Il Veneto al voto

Domenica 28 e lunedì 29 marzo si voterà anche in Veneto per il rinnovo del Consiglio Regionale e per scegliere il nuovo Presidente della Regione, che succederà dopo ben 15 anni di governo a Giancarlo Galan.

 

I candidati in lizza sono otto: Luca Zaia (Lega Nord, Popolo della Libertà e Alleanza di centro), Giuseppe Bortolussi (Partito democratico, Italia dei Valori, Federazione della sinistra, Sel-Psi, Idea e Radicali), Silvano Polo (Veneti), Antonio De Poli (Udc e Unione Nord Est), Paolo Caratossidis (Forza Nuova), Loris Palmerini (Venetie per l’autogoverno), David Borrelli (Movimento cinque stelle beppegrillo.it) e Gianluca Panto (Partito nasional Veneto).

 

Tre i big in corsa. Per il Centrodestra il leghista Luca Zaia, già presidente della Provincia di Treviso, Vicepresidente della Regione Veneto e attuale Ministro dell’Agricoltura. Per il Centrosinistra Giuseppe Bortolussi, dal 1980 direttore della CGIA di Mestre, associazione sindacale di lavoratori autonomi e di partite iva del Nord- Est, e attuale Assessore alle attività produttive del Comune di Venezia. Per il centro Antonio De Poli, già Assessore alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit della Regione Veneto, è ora deputato e Segretario regionale dell’Udc in Veneto.

 

L’elettore avrà a disposizione tre voti: un voto per una lista provinciale; una preferenza per uno dei candidati della lista provinciale prescelta; e un voto per un candidato presidente.

 

Di seguito pubblichiamo l’intervento di tre concittadini di Sona – impegnati in politica – a cui abbiamo chiesto le loro indicazioni di voto.

 

Per il centrodestra: ecco perché va votato Luca Zaia
Avvicinandosi l’appuntamento delle Elezioni Regionali assistiamo ad una fibrillazione politica tipica di questi periodi. I mezzi di comunicazione si soffermano in modo quasi esclusivo su situazioni che non consentono il confronto programmatico come dovrebbe invece prevalentemente essere. Il PDL (Popolo Della Libertà) fa riferimento al Partito Popolare Europeo e a quelle linee programmatiche, riassunte nella Carta dei Valori, alle quali riteniamo giusto porre la nostra attenzione. “Ci riconosciamo nei valori del partito dei Popoli europei, la grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà”. Il 28 e 29 marzo i sonesi saranno chiamati ad esprimere un voto e questa preferenza dovrà andare sul candidato governatore Zaia e sul simbolo del PDL: ciò per continuare quanto precedentemente realizzato, potenziando e migliorando il nostro territorio, attraverso la ricerca e la strutturazione di progetti funzionali allo sviluppo del Comune stesso, con un legame diretto alla Regione Veneto e alla Comunità Europea. E questo soprattutto nell’ambito delle politiche giovanili, dell’ambiente e dello sviluppo delle reti di infrastrutture, elementi che determineranno in modo importante il futuro del Comune di Sona. Questo “nostro” grande Veneto porta esempi di realizzazioni infrastrutturali di primaria importanza, nella sanità, nella viabilità, negli interporti: Sona deve essere inserita in questi progetti in modo più significativo e il PDL locale opererà per continuare in questo cammino. Ricordati di votare la “continuità di questo buon governo” e di esprimere il 28 e il 29 marzo prossimi, oltre alla croce, il nome di un buon amministratore!

Renato Farina

Consigliere Comunale a Sona e Candidato alle ultime elezioni provinciali per il PDL

 

Per il centro sinistra: ecco perché va votato Giuseppe Bortolussi
Andrò a votare per il candidato del Pd, Giuseppe Bortolussi. Le motivazioni sono legate soprattutto al desiderio di un cambiamento rispetto allo schieramento politico che ha amministrato fino ad ora il Veneto e la mia stessa realtà locale. Gli impegni presi dalla coalizione di centro destra si sono rivelati – a mio parere – alla stregua di promesse non mantenute: si vedano gli impegni assunti in tema di crisi economica (che è ancora tutta qui), di sicurezza, di abbassamento delle tasse (questo grande sconosciuto), di sostegno alle famiglie (che si sostengono esclusivamente sulle proprie forze). Di Bortolussi apprezzo la propensione ad avvicinarsi alla gente, cosa che sta facendo anche in questa campagna elettorale: ho visto che sta facendo incontri nella provincia e che è stato presente anche nel nostro Comune a febbraio. Ho anche cercato su internet i programmi, per la curiosità di metterli a confronto: di Bortolussi ho trovato un programma che parla di coinvolgimento dei cittadini (anche tramite referendum, su argomenti che interessano la comunità);di investimenti sulle energie alternative rispetto al nucleare; di attenzione verso le famiglie, i lavoratori autonomi e dipendenti e le piccole imprese; di misure per favorire l’accesso dei giovani e delle donne al mondo del lavoro ed il collegamento fra scuola e lavoro; di potenziamento delle politiche di integrazione sociale. A dire il vero c’è stato un recente intervento di Luca Zaia che ha messo per un attimo in crisi la mia scelta e mi ha spinto a meglio riflettervi: l’appassionato appello di Zaia per la “par condicio” dei dialetti al festival di Sanremo, con l’istituzione addirittura di quote legali!!! A questo ‘scottante e delicato’ argomento, che a buon diritto si colloca alla pari con tutti gli altri grandi problemi del Paese (!), non credo proprio che Bortolussi abbia intenzione di dedicare tempo, energie, risorse: ma io il festival di Sanremo non lo guardo, per cui credo che – fuori dall’ironia contenuta in queste ultime parole – il voto per Bortolussi sia la scelta giusta. Che vinca il migliore: spero.

Domenico Lattarico

 

Per il centro: ecco perché va votato Antonio De Poli

Gli elettori pretendono di dare un voto utile, determinante, vogliono capire che conseguenze porterà il loro voto, come sarà adoperato. Per poter immaginare il futuro dobbiamo analizzare la politica italiana, la Lega è alla conquista del Veneto; tiene il PDL in ostaggio per le tristi vicissitudini di Berlusconi con la magistratura, ha barattato il voto ottenuto nelle precedenti elezioni per una autonomia regionale che non ha ottenuto, adesso brama il Veneto per mostrare i muscoli ai suoi sostenitori, ma senza il PDL non riuscirà a governare nulla. Per non infastidirsi i due alleati PDL e Lega devono moderarsi al punto tale che oggi abbiamo l’inattività totale. Il PD si muove all’ombra dell’intransigente Di Pietro, ed è in preda ad una vera confusione di identità. Tutti e due i partiti non hanno una chiara politica, non rappresentano un’alternativa al governo nazionale figuriamoci in Veneto, ricevono solo voti di protesta, non hanno nessuna possibilità di governare da soli. Il tutto avviene in un periodo storico di recessione economica che a mio personale avviso deve ancora mostrare la vera depressione, perché l’economia dei paesi emergenti non mostra segnali di crisi e le difficoltà che le nostre imprese incontrano con la concorrenza estera sono reali e non si possono superare senza un concreto accordo sociale. L’UDC ha cercato a destra e a sinistra coesione su un progetto concreto, unico partito che ha un chiaro programma con piani di gestione che vanno incontro ai bisogni della gente, con aiuti alle famiglie alle imprese e alle fasce deboli, che progetta di ridurre al minimo le tensioni sociali, e che si propone per sanare la crescente necessità di sicurezza. Io mi sento di appoggiare l’azione politica dell’UDC – Unione Nord Est, dove la mia identità si rispecchia, sostenendo De Poli, e la mia preferenza andrà a Valdegamberi che con vera dedizione amministrativa ha ben operato, come assessore alle politiche sociali volontariato e non profit, nella Giunta Regionale uscente. Chiedo agli elettori di mettere attenzione all’uso che i politici fanno del linguaggio, non è vero che in campagna elettorale si può dire quello che si vuole, saranno gli elettori a pagare le politiche sbagliate. Credo che la gente abbia il dovere di informarsi e il diritto di capire, l’indubbia importanza del voto amministrativo regionale è chiaro, le regioni hanno sostituito in parte il potere decisionale centrale e prendono decisioni politiche che interessano direttamente il cittadino. L’amministrazione regionale si traduce in azione politica, per questo noi di Centro dobbiamo avere un peso determinante, per aumentare la nostra forza contrattuale, solo allora potremo mettere delle condizioni sugli accordi.Dobbiamo votare chi dimostra rispetto della libertà e di pensiero critico, attenzione alle regole democratiche e dei principi democratici, chi garantisce sostegno alle persone, e difende gli interessi delle famiglie e dei nostri principi etici.

Giannantonio Mazzi

Consigliere Comunale a Sona e Candidato alle ultime elezioni provinciali per l’UDC