La coppia (con e senza figli) scoppia, mai come ai tempi del Coronavirus. L’analisi della psicoterapeuta del Baco

Chi vive solo deve fare i conti con la solitudine, la tristezza, la depressione. E chi vive in coppia o in famiglia… Bè non soffrirà certo di solitudine, ma non se la passa certo bene.

La convivenza forzata è dura per tutti. Le coppie stanno risentendo molto di questa situazione, sia quelle che hanno figli sia quelle che non ne hanno. Qualche giorno fa ho visto su Facebook una vignetta che diceva che tra qualche mese i lavori più richiesti saranno il dietista, lo psicologo e l’avvocato divorzista. Fa sorridere, ma descrive bene la situazione.

La convivenza forzata è difficile per diversi motivi. Per prima cosa perché è, appunto, forzata.

Stiamo a casa con il nostro partner, o con la nostra famiglia, perché ci tocca, perché ce lo hanno imposto. Non lo scegliamo, ci tocca e basta. Non siamo nemmeno abituati a farlo! Quando è stata l’ultima volta che siamo stati con il nostro partner, o con la nostra famiglia, tutto il giorno e tutta la notte per più giorni consecutivi? Di solito questo avviene in vacanza, e non è sempre tutto rose e fiori. Figuriamoci in un momento come questo, in cui siamo pieni di ansie e preoccupazioni, sia per la salute che economiche, e le riversiamo sugli altri componenti della famiglia.

Ognuno di noi quindi deve gestire sia le sue preoccupazioni e frustrazioni che quelle del proprio partner. Per non parlare di quelle dei figli, piccoli o adolescenti o grandi.

E stiamo parlando di famiglie “normali”. Proviamo a pensare a cosa può succedere nelle famiglie in cui ci sono persone con handicap fisici o psichici, o problemi di dipendenze (da sostanze o alcol per esempio), o di violenza. La situazione è davvero delicata.

Come sopravvivere quindi, e arrivare più o meno indenni alla fine dell’emergenza Coronavirus? Una frase attribuita a Cicerone dice che “è stupido strapparsi i capelli nel dolore, come se il dolore fosse diminuito dalle calvizie!”. Dobbiamo capire che la situazione è dura per tutti. Ognuno ha i suoi motivi per essere stressato. Lamentarsi, urlare, fare il broncio (o strapparsi i capelli!), non risolverà la situazione. Anzi la renderà solo più pesante. Cerchiamo di fare un po’ di “decompressione”.

Stiamo combattendo una guerra, insieme al nostro partner e alla nostra famiglia. Serve davvero vincere ogni singola battaglia quotidiana contro di loro? Forse no. I letti da fare, i piatti da lavare, il bucato da piegare. Certo, la nostra vita, in questo momento, è fatta soprattutto di questo, quindi cerchiamo di comunicare i problemi che stiamo vivendo con l’obiettivo di trovare una soluzione che possa andare bene a tutti, non con l’obiettivo di sfogare la nostra frustrazione o di far sentire in colpa l’altro. Dobbiamo in qualche modo arrivare alla fine di questa emergenza: non c’è altro da fare che accettare la situazione.

E se invece questa convivenza forzata ci ha fatto capire che la persona con cui stiamo non fa per noi? Abbiamo deciso per la separazione, o per il divorzio? In questi giorni ho sentito spesso questa cosa. Bè, in ogni caso, finchè l’emergenza non sarà finita non possiamo fare nulla, quindi l’unica cosa che ci rimane da fare è stringere i denti e cercare di farsi meno male possibile.

Paola Spera
Nata a Verona il 3 febbraio 1981. Originaria di Lugagnano, lavora come psicologa psicoterapeuta. Collabora con il Baco dal 2010.