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La domenica dopo ferragosto una brutta sorpresa ha accolto i primi visitatori della cappella ossario del cimitero di Palazzolo.

 

Un piccolo incendio ha bruciato due file verticali di fiori, secchi o di plastica, posti nei loro vasetti metallici. Una decina di piccole lapidi sono in parte annerite e di altrettanti mazzetti di fiori sono rimasti i fili di ferro dei gambi. Un fatto mai successo prima nella cappella, costruita trent’anni orsono su progetto dell’ing. Angelo Fiorini, in occasione dell’ampliamento del cimitero e della costruzione dei loculi.

 

Immediatamente è stato avvisato il parroco don Angelo Bellesini che si è recato sul posto con altre persone. Vista la profanazione del luogo sacro e nell’ipotesi che si trattasse di un atto vandalico sono state recitate alcune preghiere ed impartita la benedizione. E’ stato avvisato anche il Comune.

 

E’da ricordare che dopo l’ultimo ampliamento avvenuto ormai da una decina di anni, il cimitero è accessibile a tutte le ore del giorno e della notte poichè la nuova uscita dal parcheggio verso nord ha solo un cancelletto di rete sempre aperto. Basti pensare che quest’anno nella cappella suddetta è stato più volte trovata una persona che vi dormiva.

 

In precedenza erano stati rubati i motori elettrici per la chiusura automatica dei cancelli. Infine di recente sono sparite un po’ alla volta le grondaie e i pluviali in rame dei nuovi loculi e delle cappelle private, comprese le loro coperture ed anche i tubi pluviali della pieve di S. Giustina sono stati strappati.

 

Ci si chiede a questo punto a cosa serva la telecamera che è stata posta forse in una posizione non idonea. Quasi tutti i concessionari delle cappelle private hanno già provveduto a sostituire quanto è stato asportato; spetterà al Comune fare altrettanto per la pieve e per i loculi.

 

Un attento esame dei resti dell’incendio ha permesso tuttavia di stabilire che non si è trattato di un atto vandalico intenzionale, con il fuoco appiccato dal basso, ma bensì di un fatto accidentale e involontario. Il giorno prima una persona aveva acceso un lumino di cera posto in alto, sulla ottava fila delle lapidi, ma vicino a questo lumino c’era un mazzetto di fiori di plastica che ha preso fuoco. Le gocce di plastica fusa e infiammata cadendo hanno fatto bruciare tutti i fiori sottostanti.

 

Ai parenti dei defunti non resta ora che ripulire le lapidi e sostituire i vasetti portafiori. Per questa volta possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo. Nessuno ha voluto profanare il luogo sacro per l’ennesima volta. Nella foto la cappella dell’ossario del cimitero con i segni dell’incendio.