“Il valore di camminare accanto ai sofferenti”: il Gruppo del Malato di Lugagnano

Come in molti casi accade, il silenzio è il fedele compagno di chi, con umiltà, sceglie di fare grandi cose. Anche all’interno della nostra comunità esistono delle piccole-grandi realtà che non hanno i riflettori puntati addosso, ma che spesso passano nella penombra: insomma, associazioni a cui in pochi fanno caso, ma che vivono con valori davvero grandi. È il caso del Gruppo del Malato di Lugagnano: un gruppo di persone che grazie al responsabile Mario Nichele e a sua moglie Angelina Perina abbiamo avuto il piacere di scoprire e di valorizzare.

Anzitutto, quando e perché è nato il Gruppo del Malato?

Il Gruppo del Malato è nato nel 1972 al ritorno da un pellegrinaggio da Lourdes, quando i fondatori capirono che i bisognosi dovevano essere seguiti costantemente nel corso di tutto l’anno e soprattutto all’interno della loro comunità. Attualmente sono 42 anni che il gruppo opera all’interno della comunità di Lugagnano e per il servizio che svolge rappresenta il fiore all’occhiello di tutta la diocesi di Verona.

Quanti sono attualmente i volontari che operano per questo gruppo? Come si sono resi disponibili?

Attualmente il gruppo conta una quarantina di volontari, principalmente di età avanzata. Ciò che ha spinto i volontari a farsi avanti gratuitamente è stato l’entusiasmo e il bisogno di aiutare i bisognosi: molti tra i volontari, infatti, sono consapevoli per esperienza o per spirito di quanto sia importante la solidarietà nei confronti di chi è solo o di chi vive la malattia. Anche per questo il gruppo conta tra i volontari pochi giovani, perché per la loro età sono ancora estranei a situazioni di sofferenza e solitudine. Siamo inoltre assistiti dal parroco di Lugagnano don Antonio Sona, che di recente ci ha aiutati a rilanciare il gruppo, e dal vicario diocesano don Roberto Visentini.

Festa del malato 2010
La festa del malato del 2010 nella chiesa di Lugagnano. Sopra Mario Nichele e la moglie con alcuni dei volontari del gruppo

Che tipo di attività svolge il gruppo?

Col gruppo del Malato organizziamo una volta al mese visite nelle case di chi è in difficoltà, negli ospedali e nelle case di riposo, dove alterniamo momenti di intrattenimento, di ascolto e di preghiera: questi incontri non hanno un tempo fisso ma durano a seconda del bisogno. Organizziamo una volta al mese un pellegrinaggio al santuario del Frassino e nel corso dell’anno altri pellegrinaggi proposti dall’ U.N.I.T.A.L.S.I a Lourdes, Fatima e così via. Inoltre, una volta all’anno, si tiene una messa comunitaria a cui segue un momento convivale. Mettiamo poi a disposizione, gratuitamente, tutto ciò di cui gli ammalati hanno bisogno, dalle carrozzine alle stampelle e così via. Il gruppo conta circa 120 bisognosi nella zona di Lugagnano e il loro numero è costantemente aggiornato in un registro con tutti i dati necessari, per potere anche portare un biglietto d’augurio nel giorno del compleanno.

Quali sono i valori su cui si fonda il vostro gruppo? In che modo questa attività gratuita riesce a ripagare il vostro impegno?

Al primo posto metterei senza dubbio l’amore gratuito verso i fratelli più sofferenti: spesso don Roberto ci ricorda che gli ammalati sono i santi viventi del giorno d’oggi, perché permettono agli altri di donare amore. Un altro aspetto fondamentale di questo amore è quanto abbiano gli ammalati da donare a noi volontari: una voglia di vivere indescrivibile, il coraggio di affrontare le grandi difficoltà della vita e molto altro. Poi sceglierei il volontariato: è una grande opportunità mettere a disposizione il proprio tempo libero per chi ne ha bisogno. Per di più questo tipo di attività non richiede grandi sforzi: gli ammalati hanno bisogno di piccoli gesti, come una parola di conforto o un po’ di compagnia, e quanto si dà è veramente poca cosa rispetto a ciò che si riceve. Questa è la grande ricompensa che ricevono i volontari.

C’è qualche cosa che vorreste chiedere alla comunità?

Sì, vorrei presentare due richieste: la prima è quella di essere più vicini agli ammalati nella giornata a loro dedicata. Anche gli anziani si sentono parte della comunità e si aspettano una risposta più forte di quella che hanno avuto finora, perché la partecipazione è ancora troppo bassa. La seconda è un invito, per chiunque abbia buona volontà, a entrare e aiutare i volontari che fanno già parte del gruppo: c’è un grande numero di bisognosi e spesso ci troviamo in difficoltà a coprire tutte le richieste.

Per finire è doveroso segnalare che un importante contributo di mille euro è arrivato al Gruppo del Malato dal Team Bike Adfruit, il gruppo ciclistico di Lugagnano, che nel corso dell’assemblea dei soci tenutasi ad inizio febbraio ha deliberato questa importante iniziativa di solidarietà. Un contributo che lo scorso anno i ciclisti di Lugagnano avevano donato al Centro Aiuto Vita. “Il nostro gruppo sportivo – ci spiega il Presidente del Team Bike Adfruit Andrea Placchipone la solidarietà come uno degli obbiettivi più importanti del nostro vivere l’associazionismo. I mille euro arrivano per il 50% dallo sponsor Adfruit e per l’altro 50% dai soci. Siamo contenti di poter aiutare il Gruppo del Malato, che svolge un servizio fondamentale per la nostra comunità”. Si tratta sicuramente di un’iniziativa di solidarietà di grande rilievo, che può essere di esempio per altre associazioni.

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Nato a Negrar il 18 novembre 1995, si è diplomato nel 2014 al liceo classico Scipione Maffei di Verona. Ha conseguito nel 2019 il diploma tradizionale in pianoforte presso il conservatorio di musica E.F. Dall’Abaco di Verona. Collabora con Il Baco da Seta dal 2014.