“La differenza con chi si presenta solo per il voto”

L’Architetto Gianfranco Dalla Valentina della Lista Civica PerSona al Centro ha postato in questi giorni sulla sito e sulla pagina facebook della lista una foto scattata al mercato di Lugagnano, che riportiamo sotto, e questo suo commento: “Ieri eravamo al mercato di Lugagnano, noi con il nostro progetto civico, con le nostre facce. Poco più in la c’era un gruppo politico che pattugliava militarmente la parte centrale del mercato. Qual’è la differenza? La differenza è che le nostre facce le conoscete, le avete viste un sacco di volte, impegnate nell’associazionismo, nel mondo della scuola, nel mondo dello sport. Noi siamo persone come voi, che viviamo la comunità e per la comunità. Viviamo per i nostri figli e per i nostri anziani. Viviamo per il nostro Comune, perchè abbiamo la speranza di poterlo migliorare col nostro lavoro, col nostro impegno e con le nostre idee. Magari possono essere discusse, non condivise, ma non c’è alcun interesse politico o personale in noi. Solo un forte e radicato senso di appartenenza a questo territorio e a questa comunità. Non abbiamo ambizioni di carrierismo politico. Non abbiamo personalismi”.

 

“Siamo quelli – prosegue nel suo intervento pubblicato su internet Dalla Valentinache lavorano nelle varie manifestazioni dei nostri paesi. E che lo facciamo gratuitamente, senza tornaconti. E ora mentre chiediamo la vostra preferenza siamo le stesse persone. Noi non possiamo rappresentare il nuovo come qualcuno si definisce. Non lo possiamo dire. Siamo il vecchio perchè ci siamo da sempre in mezzo a voi. Al mercato di Lugagnano a parlar con la gente non compariamo adesso ad un mese dalle elezioni, come tutti quelli che si definiscono il nuovo. Sono nuovi perchè prima nessuno li aveva mai visti, nemmeno a camminare per le strade del paese. Noi ci siamo sempre stati. Perchè siamo gente come voi, che vuole unicamente il bene della nostra comunità”.

 

Il concetto del “vecchio e del nuovo” appare centrale in questa campagna elettorale, e anche nel dibattito politico nazionale, e pertanto abbiamo sentito Dalla Valentina per chiedergli di approfondire l’argomento.

 

Architetto, lei arriva quindi addirittura a dire che essere “vecchi” può costituire un valore?

Non voglio entrar nel merito della politica nazionale, seppur sono portato a pensare che chi si propone come “nuovo” dovrebbe almeno essere competente. Vecchio sin nell’antichità è sinonimo di saggezza, di esperienza. Non per nulla nell’antichità istituivano il consiglio degli anziani. Quindi vecchio in questo senso è sicuramente un valore aggiunto. Ora si tende a denigrare il termine vecchio, soprattutto se viene riferito alla politica. Ma chi lo dice è spesso proprio colui che sfrutta e cavalca la politica esattamente nel modo più vecchio e becero possibile. Siamo in piena campagna elettorale per le amministrative e i partiti fanno ovunque promesse di grande attaccamento al nostro territorio e alla nostra gente. Ma se io guardo chi sta nei gazebo, chi sta in lista, mi chiedo spessissimo: “…e questo chi è?” C’è tutto un fiorire di personaggi ai quali vorrei chiedere dove stavano sei mesi fa quando c’era realmente da lavorare sul territorio, se erano impegnati in qualche modo nella loro comunità, nelle loro frazioni. Se una persona è abituata a spendersi per la comunità, a qualsiasi livello, sia nell’associazionismo, o nelle scuole, con gli anziani o con i bambini, questa persona sicuramente lo fa per affetto vero verso questi paesi e verso queste comunità. E queste persone, e sono veramente tante, hanno un patrimonio di conoscenza e partecipazione che costituiscono la base sulla quale poggiare un nuovo modo di vivere la comunità e un nuovo modo di partecipare alla vita civica e politica. Ho usato il termine nuovo, ma in realtà sarebbe un ritorno alle origini, dove la comunità si sviluppava attorno a dei pilastri certi di solidarietà, quali la famiglia, la contrada, il paese. Dobbiamo tornare ad essere una comunità. Se c’è un lato positivo in questa crisi è che forse ci farà tornar ad essere più uniti.

 

E perché diffida del “nuovo per nuovo” come ha scritto nel suo intervento?

La novità piace sempre. Ma non stiamo facendo del “cabaret” , non dobbiamo intrattenere degli spettatori con qualche effetto a sorpresa per stupirli. Qui si decidono le sorti di un territorio, si condiziona la vita di una comunità di oltre 17.000 persone. Persone e idee nuove, se sono costruttive, fanno sempre bene e devono essere sempre prese in considerazione. Non per nulla io sto guardando con grande entusiasmo la presenza accanto a noi di un’intera lista di ragazzi tutti con meno di 30 anni. E la loro presenza non è di cornice. Non sono figurine per riempire una lista. Sono persone abituate a lavorare per la comunità e vogliono provare a farlo anche in questo campo. Come lo siamo tutti noi, e la nostra piccola storia lo dimostra.

 

E la vostra lista, alleati del Movimento Valore Famiglia compresi, come si posiziona in base a questo suo ragionamento?

Noi, come del resto anche gli amici di Valore Famiglia, rappresentiamo la parte migliore di queste comunità. Certo, non siamo gli unici. Sarebbe presuntuoso ed arrogante pensarlo. Molte altre persone come noi si spendono “volontariamente” per la comunità, ma faccio fatica ad identificarne qualcuna tra tutti coloro che si identificano in qualche schieramento politico, tra quelli che si nascondono dietro bandiere politiche. Tra questi noto molte persone che vedono nella politica, anche locale, un’opportunità personale, vedo ambizioni di carrierismo politico, vedo tornaconti economici. Questo è il vero “vecchio”. Affidare la conduzione della comunità a persone abituate a spendersi da sempre per queste comunità sarebbe un modo assolutamente nuovo di far politica.

 

La Redazione
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