cui sono stato anche testimone di nozze, colpito dalle immagini viste ed assieme al figlio Leonardo hanno deciso di voler dare il loro contributo nell’aiutare chi più ne aveva bisogno.

E come ci sono riusciti?
Navigando su internet alla ricerca di come potessero rendersi utili hanno trovato un appello di richiesta di aiuto fatto dal Comune di Castel Bolognese, gravemente danneggiato dall’alluvione. Il Comune, che conta circa 9.500 abitanti, è collocato nella provincia di Ravenna tra i più famosi Comuni di Imola e Faenza. Senza pensarci troppo mi hanno telefonato chiedendomi se volessi andare con loro. La mattina presto eravamo tutti e tre in autostrada con direzione Castel Bolognese.

Come era la situazione una volta arrivati sul posto?
Abbiamo subito trovate una grande organizzazione e voglia di risolvere i problemi: le operazioni di messa in sicurezza degli edifici, pulizia delle strade e di tutto quello che bisogna fare dopo una sciagura di questo genere erano già ben avviate e coordinate dai volontari della Protezione Civile. Anche il morale della popolazione era più alto del previsto. Come è normale che sia i locali erano provati dai difficili giorni passati e da tutti i danni subiti, ma non hanno perso tempo nella disperazione, si erano già messi tutti al lavoro per ripartire prima possibile. La viabilità era agibile, molti edifici ripuliti ed il materiale da buttare era già accatastato a fianco delle strade, in attesa di essere definitivamente smaltito.

Una volta arrivati come vi siete messi a disposizione?
L’organizzazione dei soccorsi era totalmente gestita dai volontari della Protezione civile, c’era un punto d’incontro dove chiunque voleva partecipare alle operazioni era ben accetto, venivano organizzate squadre di quaranta persone e ad ognuna di queste veniva dato un compito. La Protezione civile si occupava anche dei pasti da dare a tutti i volontari intervenuti, l’organizzazione era veramente incredibile.

E poi?
Alla nostra squadra è stato assegnato il compito di intervenire nella Scuola dell’infanzia Camerini–Tassinari, c’era da ripulire tutto, spazzare via l’acqua, il fango, fare una cernita delle cose da tenere e quelle da buttare. Mi sono reso conto che il lavoro di squadra ha risultati eccezionali, appena abbiamo aperto le porte della scuola la situazione era drammatica, già dopo qualche ora e con il lavoro interrotto di quaranta persone il quadro era nettamente migliorato. Leonardo era uno dei più giovani volontari presenti alla scuola, in questa situazione ha dato il meglio di sé, ha fatto un grande lavoro, si è sporcato, si è reso utile, ha consolato la gente del posto, non si è mai fermato e soprattutto non si è mai lamentato della fatica.

E come è proseguita la giornata?
Verso sera abbiamo completato il lavoro alla Scuola dell’infanzia, è stata un’impresa, avevamo ancora energie allora ci siamo uniti ad un’altra squadra che aveva il compito di svuotare uno scantinato pieno d’acqua. Era impossibile riuscire ad aspirare il liquido con delle idrovore, bisognava lavorare di muscoli, di mano in mano, ci passavamo i secchi pieni d’acqua e fango che arrivavano a pesare fino a 25 kg, è stato un lavoro veramente duro. Anche in questa situazione Leonardo non si è tirato indietro, inserendosi nella catena umana e facendo il passamano senza indugiare nemmeno per un istante.

Immagino che alla sera al ritorno foste stanchi morti?
Certo, la stanchezza per la giornata di duro lavoro svolta era tanta, ma la soddisfazione che ti dà il far del bene, il rendersi utili per gli altri, per chi ha bisogno, ripaga molto di più delle energie che noi abbiamo speso, come una scarica di adrenalina che attraversa tutto il corpo, eravamo iperattivi e molto soddisfatti, è stata un’esperienza profonda ed educativa, soprattutto per Leonardo.

Alessandro Ceradini
Nato nel 1980 residente al Basson da generazioni, ragioniere diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Lorgna. Lavora al Consorzio di Bonifica Veronese. Adora la compagnia, la buona cucina, viaggiare e passare del tempo con i suoi cani. Oltre a scrivere, grazie alle patenti conseguite, realizza video ed immagini con l’uso di droni.