La brioche sospesa: Il gesto natalizio solidale di una pasticceria di Lugagnano

Quella del “caffè sospeso” è un’usanza nata a Napoli, probabilmente a metà del secolo scorso, e si è diffusa poi anche in altre zone d’Italia e d’Europa.

n pratica si ordina un caffè al banco ma se ne pagano due. Il secondo potrà essere richiesto gratis da una persona che entrerà dopo nel bar. Si tratta di un gesto anonimo di generosità e solidarietà nei confronti di chi si trova in difficoltà e non può permettersi nemmeno il piacere di un caffè al bar. Questa tradizione ha subito una certa spinta negli ultimi dieci anni circa, in concomitanza con la crisi economica, ed è stata adottata persino da una filiale britannica di Starbucks.

Cosa c’entri la consuetudine del caffè sospeso col nostro territorio è presto detto. I passanti meno frettolosi del centro di Lugagnano si saranno accorti che da qualche giorno sulla vetrina della pasticceria Da Geo è presente un cartello con a fianco un gancio (nella foto).

Sul cartello si segnala che nel mese di dicembre, dalle ore 19, ogni giorno dopo la chiusura serale viene appesa una busta fuori dal negozio con le brioches avanzate durante la giornata. Questo per cercare di non sprecare ed essere utili a chi ne ha bisogno.

Un gesto molto significativo, semplice e gentile verso il prossimo, di condivisione e solidarietà, valori spesso dimenticati nelle nostre comunità, in cui si tende più spesso a pretendere che a dare. Eppure basterebbe davvero poco. L’idea di questa pasticceria ce lo dimostra.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.