La chitarra che piange dolore: Lo sconvolgente ritorno dei Pink Floyd con “Hey Hey rise up”

Metti un pomeriggio nel quale sei in macchina, immerso tra i pensieri delle cose da fare e di quelle fatte, della stanchezza della settimana e della voglia di lasciartela alle spalle. Naturalmente in macchina non sono solo, c’è la mia compagna di sempre, la musica proveniente dall’autoradio che, come sempre, accendo ancora prima di mettere in moto… forse la mia auto non si accende con la radio spenta!

E all’improvviso, all’improvviso esplode il suono del fragore di una bomba, purtroppo sorprendente quanto usuale per la cronaca di questi giorni. E dopo questo effetto shock, questo schiaffo improvviso in un momento che da quel momento non è più normale, parte una sorta di suono gregoriano sacrale, seguito da un canto struggente, disperato, malinconico.

Non ne capisco il significato, nemmeno le parole, ma sento che il mio mondo si sta fermando, immobilizzato da questa successione di eventi sonori capaci di rapirmi e di immobilizzarmi, di scavarmi dentro.

Non sapevo che la voce che sentivo era quella di Andriy Khlyumyuk, leader del gruppo ucraino Boombox. Non sapevo che questo cantante attualmente non si trova in qualche sala di incisione, teatro o Palasport.  E’ in ospedale, ferito come la sua voce scossa dalla paura, colpito da un proiettile russo. Non sapevo che questo canto è un pezzo tradizionale ucraino del 1914. Ma sentivo qualcosa di tristemente magico, ammiccante, sconvolgente.

Tempo di pensare? No, non ce n’è. Non sto capendo nulla quando la sensazione di disperato disagio diventa pianto, quando parte ficcante come una saetta, violenta come un temporale roboante, profonda come un taglio di un coltello affilatissimo, uno sconvolgente assolo di chitarra penetrante come una lama che trafigge il corpo tagliando l’anima. Sento la chitarra che soffre e piange, urla e si dispera, si butta sull’asfalto e si lascia cadere senza speranza, ferita con un dolore inconsolabile.

E’ la chitarra di David Gilmour, è il ritorno inatteso quanto disperatamente meraviglioso dei Pink Floyd, che decidono dopo ventotto, dico ventotto anni, di pubblicare un pezzo inedito dal titolo Hey Hey rise up (“Hey Hey rialzati”).

Mamma che botta ragazzi, che pelle d’oca, che sensazione autentica di salto in un inferno-paradiso intrigante come un labirinto. Ho sentito una chitarra piangere, ho sentito il suono diventare dolore

Ho sentito i Pink Floyd, ho sentito il paradiso. E’ appena uscita. Ascoltatela anche voi.

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Massimo Bolzonella nasce a Verona il 13 maggio 1965 intorno alle ore 22. Giornalista pubblicista dal 1991, ha prestato la sua voce alla radiofonia veronese per quasi 40 anni. Scrive e vive di musica Italiana, ha curato la comunicazione web di Umberto Tozzi per 12 anni. Sposato, ha due figli, due gatti e un cane. La frase della sua vita è "Sai dove vado adesso? A farmi il mondo", pronunciata da John Travolta nel film "Stayin'alive" dopo il trionfo da primo ballerino a Broadway.