La cucina da campo della Protezione Civile di Sona verrà impiegata in Polonia in aiuto dei profughi ucraini

Un pezzo di storia del S.O.S. Sona lascia l’associazione e lo fa per una finalità nobilissima. Dopo 12 anni di onorato servizio la cucina da campo, fiore all’occhiello del Nucleo Protezione Civile, è stata richiesta a titolo definitivo dalla regione per finalità di assistenza all’emergenza generata dalla guerra in Ucraina.

Il presidio è stato trasportato in una base logistica in provincia di Vicenza e da lì prenderà la via per Cracovia, in Polonia. Se non addirittura per una destinazione, non ancora nota in territorio Ucraino. Nelle foto di Mario Pachera il momento della partenza da Lugagnano, alla presenza anche del sindaco di Sona Gianluigi Mazzi.

Il progetto cucina da campo S.O.S. nasce nel 2009 dalla volontà del Gruppo Alpini Lugagnano con l’idea di cogliere l’opportunità di bandi di finanziamento regionali per acquisire presidi per la Protezione Civile e destinarli ad una nuova linea di servizio mai fino ad allora sperimentata da S.O.S.: il curare la ristorazione ed il vitto in situazioni di emergenza.

L’allora tesoriere S.O.S. Chiara Tommasini, divenuta poi negli anni prima presidente di CSV Verona e poi recentemente presidente nazionale di CSVNet, preparò la documentazione progettuale per aderire al bando. Richiesta che ottenne nel 2010 l’approvazione del dipartimento di protezione civile della Regione Veneto. Tempo tecnico di allestimento da parte della ditta Stefanutto di Gruaro e di ottenimento da parte di S.O.S. dei fondi previsti, il 15 maggio del 2011 la cucina venne inaugurata ufficialmente in piazza a Sona. Da li in poi divenne, a tutti gli effetti, un fiore all’occhiello dell’offerta di servizio di S.O.S. Sona per tramite del suo nucleo di Protezione Civile.

Un contributo importante per questo progetto fu concesso anche dal Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona. Grazie a questo sostegno venne completato l’allestimento acquistando pentole, coperchi, mestoli, e attrezzature varie quali macinino, affettatrice, grattuge, mixer ecc.

Ufficialmente, quindi, la cucina era un mezzo finanziato dalla Regione Veneto e conferito in gestione al S.O.S. Sona. La Regione stessa si è sempre riservata la facoltà di disporne in caso di necessità di emergenza nazionale o di altre situazioni che richiedessero l’impiego della struttura.

Ci sono state diverse occasioni in cui la cucina da campo ha accompagnato S.O.S. nei suoi momenti istituzionali e di cooperazione con altre associazioni del territorio. Memorabili sono stati, ad esempio, i momenti conviviali con il gruppo scout di Lugagnano che seguivano le esercitazioni congiunte Scout-S.O.S. Altrettanto belli e significativi i momenti di collaborazione con alcuni istituti alberghieri della provincia di Verona nei quali si insegnava agli studenti la gestione di una cucina da campo in casi di emergenza.

Ora la cucina viene inviata in uno scenario nel quale continuerà a dare il suo contributo sostanziale per situazioni di emergenza.

La richiesta ci è pervenuta dal dipartimento Protezione Civile della Regione Veneto come un fulmine a ciel sereno – spiega presidente di S.O.S. Sona Giordano Cordioli –. Non nascondiamo che ci aspettassimo un ingaggio vista la situazione in Ucraina e, quindi, eravamo assolutamente predisposti ad assecondare quanto sarebbe stato richiesto. La cessione a titolo definitivo non ce l’aspettavamo, ma siamo coscienti che l’emergenza non sarà una questione di poche settimane e quindi va bene così. Il dipartimento ci ha assicurato che verrà dato seguito ad un ristorno economico nei confronti di S.O.S. Se e quando arriverà decideremo come impiegarlo al meglio. Certo, ci dispiace! È una nostra creatura, una struttura che ha aiutato l’associazione ad esprimere le proprie competenze umane e tecniche e che ha ci dato lustro in questi 12 anni. È parte della nostra storia e custodirà per sempre splendidi ricordi”.

Un commosso Roberto Cristini, factotum del Gruppo Alpini Lugagnano, socio fondatore di S.O.S. e volontario di Protezione Civile nonché uno degli ideatori del progetto cucina, così ci racconta il suo vissuto con questa avventura: “Eravamo tutti più giovani, eravamo in un momento storico caratterizzato da intraprendenza e disponibilità economiche per fare progetti. Abbiamo saputo cogliere l’occasione”.

“Il nostro nucleo di Protezione Civile era partito da qualche anno e si stava strutturando – ricorda ancora Cristini – e l’occasione di introdurre un’altra specializzazione era quanto mai propizia. Se poi aggiungiamo che avevamo a disposizione anche tendostruttura e panche, l’allestimento completo di un’area di ristoro diventava un agglomerato molto interessante in un contesto di gestione di un’emergenza. La cucina ha anche permesso di avvicinare persone che non erano né volontari di Protezione Civile né Alpini ma che si sono aggiunti a noi per portare avanti questa progettualità. Un aspetto forse ancor più importante è che la cucina è stata spesso teatro di attività congiunte tra volontari di Protezione Civile e volontari sanitari, le due anime del nostro S.O.S. La cosa più bella per la nostra identità”.

Un bene che va apre la strada ad un altro bene che arriverà. Nella legge del contrappasso fare del bene porta del bene.

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Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente e attualmente responsabile delle pubbliche relazioni. Per 8 anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Sostengo la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio come strumento per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino.