In Nicaragua da dieci anni. Storia di una tradizione di volontariato vero

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Si è tenuto a Lugagnano, al centro parrocchiale, un incontro pubblico con i Volontari che da dieci anni operano nella Missione Hogar del Nino a Chinandega nel Nicaragua. Chi non conosceva o poco conosceva di questa attività non ha potuto che rimanere sorpreso per l’ampiezza degli interventi effettuati in quelle terre martoriate da indigenza e gravi emergenze meteorologiche ed il profondo valore umano e sociale dell’iniziativa.

 

La Missione, nata ad opera di Padre Adelino Fossa, veronese, inviato nell’area dalla Nunziatura Apostolica nel 1961 a soli due anni dall’ordinazione sacerdotale è una realtà importante che opera in una periferia di 140.000 abitanti della Capitale del Nicaragua, Managua. Padre Fossa nel 1998, quando l’uragano Mitch distrusse le poche infrastrutture presenti nell’area, chiese aiuto soprattutto alla provincia di Verona che si attivò con la Caritas per la raccolta di fondi che consentissero un minimo di ripresa ad una località già molto povera per carenze di mezzi e di iniziative.

 

Avviata per il recupero dalla strada dei bambini senza genitori ne’ casa (ninos de rua), la Missione è oggi scuola primaria, secondaria e professionale oltre che Chiesa, ambulatorio medico, officina meccanica e tipografica, falegnameria, fabbrica di mattoni ed azienda agricola. Non va dimenticata la continua assistenza fornita ai bambini che vengono numerosi alla Missione per avere del cibo. La chiave di volta, che consentì alla Missione di divenire quello che ora è, si chiama volontariato, soprattutto di Lugagnano.

 

Con i soldi raccolti dalla Caritas veronese partì nel 1999 Tomelleri Luigi per insegnare a produrre mattoni, “primo mattone” di un progetto oggi realtà importante per molti bambini e ragazzi. Il Tomelleri al rientro dal primo viaggio iniziò ad “ingaggiare manodopera”. Il gruppo di Lugagnano, infittitosi in pochi anni, anche con l’adesione di alcuni Volontari di fuori paese, si è inserito in una realtà già attiva soprattutto come casa di accoglienza-orfanatrofio, scuola elementare, fabbrica manuale di mattoni ed attività agricola, e ciò ha consentito di elevare “il livello di offerta” a più di mille bambini e ragazzi realizzando materialmente in dieci anni le seguenti iniziative:

Anno 1999 – Avvio della produzione meccanizzata di mattoni con il primo modesto macchinario consegnato;

Anno 2000 – Sistemazione degli impianti elettrici degli edifici già presenti e consegna delle prime macchine di falegnameria, tipografia e di un trattore nuovo;

Anno 2001 – Consegna di attrezzatura agricola (negli anni precedenti Castel d’Azzano, paese di nascita di Don Fossa, aveva inviato mucche da latte e bovini da carne);

Anno 2002 – Donazione di strutture per i nuovi dormitori e consegna di macchinario per produrre il pane;

Anno 2003 – Costruzione di un pozzo e di una rete di irrigazione per l’azienda agricola e consegna di altro macchinario per l’officina;

Anno 2004 – Sistemazione, con potenziamento, dell’officina meccanica ed allestimento di una poltrona dentistica presso l’ambulatorio della Missione;

Anno 2005 – Costruzione di quattro casette mono-familiari e consegna di attrezzatura per il disegno tecnico;

Anno 2006 – Realizzazione di un nuovo pozzo e costruzione del relativo acquedotto per tutta la Missione;

Anno 2007 – Avvio della scuola di meccanica e di quella professionale con la consegna di tre torni;

Anno 2008 – Inizio della costruzione di un nuovo edificio per la scuola meccanica, ultimata con l’inaugurazione avvenuta lo scorso mese di aprile 2009.

 

Il materiale consegnato, 16 container in 10 anni, è stato offerto in buona parte gratuitamente da aziende venete, ai quali il gruppo dei Volontari costantemente e pubblicamente manifesta profonda riconoscenza, anche a nome dei bambini e ragazzi d’oltre oceano. Ma l’attività dei Volontari non si è mai interrotta dopo ogni ritorno dal Nicaragua. Ad ogni rientro portavano con sé un nuovo impegno, con un nuovo progetto per l’anno successivo, concordato con Padre Fossa a seconda delle esigenze che di volta in volta si manifestavano.

 

Ciò comportava per il gruppo dei Volontari l’impegno costante per la ricerca di nuovi macchinari, per la predisposizione di programmi per il loro invio e non ultimo, per la raccolta di mezzi economici, tutti destinati alla Missione. E’ bene si sappia che i Volontari oltre a fornire la propria attività gratuitamente, quando si recano in Nicaragua provvedono di propria tasca al pagamento del biglietto aereo. I fondi a favore dell’iniziativa vengono raccolti con le modalità più diverse; la più impegnativa è quella che occupa alcune decine di collaboratrici volontarie, attraverso banchi di vendita di lavori di artigianato dalle stesse fornito; con queste “uscite” sul territorio della provincia, hanno modo anche di sensibilizzare altre persone a favore del progetto.

 

Durante l’incontro tenuto in Parrocchia abbiamo potuto cogliere grande commozione fra i Volontari nel descrivere il lavoro svolto e grande partecipazione emotiva fra i molti presenti per una iniziativa che è stata illustrata con molta semplicità, pur essendo di notevole spessore e di enorme valore sociale. Si è potuto anche cogliere nei Volontari una vicinanza particolare per quelle popolazioni; c’è stato chi ha dichiarato di sognare i bimbi di quella terra molte notti e chi ha dichiarato di aver dovuto, rientrando da quella esperienza, valutare con occhi diversi e non benevoli la propria esperienza di vita all’interno della nostra società.

 

Altri hanno raccontato vicende simpatiche come quella di alcuni ragazzini che ai primi inserimenti nella scuola, dopo poche decine di minuti, fuggivano dalle finestre per la fatica di rimanere “chiusi” in una stanza per delle ore. Il loro recupero fisico e l’impegno per convincerli a riprendere la presenza alla scuola non era mai cosa di poco conto. Il gruppo promotore dell’iniziativa che nell’incontro sopra segnalato ed anche a voce, in un momento successivo, ha fornito le informazioni qui trascritte, desidera ringraziare oltre che i molti collaboratori, anche i Sacerdoti della Parrocchia per il sostegno morale costantemente loro fornito, particolarmente sensibilizzando la Comunità attorno al loro impegno di volontariato.