Il video sulla pelle dell’orso ed una riflessione su come facciamo crescere i nostri figli

Guardando questo video ho pensato che devo essere davvero vecchia se, sempre più spesso, mi risuonano le parole sagge della mia maestra. Ancora oggi, le devo moltissimo. Le devo riconoscenza per avermi resa negli anni preziosi delle elementari, una bambina capace di vedere le cose, di intendere le fiabe, di tradurre le emozioni. 

Lei oggi è in pensione e io la vedo con piacere utilizzare i mezzi social, so che segue molti di noi. La nostra maestra, la maestra Furci di Lugagnano, non utilizzava messaggi edulcorati per raccontarci la vita, né ce la faceva più dura.

Ma spettava a lei, e solo a lei, la nostra educazione. Da lei dipendevano i giorni, i pomeriggi, non c’era praticamente altra morale che avesse un senso. E noi, non avevamo paura perché lei ci forniva gli strumenti per vedere le cose. Con autorevolezza e senso pratico.

Sapevamo che mangiavamo animali che non erano morti nel sonno assistiti dai loro cari, che il Presidente Moro era stato ucciso, che le Brigate Rosse erano un movimento politico terrorista. Eppure molti di noi, ragazzi del 68, sono diventati buoni cittadini, si sono arrangiati, sono diventati animalisti, oppure no, vegetariani, oppure crudisti.

Le mamme non pensavano di proteggerci da qualsiasi cosa. Per questo esistevano i vaccini, qualche preghiera, e, giustappunto, la scuola.

Se la maestra avesse detto che c’era un orso, io avrei pensato che andava bene così. Se avesse detto che l’orso era morto di freddo, di infarto, di indigestione, io sarei stata soddisfatta. E anche mio padre e mia madre, anzi avrebbero festeggiato mangiando un coniglio.

Ma oggi che ognuno deve dire la sua, e che fa per ogni cosa la sua personale scala di valori e di priorità, tutto è grave e niente è grave. Tutto e niente sono la stessa cosa.

Nulla deve essere visto come portatore di eventuali passioni, perché ogni passione può contenere una fatica e, meglio essere quieti, meglio vivere senza sapere che esistono guerre, che esistono guai peggiori dell’orso, che la scuola deve farla facile perchè se no poi domande, e pianti e strilli.

Stiamo calmi, non c’è nessun morto, né in terra né in mare, morto un Presidente se ne fa un altro e poi dai, che Presidente e Presidente? I gigabite del telefonino mica li pago per niente, meglio farli fuori. Ops scusate: meglio utilizzarli. Non si sa mai.

Monia Cimichella
Nata a Fermo (AP) il 21 dicembre del 1968, vissuta a metà tra Lugagnano e il resto del mondo. Appesa da sempre tra l'imparare e l'insegnare, non a caso si occupa di formazione per adulti.