La favola di Lorenzo da Sona

Questa è una favola, la favola di Lorenzo. Lorenzo ha 12 anni ed è autistico, vive a Sona e frequenta la prima media.

Lo so, il binomio autismo e scuola non fa pensare a una favola. Disabilità, scuola statale, integrazione, adolescenza, sono tutte parole che nella cronaca vengono usate per raccontare storie tristi, di disagio e pregiudizio. Com’ è successo recentemente a Genova, dove un bambino di 9 anni è stato costretto a cambiare scuola perché autistico. Forse gli insegnanti non hanno saputo usare le maniere giuste, forse le famiglie degli altri alunni non hanno capito che convivere con un bambino autistico non è impossibile seppur difficile e così i genitori di questo bambino non hanno potuto fare diversamente.

Nella nostra storia, invece, il lieto fine c’è e Linda (44 anni), la mamma di Lorenzo, ci tiene particolarmente a raccontarla proprio perché generalmente della scuola si parla sempre male, soprattutto se affiancata ai problemi dei bambini disabili.

Lorenzo fuori da scuola con le sue migliori amiche. In alto Lorenzo in classe
Lorenzo fuori da scuola con le sue migliori amiche. In alto Lorenzo in classe

Linda ha affrontato la diversità di suo figlio con grande coraggio e forza d’animo. E’ consapevole che Lorenzo non è come gli altri ma proprio per questo trova ogni giorno il modo per farlo vivere senza sentirsi sbagliato. E’ diverso ma non è sbagliato.

In questo suo incessante lavoro ha avuto il sostegno della famiglia, degli amici, dell’Istituto Don Calabria e dell’Associazione ANTS di Lugagnano. Ma ha avuto un fondamentale aiuto anche dall’Istituto Comprensivo di Sona, da parte di tutti gli insegnanti, della dirigenza, degli alunni e delle loro famiglie.

Lorenzo frequenta solo un anno alla scuola materna di Sona dopo una prima esperienza in una scuola privata, Linda pensava di tutelarlo e invece deve ricredersi perché Lorenzo già da subito migliora le sue capacità di apprendimento e di attenzione proprio in una scuola statale. Prosegue con la scuola elementare dove, nonostante le difficoltà per il succedersi di più insegnanti di sostegno a causa di graduatorie professionali, assenze per gravidanza e trasferimenti, Lorenzo riesce a creare una fitta rete di amici e di rapporti positivi con insegnanti e compagni.

Linda in questi anni ha sempre potuto confrontarsi con insegnanti aperti al dialogo e disponibili così come con il Dirigente scolastico Squarzoni che ha da subito mostrato una grande professionalità nell’accoglienza riservata a Lorenzo. Linda ha sempre potuto parlare con sincerità e dall’altra parte ha sempre trovato disponibilità e collaborazione.

Adesso Lorenzo frequenta la prima media. Come tutti i suoi compagni segue 35 ore settimanali di lezione di cui 14 con l’affiancamento dell’insegnante di sostegno. E la favola va avanti perché proprio nel suo attuale insegnante di sostegno Lorenzo trova una figura ottimale per la sua crescita. Il maestro Riccardo Faccincani è per lui una figura fondamentale nella scuola ma anche nella vita. In poco tempo si è creato tra loro un legame fortissimo di rispetto e amicizia.

Si sono capiti subito e ognuno di loro sa esattamente come rapportarsi con l’altro. Riccardo sa bene come riportare Lorenzo alla realtà, perché questa è la difficoltà maggiore per chi deve confrontarsi con gli autistici, richiamarli all’attenzione quando la loro sindrome li isola in un altro mondo.

Riccardo lavora in collaborazione con tutti i professori della classe 1^B, perché la buona riuscita del progetto pensato per Lorenzo dipende proprio da questa sinergia.

Linda è serena, si ritiene estremamente fortunata in quanto sa di essere un fiore nel deserto perché le storie dei ragazzi come suo figlio sono generalmente ben diverse. Motivo in più per desiderare che si sappia e per sperare che tutte le altre famiglie che devono affrontare l’inserimento a scuola dei figli disabili trovino la stessa apertura e lo stesso tipo di collaborazione.

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