Imbucare la Corrispondenza: Un gesto senza tempo, che ci accomuna e ci salva

La prima decina di ottobre è attesa con trepidazione dagli appassionati della corrispondenza cartacea. Il primo ottobre si festeggia la giornata mondiale della cartolina – nel 2021, ben 151 anni dalla sua “invenzione” – e il nove ottobre, oggi, la giornata mondiale della posta.

Si tratta di una data convenzionale: l’agenzia delle Nazioni Unite per il settore postale – poi UPU Unione Postale Universale – fu costituita nel 1874, con il compito di assicurare e gestire il sistema mondiale degli scambi postali, finanziari ed elettronici nei Paesi membri riconosciuti dalle Nazioni Unite.

Sono temi che oggi rischiano di passare inosservati, ricoperti inevitabilmente da una patina di nostalgia. È utile invece soffermarvisi per scoprirne o riscoprirne i valori.

In passato, la corrispondenza cartacea era un mezzo di comunicazione parte integrante della vita di ciascuno: un necessario, anzi imprescindibile insieme di supporti per veicolare il passaggio di notizie tra le persone. Ciò che era importante far sapere viaggiava per chilometri sfruttando i mezzi più disparati e le tecnologie più innovative, il tutto per accorciare le distanze e guadagnare tempo prezioso, per impedire che il messaggio giungesse ormai tardivo e inservibile. Telegrammi, cartoline, lettere, plichi… Combinazioni infinite di carta e inchiostro e affrancature che spesso si traducono in curiosità postali ora ricercate dai collezionisti.

L’avvento di internet – delle e-mail, della messaggistica istantanea, dei social network – ha spinto a margine delle nostre esistenze la corrispondenza cartacea, fino a renderla – appunto – un oggetto impolverato da guardare con gli occhi dell’esperto, un reperto in grado di raccontarci di più su un dato periodo storico, un ricordo caro appartenuto a un avo scomparso…

Ma essa resiste, e resiste grazie a chi nel quotidiano le riconosce un valore attuale, addirittura salvifico.

Perché attuale? Chi invia ancora oggi pensa che scrivere a mano trasmetta un quid pluris insostituibile, che internet non può e non potrà mai restituire. Davanti alla cassetta postale, proviamo un mix di sensazioni deliziosamente ingarbugliato: stiamo per separarci da una missiva scritta con cura che ci è costata un investimento di tempo, energia e denaro; non sappiamo se arriverà a destinazione, perché i tragitti postali sono imperscrutabili; né cosa proverà chi la riceverà, possiamo soltanto sperare sia qualcosa di intenso anche solo la metà di quanto stiamo provando noi; né se avremo risposta. Stiamo per compiere un gesto minuscolo eppure pieno di potenzialità. Un gesto che ci rende uguali in ogni angolo del globo, che ci sa unire.

Santos Care così riassume: “Le parole scritte a mano contengono molto più che un semplice messaggio: il battito della mano che le traccia, l’umidità di una lacrima che le accompagna e la scossa dell’emozione che le giustifica”.

Perché salvifico? Lo testimonia Frank Warren, fondatore del progetto “PostSecret” (https://postsecret.com/) che dal 2005 raccoglie segreti anonimi su cartolina da tutto il mondo.

“Reveal anything, as long as it is true and as you have never shared with anyone before” è il motto. Ciascuno può prendere una cartolina, scrivere sul retro un intimo, scomodo, in-confessabile segreto, indirizzarla alla sede gestita da Warren e dai volontari, affrancarla, spedirla.

Sul sito e sui profili social vi è una carrellata delle più salienti tra le milioni ricevute: coming out, rivelazioni scottanti o scabrose, racconti quotidiani in pillole spesso difficili da digerire, tra imperfezione e realtà. Il mittente potrebbe essere chiunque di noi, perchè PostSecret è chiunque di noi nell’atto di coraggio di mettere a nudo la debolezza davanti all’ignoto.

Sotto ogni cartolina pubblicata si trovano le manifestazioni di solidarietà di chi si rivede in ciò che legge. Ma lungi dall’essere un “esercizio di psicoterapia” fine a sé stesso, il progetto collabora strettamente anche con associazioni che si occupano di prevenzione e aiutano la persona nei momenti di buio, una su tutte la Zero Alliance Suicide attiva negli USA. La rivelazione su cartolina può essere quindi il primo passo per la ricerca di un aiuto concreto e determinante per il proprio percorso di guarigione.

Esiste chi ha avuto salva la vita a iniziare da una cartolina.

Pensiamoci, non solo ogni nove ottobre, ma ogni volta che scriviamo e imbuchiamo della corrispondenza.