Il Vescovo Zenti: “La splendida gioventù con un cuore sano”

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Domenica scorsa 19 maggio è apparso su L’Arena un intervento del Vescovo di Verona Giuseppe Zenti sul tema dei giovani. Nella sua riflessione il Vescovo parla della Missione Giovani tenutasi a Lugagnano la scorsa settimana. Lo riportiamo integralmente.

 

Sarebbe interessante un confronto aperto su questa tematica: «Chi sono i giovani di oggi per te?». È un mondo, quello dei giovani, inclusi gli adolescenti e i ragazzi, che interessa a molti. Perché e sotto quali punti di vista?

 

Da parte delle famiglie l´interesse verso il mondo giovanile, quello dei figli evidentemente, oscilla tra l´essere destinatario di affetti trasognanti e l´essere motivo di preoccupazione trepidante e, non di rado, di amare delusioni. Per i figli molti genitori si affaticano, senza risparmiarsi penose rinunce, pur di assicurare loro una vita agiata, lasciando loro possibilmente un patrimonio che assicuri un futuro senza uragani.


Ma sono soprattutto altri ambiti, segnati da poteri magnetici sui giovani, che focalizzano i fari dei propri interessi su di loro. Quello dell´economia, in primo luogo. Lo fa in modo legale, evidentemente, al punto da illuderli di essere a loro servizio. Di fatto li strumentalizza, trasformandoli in favolosi clienti dei mercati della moda, dello spettacolo, della musica, del digitale, dei divertimenti. Grandi affari! Di sicuro avvenire. Chi riuscirà mai infatti a frenare la corsa dei giovani agli acquisti di ultima moda o ad entrare nei circuiti creati appositamente per i giovani? Temiamo che nemmeno la crisi economica in atto riuscirà nell´intento di far cambiare radicate abitudini che nell´emulazione ha il suo punto forza. E che dire poi della malavita da sottobosco, a sua volta dominata dalla piovra delle grosse organizzazioni malavitose che tiene adocchiati e soggiogati i giovani, trasformandoli in clienti dello smercio e del consumo delle droghe, come del consumo allucinante di alcolici, e del pullulare oltre ogni sospetto dei fantasmagorici centri del gioco d´azzardo?


Per la politica in genere il mondo giovanile è a tutt´oggi una sorta di tormentone e di incubo in prospettiva occupazionale. E che dire dei manager e degli allenatori nell´ambito sportivo, dove i giovani sono i grandi protagonisti? Benemeriti sotto molteplici aspetti: contribuiscono a creare senso dell´appartenenza, del gioco di squadra, della fatica dell´impegno per le conquiste, della capacità di saper perdere, della disciplina. Ma è sempre in agguato il rischio che vengano tenuti in seria considerazione e, di conseguenza, lanciati sulla via del successo e della notorietà solo i selezionati. Aggiungiamo l´ambito della scuola. È forse il più importante e decisivo investimento di risorse umane ed economiche che un paese civile sente il dovere di investire. Segno di quanto di fatto si amano i giovani che nell´istruzione, mai disgiunta dalla educazione civile e dalla formazione, trovano motivo di guardare con fiducia al loro domani.


In questo panorama di «attenzioni», mirate o serie, nei confronti dei giovani, impressiona lo sguardo di molti tra di loro. A volte i loro occhi sono smarriti, nel loro farsi interrogativi. È come se chiedessero: «Ma noi giovani chi siamo realmente per voi adulti? E voi, adulti, chi siete? Che cosa avete da dare e insegnare a noi giovani? Vi vediamo senza sorriso, delusi, arrabbiati e aggressivi, intenti ai soldi e ad una vita egoista».


In realtà, anche nei loro comportamenti scomposti, i giovani sono alla ricerca di adulti significativi. E dove li trovano li adorano per così dire, come documenta il ciclone papa Francesco, e non solo lui. Essi testimoniano che dentro il loro cuore sono sani, aspirano a cose alte e degne. Mostrano il desiderio di belle amicizie, aliene da antagonismi competitivi, di starsi insieme serenamente per il solo gusto di stare insieme. Rivelano altresì singolari predisposizioni nei confronti di esperienze capaci di ricaricarli di entusiasmo, di ragioni di vivere e di impegnarsi. Basta offrire loro delle opportunità. Ne ho avuto una riprova in questa stessa settimana. A Lugagnano. Ogni sera, cena insieme sotto una grande tenda, per circa duecento giovani compresi tra la terza media fino ai diciannove anni. Poi, musica, forti testimonianze di vita, riflessioni sul senso del vivere. Un vero spettacolo! Mi giunge poi notizia che gruppi di studenti delle ultime classi si mettono a disposizione per servire le mense dei poveri! Una bella gioventù. Splendida. Che ci fa ancora sognare, in grande, perché, nonostante le apparenze mediatiche, nel loro cuore abitano grandi ideali. Che vanno fatti crescere. Insieme.


Ci viene spontaneo dire che tra l´essere la gioventù di oggi un problema o una risorsa ci sta di mezzo, come soluzione alla radice, il coinvolgimento dei giovani da protagonisti. Allora si rivelano persino una promessa. Di cui lo stesso mondo degli adulti ha bisogno. Per non essere travolto dall´aria di tramonto. Fosco ed inesorabile.
 

 

Giuseppe Zenti
Vescovo di Verona