Ascolta questo articolo

Il Progetto di Pubblica Utilità attuato nel Comune di Sona ha permesso di offrire un’opportunità di reinserimento al lavoro a persone che non riuscivano a trovare una collocazione nel mercato. E’ questo quanto risulta tracciando i primi bilanci di questa iniziativa.

Il lavoro di Pubblica Utilità è un’iniziativa della Regione Veneto nell’ambito delle misure di contrasto alla crisi occupazionale, al fine di favorire l’impiego di disoccupati nello svolgimento di lavori presso i Comuni o loro enti strumentali o società partecipate dai Comuni.

“Si tratta – spiega il Sindaco Gianluigi Mazzi – di coinvolgere lavoratori di età non inferiore a 35 anni, privi di lavoro e senza alcun ammortizzatore sociale per cui come Comune è possibile richiedere alla Regione un contributo massimo di cinquemila euro per ogni lavoratore impiegato nei lavori di pubblica utilità. Noi abbiamo impiegato sei lavoratori per sei mesi, e cinque lavoratori hanno ritrovato un lavoro al termine dell’esperienza. È stato un ottimo esempio di come si possa ridare speranza a chi l’ha persa per crisi lavorative”.

Come stabilito dalla Regione Veneto, le attività di pubblica utilità, di carattere straordinario e temporaneo e di durata non superiore a 6 mesi, possono essere le più varie: servizi bibliotecari e museali, amministrativi, di assistenza agli anziani, di supporto scolastico, di attività di giardinaggio di aree pubbliche, di vigilanza parcheggi e assistenza ai convegni, altri servizi individuati dal comune a beneficio dei cittadini.

“A Sona – prosegue il Sindaco – è stata la Cooperativa Beta il soggetto attuatore del progetto nel periodo dal dicembre 2014 al giugno 2015, la quale ha coinvolto i lavoratori per quasi duemila ore lavorate totali, oltre a 16 ore di formazione. Il costo totale dell’iniziativa è stato di poco più di trentaseimila euro, a fronte di ventiseimila euro della Regione, novemila del Comune di Sona e un contributo della cooperativa”.

Nel frattempo il Comune di Sona ha anche sottoscritto la convenzione con il Tribunale di Verona che consente di accogliere le persone che, a seguito violazioni del Codice della Strada, sono state condannate alla sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.

.