Il Villafranca Tamburello taglia il traguardo dei cento anni. Nel 1922 giocava nel Castello

Grande festa domenica 30 ottobre presso lo sferisterio di Villafranca per celebrare i cento anni della società.

La storia del Villafranca Tamburello è strettamente collegata alla famiglia Barlottini. Bisogna fare un tuffo nel passato per scovare le origini del Villafranca, negli anni ’20, quando brillava la stella del leggendario Giacomo Barlottini definito da molti uno dei migliori tamburellisti di sempre.

Nel 1922 il Villafranca non aveva un campo, Giacomo allora chiese ed ottenne il permesso dal sindaco di giocare nel Castello del paese: nasce così la società con il nome di “Legione Scaligera”.

Una famiglia, i Barlottini, con il DNA fatto a forma di tamburello. Negli anni Settanta è Benito, figlio di Giacomo, a gestire la società ed oggi è il nipote Antonio che porta avanti questa meravigliosa eredità.

Il tamburello è una realtà che vive grazie alla passione e al volontariato di persone che amano e dedicano il loro tempo per questo sport. Antonio racconta che nei momenti difficili è sempre viva in lui la promessa fatta al padre Benito, ossia di creare una squadra di giovani a Villafranca.

Il sindaco di Villafranca Dall’Oca, con la sua giunta, durante l’evento per i cento anni.

Durante la mattinata di domenica 30 ottobre si è disputata una partita celebrativa tra l’attuale squadra ufficiale contrapposta ad una formazione con vari ex-giocatori che hanno vestito la maglia del Villafranca, partita vinta dalla squadra degli ex.

Presente il sindaco di Villafranca Roberto Luca Dall’Oca e la giunta comunale. Il sindaco ha ricordato, con simpatia e amicizia, la richiesta pressante di Benito Barlottini per la costruzione degli spogliatoi. “Quando furono realizzati, c’era il dubbio che da lì poco il tutto sarebbe finito. Invece oggi la società è qui che festeggia i suoi cento anni e la fiamma che tiene viva la società è ancora accesa e fa parte della nostra cultura e della nostra tradizione territoriale”, ha concluso il sindaco.

E’ stata infine consegnata una targa ricordo ad Antonio, che riporta la bellissima frase “Tamburello come sport, storia cultura, e tradizione, un ringraziamento al Villafranca ‘Giacomo Barlottini’ 100 anni di sport ed emozioni nel ricordo di tante glorie”.

L’augurio di tutto il mondo del tamburello, e non solo, è quello di altri cento anni di Villafranca. Il tamburello ha bisogno di queste realtà, di queste belle “favole” di famiglia per tornare a brillare. Buon tamburello a tutti.

A sinistra Mario Riva, ex giocatore della serie A, scudettato. A destra Antonio Barlottini, dietro a lui la statua del famoso nonno Giacomo Barlottini.
Davide Rudari
Nato a Bussolengo nel 1974, risiede da sempre a Corte Salvi, tra Lugagnano e Verona. Sposato con Chiara ha un figlio di nome Emanuele. Analista programmatore presso il Banco BPM. E’ appassionato di tecnologia, computer, fotografia, di manga/anime. Nel tempo libero gioca (male) a tamburello e segue con passione la squadra della propria contrada A.T. Salvi per la quale è segretario fotografo e reporter. Amante del freddo e dell’inverno, della buona cucina e delle persone che ridono di gusto.