Il Tar da via libera al mega impianto fotovoltaico di fronte alla Grande Mela

Già alla fine del 2012 la Società Agricola San Francesco e la Società San Francesco Energy, amministratore Giovanni “Lollo” Montresor, avevano ottenuto dalla Regione Veneto l’autorizzazione a procedere con i lavori di costruzione di un mega impianto fotovoltaico da 42 megawatt sul terreno posto tra la Grande Mela e la Statale 11. Quello previsto nei pressi della corte San Francesco è veramente un impianto mastodontico: si parla di centottantamila pannelli solari posati su una superficie di seicentotrentamila metri quadrati per un investimento di circa cento milioni di euro.

 

Contro quel provvedimento della Regione era arrivata un’istanza di sospensiva presentata dal Comune di Sona, che con il Sindaco Gualtiero Mazzi da sempre si era dichiarato, assieme alla sua Amministrazione, contrario a questo progetto per il fortissimo impatto che dal Comune si ritiene si avrà sul territorio.

 

Arriva però in questi giorni – è datata 14 marzo – l’Ordinanza del TAR (clicca qui per visualizzarla) sulla richiesta di sospensiva, con la quale il Sindaco, tra le altre cose, aveva anche contestato la mancata partecipazione della Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto alla conferenza dei servizi nella quale si era trattato di questo impianto.

 

I Giudici Amministrativi scrivono invece di ritenere che “il ricorso non sia assistito da un apprezzabile fumus boni iuris, non apparendo necessaria la partecipazione della Soprintendenza alla conferenza di servizi decisoria, in quanto, il provvedimento di apposizione del vincolo indiretto sull’area interessata dall’installazione dell’impianto fotovoltaico, al momento della conferenza decisoria, era stato sospeso per effetto dell’ordinanza cautelare emessa da questo Tribunale in altro giudizio (per essere poi annullato con sentenza n. 34/2013), cosicchè l’area in questione risultava liberi da vincoli di tutela paesaggistica”. I Giudici quindi spiegano anche che “il requisito del pericolo di danno grave e irreparabile sia insussistente, in considerazione della facile rimovibilità dei pannelli fotovoltaici dal terreno”.

 

Quindi ricorso respinto al mittente, e forse messa definitivamente la parola fine su ogni possibilità di impedire la costruzione di quel mega impianto, che si trova ora tutte le strade spianate.