“Incuria tra via Pelacane e via Grande Torino a Lugagnano: non si può andare avanti così”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenuta da un lettore, Massimo Bolzonella, residente a Lugagnano e che segnala una situazione di degrado che interessa la zona in cui abita.

Gentile Direttore,

Mi chiamo Massimo Bolzonella e sono un giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Veneto e, soprattutto, sono un residente come molte altre persone nel Comune di Sona e più precisamente nella popolosa frazione di Lugagnano.

Vorrei occupare un po’ dello spazio gentilmente concesso dalla Vostra testata, riconosciuta senza ombra di dubbio “la voce dei cittadini del Comune di Sona” per portare la mia esperienza, che potrà o potrebbe sicuramente essere comparabile a quella di molti dei cittadini di questo Comune.

Ci sono già state in argomento parole, diverse segnalazioni partite da questo giornale e altrettante rassicurazioni sono state spese sul tema dei disservizi dell’illuminazione pubblica a Sona e questo mio intervento vuole evidenziare subito un dato di fatto: l’Amministrazione Comunale non manifesta ad oggi l’intenzione di voler tutelare le necessità dei cittadini, e non solo per quanto riguarda l’illuminazione.

Io abito nella zona del vecchio acquedotto, tra Via Pelacane e Via Grande Torino (nella foto sopra via Grande Torino, sotto l’intera area attorno all’acquedotto) e, come segnalato da un articolo realizzato sia da questa testata sia dal quotidiano L’Arena, in data 23 dicembre scorso sono stato vittima di un furto nella mia abitazione, capitata subito dopo il calar del sole e favorito dalla penetrazione di malviventi nel giardino adiacente alla mia abitazione che ha il cancello ed il lampione rotto, che ha creato un buio totale nella zona di Via Grande Torino e che ha consentito l’azione indisturbata degli sgraditi ospiti che mi hanno rubato tra l’altro tutti i regali di Natale sotto l’albero.

Lugagnano aerea Via grande Torino Acquedotto Via Pelacane 2014

La segnalazione telefonica del lampione non funzionante era stata fatta ai primi di dicembre.

Il 29 Dicembre, vedendo che nessuno era intervenuto né per il cancello del giardino né per il lampione rotto ho scritto una mail al funzionario del Comune dott. Vincenzi seguendo le indicazioni del sito.

Nessuna risposta. L’otto febbraio ho scritto all’Assessore Arch. Dalla Valentina il quale, dopo aver evidenziato che quanto scritto al funzionario non gli era stato girato (meandri classici del politichese: un funzionario riceve alla sua mail pubblica e non si preoccupa di girarla all’Assessore di competenza) mi rassicurava un intervento in tempi brevi, sia per il discorso illuminazione sia per il discorso giardino.

Si noti che nel frattempo non funziona più un secondo lampione sito nella via Pelacane: cosicché si è fortemente allargata la zona totalmente buia, tanto è vero che la Ferramenta Gasparato è costretta ad accendere tutte le luci possibili in sua dotazione per cercare di creare almeno una piccola fascia di luce.

Questo “profondo nero” dura da più di un mese, e di sera e di notte il giardino di Via Grande Torino continua ad essere frequentato da persone che portano i cani a defecare in una zona che era stata pensata per far giocare  i bambini della zona, e da altre persone sconosciute non identificate e non identificabili visto il buio pesto di cui parlavo. Non consento ai miei figli di mettere il naso fuori dalla porta da quando scende la sera al mattino: le immondizie (che al momento in cui vi scrivo ho presenti da due giorni perché per ragioni non note all’Ufficio Rifiuti non sono state raccolte) le metto fuori esclusivamente io e solo dopo aver acceso la mia luce esterna e una piantana che ho collegato all’esterno appositamente.

Se vi sto raccontando queste cose è perchè, lo avrete già capito, al momento in cui scrivo nessuno è intervenuto a risolvere questa situazione. Vi assicuro che sono una persona che sa pazientare e capire che non tutto può essere fatto bene e subito, ma se ora mi sono deciso a scrivere è perché sono arrivato a non sopportare più l’inerzia totale che si sta protraendo da mesi.

Va bene che siamo nella stagione invernale e quindi la sera è troppo fresco per godersi il panorama esterno, ma vi pare possibile che si possa vivere con la paura di aprire la porta la sera?? Vi pare possibile che una famiglia, colpita nella sua sicurezza da un furto anzichè avere motivi per dimenticare l’episodio, debba alimentare le sue preoccupazioni perchè si vede in una situazione di reale pericolo e paura a causa dell’indifferenza di chi invece dovrebbe essere in modo determinato il garante della sicurezza dei cittadini? Non  vi pare che aldilà della non stabilita responsabilità della gestione dello spazio verde di Via Grande Torino, non dovrebbe essere consentito che il cancello fosse sempre aperto a chiunque?? (ho fatto centinaia di telefonate all’epoca per capire chi avesse la chiave. Nessuno mi ha mai risposto… ma ora il problema non si pone visto che il cancello è totalmente scassato da mesi).

Sono interrogativi che mi pongo da troppo tempo ogni sera, per i quali non ho risposte da mesi, ecco perchè vi scrivo. La sicurezza è importante, e la piacevolezza di sentirsi bene nel Comune in cui si abita pure.

Ma qui a Sona pare sia cosa che non interessa a chi dovrebbe garantirla…. Scusate ora vi lascio… mentre vi scrivo si sta facendo buio e non posso permettermi di mandare mia moglie al buio a mettere fuori le immondizie con il rischio che sia aggredita da uno dei tanti “sconosciuti del profondo nero” che circolano da queste parti.

Da quando abbiamo subito il furto, mia moglie e mia figlia hanno sempre paura di ombre, voci… rumori. Ho messo un allarme, costoso ma necessario… ho preferito quello alle inferriate alle finestre che mi avevano suggerito… vorrei vivere nella mia Lugagnano e non in un bunker…

Chiedo troppo???

Massimo Bolzonella