La festa degli Alpini di Palazzolo, per la Patria e in memoria dei Caduti. FOTO e VIDEO

Domenica cinque febbraio giornata speciale per gli Alpini del Gruppo di Palazzolo che, per il loro tesseramento, hanno organizzato una festa densa di avvenimenti improntati all’amore per la Patria e per i Caduti.

La partenza dalla Baita è iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e l’inno nazionale del corpo bandistico di Sona. Il corteo con i suonatori, le autorità e gli alpini ha marciato per le vie del paese al suono marziale dei tamburi, con sosta e nuovo rito dell’alzabandiera in piazza Vittorio Veneto. All’arrivo al monumento ai Caduti, il sindaco Gianluigi Mazzi ha deposto una corona d’alloro.

Durante la messa don Angelo Bellesini, nel corso dell’omelia, si è rivolto agli Alpini con queste parole: “Voi Alpini tenete alto lo spirito di umanità, di altruismo di solidarietà, di disponibilità, di presenza attiva là dove c’è disagio o sofferenza. Viviamo con lo sguardo rivolto alla storia gloriosa del passato, ma anche rivolto al presente, per agire dove oggi si rende necessaria la solidarietà e un aiuto concreto per molti servizi per il paese di Palazzolo. Lo sguardo rivolto verso il futuro testimonia ai giovani di oggi i valori della solidarietà e della fede che sempre avete vissuto. Grazie a voi Alpini di Palazzolo, grazie a tutti gli Alpini”

Dopo la messa, il corteo ha raggiunto il monumento degli Alpini, con gli onori ai Caduti e la posa di una corona d’alloro. Alle 12,30 è seguito il tradizionale pranzo alla Baita, preparato dai cuochi Alpini con la partecipazione anche di familiari e amici.

Un delegato del presidente del gruppo, Franco Tacconi, assente per l’influenza, ha dato il resoconto delle attività svolte e del programma annuale. E’ stato letto quindi questo messaggio dell’Assessore di Palazzolo Elena Catalano, impedita a presenziare dall’influenza: “Vi porto i saluti del sindaco e i ringraziamenti miei e dell’Amministrazione comunale per il grande supporto che ogni giorno dimostrate per la comunità di Palazzolo. Appena si pronuncia la parola “Alpino” sul viso di molti appare un sorriso. Un sorriso di simpatia e di stupore. Ed è guardandomi intorno o partecipando a eventi come questo che si comprende meglio il perché. È la realtà formata da tante vite vissute operosamente e con coraggio quotidiano, nel compiere il proprio dovere nei numerosi Gruppi Alpini, nel silenzio discreto del fare senza apparire. Uno straordinario patriota ha ben sintetizzato tutto questo e ha detto: Gli Alpini sono buoni e semplici come eroi e fanciulli, audaci e prudenti come soldati di razza e robusti, resistenti come il granito dei loro monti, sereni come filosofi, con il cuore pieno di passioni, malgrado la fredda scorza esteriore al pari di vulcani coperti di ghiacci e di neve, sono sempre a cercare la libertà. Grazie Alpini di tutta Italia”

Luigi Tacconi, già Vicesindaco di Sona e storico del Baco, ha presentato due pubblicazioni del Comune curate dal Gruppo di ricerca storica del quale fa parte e che sono disponibili per gli interessati presso la Biblioteca. Si tratta del terzo libretto della serie “I quaderni della nostra storia” dal titolo “Vicende risorgimentali nel comune di Sona”, che ricorda i fatti delle guerre d’indipendenza nei nostri paesi. Il secondo è la ristampa di un racconto per ragazzi scritto nel 1911 da Umberto di Giulio dal titolo Patria, racconto per i giovanetti, che narra i fatti storici della terza guerra d’Indipendenza, combattuta anche a S. Giorgio in Salici, Sona e Palazzolo, come sono stati vissuti da un piccolo eroe dodicenne, Marchetto della Pernisa. Il libretto sarà distribuito a tutti i ragazzi della terza media.

È stata comunicata anche l’iniziativa della medaglia-ricordo per i caduti della prima guerra mondiale iscritti nell’Albo d’oro (che raccoglie in numerosi volumi i nomi di 529.000 militari deceduti), con inciso il nome e il grado del caduto e che i parenti possono chiedere. Infine la notizia del ritrovamento del nome ormai dimenticato di un cittadino di Palazzolo, Manzati Fortunato di Giuseppe Albino e Turata Melania, morto in campo di concentramento nella seconda guerra mondiale.

E’ stata letta la scritta che si trovava all’interno del carro ferroviario usato per i deportati in Germania, che era presente a Verona, in Piazza Bra, il 27 gennaio scorso in occasione della Giornata della memoria: “Manzati Fortunato, nato il 20 marzo 1907 a Sona. Deportato a Dachau (Matricola 93236), Neuengamme (Matricola 61387) e Sachsenhausen. Morto il 27 marzo 1945 a Sachsenhausen” (LEGGI IL SERVIZIO).

Per questo caduto nell’archivio comunale di Sona è stato trovato questo documento: Manzati Fortunato fu Albino, nato a Sona il 20/3/1907, deportato in Germania dalla Francia dove era andato a lavorare nel 1929. La sorella Maria ha rinunciato ha chiedere la pensione perché non era in grado di produrre un atto di morte presunta.Alla giornata degli Alpini era presente anche il presidente della sezione Combattenti e Reduci, Emanuele Fiorini, che ha ricordato gli eventi di quest’anno: le giornate commemorative del 25 aprile e del 4 novembre e quella del Sacrario del Monte Baldo che è prevista nel mese di giugno.La festa è terminata con la consueta divertente lotteria di beneficenza.

Sotto, nei VIDEO l’alzabandiera ed il corteo e nelle FOTO alcuni momenti della bella giornata.