In morte di Giuseppe Fasoli, esempio del volontariato del fare

Di Martin Luther King si ricordano sempre, giustamente, le immortali riflessioni sulla libertà. Vi è però un passaggio nei suoi pensieri che trovo straordinario per le nostre vite di uomini e donne normali. “Se un uomo viene chiamato a fare lo spazzino – ha scritto King – dovrebbe spazzare le strade come Michelangelo dipingeva, o come Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Dovrebbe spazzare le strade così bene che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero a dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro”.

Ecco, questa frase mi è tornata in mente in questi giorni, quando sono stato raggiunto dalla triste notizia della morte di Giuseppe Fasoli.

Beppino, così lo conoscevano tutti, 82 anni, con il suo carattere determinato, talvolta puntuto, sempre totalmente disponibile, era un uomo molto apprezzato a Lugagnano. Oltre per il suo lavoro di imprenditore nel settore del ricamo industriale, era patrimonio della nostra comunità soprattutto per il suo inesausto quanto riservato impegno nel mondo del volontariato parrocchiale in vari ambiti e con tanti gruppi, sempre con una particolare attenzione al mondo della missione. Negli ultimi anni collaborando alla preziosa opera de Il Dono.

Un fervore quotidiano, importante ma nascosto, mai sotto i riflettori, speso con cura nelle cose semplici della vita. E per questo ancora più ricco di valore, come ci insegna il reverendo King.

Forse non tutti però ricordano che Beppino Fasoli nel suo percorso di vita conta anche un’esperienza da amministratore comunale. Nel corso del secondo mandato del sindaco Angelo Boscaini alcuni attivisti della parrocchia di Lugagnano si avvicinarono a titolo personale all’attività della Democrazia Cristiana e furono inseriti tra i candidati per le elezioni del mandato 1990-1995. Tra questi proprio Fasoli, che fu eletto consigliere e che durante quel mandato venne anche nominato capogruppo della DC in consiglio comunale. Incarico che svolse con saggezza, moderazione e capacità di dialogo.

Un piccolo aneddoto aggiunge poco alla sua biografia ma va ricordato, perché racconta molto dell’uomo che era. E’ proprio Giuseppe Fasoli l’ideatore e realizzatore del geniale sistema di voto elettronico che per moltissimi anni ha contraddistinto le elezioni dello Tzigano di Lugagnano, unico nel suo genere e non solo nel mondo del carnevale. Anche questo era Beppino: fucina di idee e capacità pratica di renderle reali.

E non è casuale, infatti, la scelta della foto di questo breve ricordo: un’istantanea un po’ datata e un po’ sfuocata di Giuseppe Fasoli proprio davanti alla sua creatura per il voto elettronico: con quel largo sorriso soddisfatto così famigliare a chi lo conosceva e a tutti quelli che lo incontravano per strada.

Papa Francesco, parlando del valore del donarsi al servizio della comunità, ha spiegato che “Tutti voi avete una cassa, una scatola, e dentro c’è un tesoro. E il vostro impegno è quello di aprire la scatola, togliere il tesoro, farlo crescere e darlo agli altri, e accogliere il tesoro degli altri. Ognuno di noi ha in sé un tesoro. Se lo teniamo chiuso, rimane chiuso lì; se lo condividiamo con gli altri, il tesoro si moltiplica”.

Buon viaggio, Giuseppe.

Il funerale si tiene giovedì 2 febbraio alle ore 10 nella chiesa di Lugagnano. Alla moglie Rosetta, ai figli Luca, Cristina, Marco e Paolo e ai numerosi nipoti vadano le condoglianze della redazione del Baco.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.