“La bellezza e la cultura sono i migliori antidoti alle diseguaglianze sociali e alla povertà educativa. In-segnano perché lasciano un segno”, questa una delle frasi più forti presenti in un editoriale pubblicato dalla professoressa Cristina Dell’Acqua sul Corriere della Sera.
Il latino ci insegna che entrambi i termini “libero” e “libro” hanno le loro radici etimologiche nella parola liber che ha per l’appunto un duplice significato. È risaputo che il sapere renda liberi e che la propria formazione culturale sia il trampolino di lancio verso il futuro. È naturale intraprendere un percorso di studi che meglio si avvicini alle proprie passioni e ai propri interessi, ma altrettanto istintivo è tutelare realisticamente il proprio benessere economico.
Le conoscenze che apprendiamo durante il percorso scolastico devono essere esercitate, messe in pratica e quindi tradotte in competenze. È necessario essere concretamente competenti ed in grado di svolgere attività e ci possono garantire una certa solidità e sicurezza.
È probabilmente questo il motivo che ha spinto nell’anno scolastico 2022-2023 il 45% dei ragazzi, come attesta il Ministero dell’Istruzione, a far propendere la propria scelta di studi verso Istituti Tecnici e Professionali.
In un periodo in cui la società è attanagliata da forti insicurezze economiche, anche a seguito della Pandemia e delle guerre in atto, molti ragazzi faticano ad ammettere la propria ansia per il futuro. Manifestano e mettono a tacere la loro preoccupazione scegliendo l’opzione che appare più rassicurante e indubbiamente meno impegnativa, dal momento che questo tipo di formazione superiore non richiede necessariamente di proseguire con gli studi universitari, inserendoti direttamente nel mondo lavorativo.
Personalmente frequento il Liceo Scientifico Cambridge che, nonostante sia indirizzato verso materie prettamente scientifiche, lascia largamente spazio anche a discipline umanistiche, come latino, italiano e filosofia.
Studiando mi rendo conto di come la mia mente si adegui inevitabilmente alle materie a cui mi sto dedicando. Se, da un lato, affrontare un problema di fisica richiede un approccio relativamente rigido e schematico, dall’altro approfondire testi e poesie lascia in me un segno, per citare la professoressa Cristina dall’Acqua.
Leggendo le liriche di Dante, i sonetti di Petrarca e le poesie di altri stilnovisti come Cavalcanti e Guinizzelli, ho imparato cosa significa avere un animo nobile e un cuore gentile, così come la natura travolgente dell’amore sia in grado di annichilire prepotentemente le nostre facoltà razionali. Approfondendo i canti di Ariosto, le novelle di Boccaccio e le opere di Machiavelli ho scoperto quanto possa rivelarsi essenziale avere un atteggiamento duttile: saper essere onesti e giusti è importante tanto quanto lo è mostrarsi astuti e scaltri quando le circostanze lo richiedono.
Anche il tema della fortuna è stato centrale nelle opere che abbiamo analizzato durante lo scorso anno scolastico. La sorte, intesa come forza imprevedibile sconvolgente, può in un soffio mandare all’aria i nostri progetti accuratamente pianificati. Soltanto agendo da protagonisti nella nostra vita possiamo volgere il fato a nostro vantaggio senza subire passivamente l’incontrollabile scorrere degli eventi.
Faccio gelosamente tesoro dell’insegnamenti che traggo dai libri e che, consapevolmente o meno, affiorano nella mia mente, consigliandomi i momenti di difficoltà. Seppur spesso possa risultare difficile trasportare valori idee di uomini cronologicamente molto distanti a noi, ritengo valga la pena sforzarsi. È studiando filosofi e poeti antichi che possiamo mantenere vivi i valori che tramandano. A tal proposito Machiavelli sosteneva che la storia fosse “magistra vitae”, ovvero che custodisse modelli ed esempi concreti che l’uomo dovesse osservare oppure evitare per condurre una vita virtuosa.
Questo ragionamento può benissimo essere applicato anche alla letteratura e al latino. Concordo pienamente con la dottoressa Cristina Dell’Acqua che sostiene il prezioso valore dei Classici come strumento per abbattere disuguaglianza e ingiustizie sociali. Per risolvere le problematiche che affliggono la nostra società serve una mente aperta ed elastica che soltanto una formazione culturale completa, improntata allo studio dei classici, ci può fornire.
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