La collina dove riposano i nostri ragazzi. “Gh’era ‘na olta el Gao”, cronache calcistiche del vecchio Lugagnano

Goalkeeper in a dark kit dives to save a shot near the goal on a grassy field.

“Dove sono Bruno, el Gige, Guido, l’Avvocato, Andrea? Tutti, tutti, dormono sulla collina…”. Così, con un’idea che non sia un azzardo, abbiamo rivisitato la “collina di Spoon River”.

Il riferimento è alla celebre raccolta di poesie di Edgar Lee Masters, scrittore americano, pubblicata nel 1914. Ogni poesia era la narrazione della vita di un abitante del paesino immaginario di Spoon River, che era sepolto sulla collina. Da qui, la frase ripetuta più volte, “tutti, tutti dormono sulla collina”.

E c’è, anche per noi, una collina, immaginaria ma non troppo, dove riposano i nostri “eroi”, ragazzi che hanno fatto la storia del Lugagnano e che l’hanno abbandonato troppo presto, troppo in fretta.

Ne abbiamo scelto 11, una squadra, cercando quelli che se ne sono andati, ragazzi, o poco più. L’elenco sarebbe stato ovviamente lunghissimo, altrimenti. E tanti altri, purtroppo, potrebbero essere ricordati qui.

Dove sono Massimo, Elio, El portier, El Bone e Devis? E il Mister? Loro sono là, tutti insieme, sulla collina del “fubal”. Indimenticabili.

1) BRUNO CORRADINI (nella foto sopra). Il portiere, il guardiano dei sogni. Aveva classe, mani sicure, carisma. Aveva giocato nel Somma, prima di arrivare qui e scrivere pagine bellissime. Grande portiere, ma anche uomo da spogliatoio, intelligente, sensibile. Lo ha travolto un camion su una strada maledetta, neanche il tempo di darsi l’ultimo abbraccio.

2) MATTEO BONESOLI. La vita a volte ti mette davanti dolori infiniti. Come quello che lo strappa, cattivo, agli affetti, agli amici, ai suoi sogni. Giovane e forte, destinato a giocare chissà quanto, a correre e sognare. Invece no. “Ragazzo, il tuo tempo è già finito” gli dicono. Troppo presto. Eppure lui continua a correre nei pensieri di tutti.

Matteo Bonesoli

3) GUIDO BRUGNOLI. Figlio d’arte, mancino, segni particolari “fortissimo”. Lui “scappa via” una sera fredda, una partita tra amici, in campo anche i figli. Lo vedono cadere, all’improvviso, senza dire una parola, senza motivo, su un campetto anonimo, “dai Guido, alzati”… Muore tra le braccia di amici, facendo quello che in fondo gli piaceva di più…

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Nota a margine della vicedirettrice
Guido Brugnoli

4) ELIO COATI. Il gigante buono, mediano poderoso, ai tempi belli aveva una “castagna” che rischiava di spaccare le reti. E con quel fisico, se ti prendeva di mira, era dura passarla liscia. Mai e poi mai avresti pensato che quel fisico avrebbe incontrato l’assurdo nemico, il terribile Alzheimer. E forse pensavi che avrebbe distrutto anche quello…

Elio Coati

5) ENZO MIGLIORANZI. Il maggiore dei tre fratelli, quello che indicò la strada. Giocò anche nel Verona. Poi tornò a Lugagnano, colonna di una squadra fatta di passione, sentimenti, forza. coraggio. Fatta di giocatori come lui, quanto servirebbero anche al calcio di oggi…

6) LORENZO GIARDINI. L’Avvocato, un jolly per tutte le stagioni. Bravo e serio, dove lo mettevano stava, con lo stesso rendimento, senza dire una parola. E quando serviva, aveva la parola giusta, il consiglio, la pacca sulle spalle. Un esempio, per tutti quelli che l’hanno conosciuto…

Lorenzo Giardini

7) GIGE CAMPAGNARI. Oddio, non può essere. Perché succede questo, Signore? Quando ti invade la notizia, ti prende alla gola, fai fatica a respirare. E pensi al “vecchio” Gige, la foto dell’allegria e della leggerezza, a combattere, difendersi, soccombere, di fronte a un figlio malato. Dio mio, perché?

Gige Campagnari

8) MIRKO MORI. Il bomber, una forza infinita, ma dai, non può essere, un guerriero, un lottatore. “Vedrai, la spunterà lui, anche stavolta…”. E invece no, non ce l’hai fatta e hai lasciato tutti senza fiato. Ma perché?

Mirko Mori

9) DEVIS RIGHETTO. Addio gigante, tu che con quei gol stavi regalando al Lugagnano il punto più alto della sua storia. La serie D a un passo, prima dell’incredibile harakiri. Maledetta quella strada, sulla quale hai conosciuto più tardi il più crudele dei destini.

10) ANDREA BARBIERI. Il piccolo grande uomo, una vita a inseguire un pallone, anni a combattere contro un nemico impossibile. Senza abbassare lo sguardo, senza arrendersi mai. Ti conoscemmo che eri poco più di un bambino. Tu ci hai insegnato a lottare, a non mollare mai, fino all’ultimo… Ciao, Andrea…

Andrea Barbieri

11) MASSIMO CIMA. Ti ha tradito il cuore, lo stesso che sapevi mettere in ogni cosa che facevi. Sempre al Massimo, con allegria e coraggio, prendevi la vita con leggerezza e ironia, dribblavi le insidie, fino a quell’ultimo, impossibile tackle del destino…

Massimo Cima

ALLENATORE. GIANCARLO APOSTOLI. Già, tu li hai allenati tutti, li conosci bene. Li hai aiutati a essere squadra, a far gruppo, a mettersi al servizio degli altri. Sei stato un esempio, per loro. Per qualcuno, anche un secondo papà, consigli di calcio e pensieri di vita, prima che la vita ti giocasse un brutto scherzo. Anche lassù, dove siete, ci dev’essere un campo per allenarli…

Giancarlo Apostoli

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Raffaele Tomelleri
Firma storica del giornalismo sportivo veronese, ha al suo attivo anche numerosi libri sulla sport locale e sui suoi valori.