La crostata di Pasqua per 17.040 persone e gli auguri del Baco

Un giorno, in una ridente cittadina di poco più di 17000 abitanti, dolcemente adagiata sulle ultime propaggini delle colline moreniche e beatamente appisolata ai primi lievi tepori primaverili, un redattore del giornale locale informava i suoi colleghi di redazione che sarebbe stato molto bello preparare un dolce grandioso, non meglio specificato, da distribuire a tutti i lettori del Baco.

Ai colleghi di redazione parve opera meritoria ma qualcuno chiese: ma di che dolce stiamo parlando? Allora, preso alla sprovvista, il redattore rispose “Non lo so, magari una crostata, non penso sia necessario distribuire delle grosse fette.” Incalzato da un altro collega con la stessa domanda, di nuovo rispose: “Non lo so, comunque non tanto.” “Sì, ma quanto grande dovrebbe essere questa crostata?” riprese il primo collega, fra il serio e il faceto.

“Non lo so. Quante volte devo ripetervelo, è difficile da sapere, ci vorrebbe uno studio di fattibilità a monte, magari a Monte Corno, visto che siamo in zona, ma non c’è tempo… il Baco esce fra 15 giorni, capite!? 15 giorni!” Allora un altro collega disse: “Ma se non conosciamo né il dolce da preparare e né a quanti dovremo distribuirlo, come facciamo a dare una copertura finanziaria al progetto? Anche perché l’unica cosa certa che si verificherà sarà, se non ho capito male, un buchetto di bilancio.” 

“E va bè!” rispose noncurante il redattore che aveva fatto la proposta, “Ci penserà lo Stato.” Un altro collega chiese: “Ma lo Stato coprirà l’intero costo del dolce che andremo a distribuire?”. “Non lo so, molto probabilmente no… non sono mica un senatore io…”. Imperterrito il collega di redazione proseguì: “Ma se lo Stato, come probabile, non coprisse l’intero costo degli ingredienti, da dove prenderemo la farina necessaria?”. “Ah! Ma insomma!” tuonò il redattore proponente: “Non lo so, non si sa nulla, ci penseremo dopo, non appena avremo distribuito il dolce, anche se non so quanto grosse saranno le fette e quanti potremo farlo assaggiare!”

“Però una cosa la so: so che è necessaria una delibera della redazione: chiederò al capo redattore, che nel frattempo ha già indetto la prossima riunione di redazione, di notificare a tutti un nuovo punto aggiuntivo, tanto lo so che non si rifiuterà e so anche che non mi chiederà nessuna informazione preventiva! Tanto lo so come vanno a finire queste cose.. e so anche che loro…”. “Ma “loro” chi!?”. “Ma i lettori, no!? Loro capiranno.” All’unanimità, la redazione, nonostante le reiterate proteste del redattore culinario, decise che invece del dolce sarebbe stato meglio distribuire la ricetta…

E allora eccola, la ricetta:

Occorrente

Farina: gr. 620.000

Burro: gr. 232.500

Uova: numero 3.100 (prenderne qualcuna in più perché non si sa mai che inavvertitamente se ne rompa qualcuna durante la lavorazione)

Zucchero: gr. 310.000

1700 bustine di lievito

1700 bustine di zucchero vanigliato

Marmellata di frutta: Quanto basta

Lavorare bene il burro insieme con lo zucchero, usando un paiolo grande. Frullate le uova e aggiungetele allo zucchero e al burro e incorporatevi poi, in rigorosa successione: lo zucchero vanigliato, la farina passata al setaccio e il lievito fatto cadere da un colino (anche questo sufficientemente capace). Otterrete una pasta frolla piuttosto morbida che andrà stesa nella tortiera imburrata e infarinata con le mani, essendo impossibile stenderla con il mattarello. Punzecchiate la pasta per impedire che la marmellata non si depositi tutta sul fondo, e copritela con 6200 cucchiaiate abbondanti di marmellata (le albicocche vanno benissimo, ma anche ciliegie, pesche, frutti di bosco e via andare…). Volendo si potrebbe anche cospargere la marmellata con 1700 circa cucchiaini rasi di zucchero. Cuocete la crostata nel forno, un poco alla volta, a calore moderato, per 25 minuti circa.

Ecco! Le dosi indicate sono sufficienti per soddisfare il desiderio giornaliero di una fetta di crostata di 17.040 persone. Che è come dire che solo noi di Sona, se in un giorno decidessimo di gustare tutti insieme contemporaneamente esclusivamente una fetta di crostata, senz’altro aggiungere, avremmo bisogno di un tot di q.li di farina, camionate di barbabietole, decine di alberi da frutto, un numero imprecisato di galline ovaiole e di mucche da mungere, ecc. ecc. ecc. E allora, forse è il caso di fermarsi a riflettere…

Buona Pasqua a tutti, dalla Banda del Baco.

 

 

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Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.