Investire negli impianti sportivi significa capitalizzare in salute, in socialità ed in comunità

Quando il direttore del Baco Mario Salvetti mi ha chiesto di scrivere un editoriale sull’importanza degli investimenti delle amministrazioni comunali sulle infrastrutture sportive, il mio primo pensiero è andato alle palestre delle scuole spesso di competenza delle amministrazioni comunali.

Da quest’anno scolastico 2022-2023 per la legge di Bilancio 2022 le ore (due) di educazione motoria delle classi quinte della Scuola Primaria (l’anno prossimo andranno a regime anche le classi quarte) sono state affidate a degli insegnanti specialisti prendendoli dalle graduatorie di educazione fisica delle scuole medie e superiori.

La notizia, come potete immaginare, ha suscitato in me e molti altri che fanno questo lavoro una particolare soddisfazione e tanti di noi (tra cui io) abbiamo accettato la cattedra in educazione motoria.

Ma purtroppo, subito dopo, sono iniziati i problemi. Confrontandomi con molti colleghi è apparso evidente che la parte più critica della situazione riguarda le palestre scolastiche. In molte scuole non sono neanche presenti, in altre sono troppo piccole o inadatte per una lezione di educazione motoria e sportiva.

Allora mi sono incuriosita e ho fatto una ricerca dalla quale è emerso che solo metà delle scuole italiane sono dotate di impianti sportivi (Dati del Miur 2020).

La seconda curiosità che mi è venuta, anche per il mio ruolo di amministratrice comunale, è stata quella di capire cosa si possa fare per investire in queste infrastrutture. Sono andata a cercare i bandi messi a disposizione dallo Stato con il PNRR, i bandi ci sono, gli ultimi emanati nel 2022, ma non sono sufficienti per le esigenze del Paese e spesso le procedure per accedervi sono complesse.

Per fortuna abito in un paese (Sommacampagna) e in un territorio che ha visto le amministrazioni Comunali che si sono succedute essere lungimiranti e attente nei riguardi delle strutture sportive. Le nostre scuole sono tutte dotate di palestre e gli impianti sportivi all’aperto sono assolutamente di prima qualità e offrono spazi idonei necessari alle tante associazioni sportive per svolgere la loro attività.

Negli anni sono state fatte nuove strutture e riqualificazioni importanti, ma rimane la necessità di reperire sempre nuovi fondi per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti.

Certo è assolutamente vero che un Comune spesso non ha le risorse per far fronte a tutte le esigenze, anche perché sappiamo che il bilancio comunale ha nelle sue spese più importanti e urgenti la voce che riguarda il sociale che si occupa della tutela dei minori, delle famiglie in difficoltà, dei disabili, delle scuole e dei suoi servizi.

Credo però che un’amministrazione comunale debba avere una particolare attenzione alle strutture sportive del territorio. Le palestre scolastiche, per esempio, hanno una funzione polivalente, sono indispensabili alla scuola per permettere a tutti di fare attività motoria ma sono estremamente importanti a tutta la cittadinanza, pensiamo a quanto sono usate dalle società sportive che le utilizzano per i giovani ma anche per gli adulti.

Si parla spesso di sport e salute come di una sola cosa, in un’epoca in cui i nostri ragazzi sono spesso a scuola per ore, oppure stanno seduti al pc con i videogiochi o alla tv, le persone adulte che lavorano tutto il giorno magari dentro in un ufficio, gli anziani che spesso hanno poca possibilità di uscire da casa. Per tutti, quindi, è assolutamente necessaria la pratica sportiva per il loro benessere fisico e mentale.

Avere degli spazi, anche all’aperto, dove si possa fare attività fisica, diventa necessario per migliorare la funzionalità del corpo, per combattere la sedentarietà e i disturbi che questa comporta, per far incontrare le persone di tutte le età e di tutte le culture in spazi adeguati.

L’importanza che ha il movimento per  il benessere psico-fisico che comporta, la valenza sociale dello Sport che avvicina le persone, che aiuta a gestire le difficoltà, che educa all’inclusione, dovrebbero diventare delle priorità per chi amministra con la consapevolezza che l’investimento in strutture dedicate porterebbe ad un miglioramento della salute non solo fisica ma anche e soprattutto mentale e favorirebbe le relazioni sociali dell’intera comunità.

Nata e cresciuta a Sommacampagna, sono un’insegnante di scuola primaria e di educazione fisica. Alleno da anni il settore giovanile dell’A.S.D. Volley Sommacampagna e coordino i Centri Sportivi Promosport. Lo sport è da sempre nella mia vita e ho avuto la fortuna di farne il mio lavoro. Consigliere Comunale di Sommacampagna, nel primo mandato con delega alla scuola e ora con delega allo sport e pari opportunità. Ottimista, vedo sempre il bicchiere pieno. Mi piace stare in mezzo alla gente e nel tempo libero (poco) amo cucinare per gli amici.