Il TAR costringe il Sindaco Mazzi a rifare la Giunta: “Poche le donne”

La vicenda è nata a seguito di un ricorso presentato dagli allora Consiglieri Comunali Gualtiero Mazzi (ora diventato Presidente del Corecon e quindi dimissionario), Federico Zanella (dimissionario pure lui) e dalla signora Mara Brutti di Palazzolo.

Ma per capire i fatti di oggi bisogna fare un passo ancora più indietro. Il problema di una possibile incompatibilità dell’Assessore Gianmichele Bianco, in quanto anche Dirigente (e docente) dell’Università di Verona, era sorto appena dopo le elezioni amministrative di Sona del giugno 2013, con l’entrata in vigore di un decreto legge dell’aprile precedente in tema di “inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”.

A seguito di un provvedimento dell’università dove lavora, Bianco si era dovuto dimettere. Facendo però subito ricorso. E con buoni motivi, evidentemente: infatti il 7 novembre 2014 il Giudice Lara Ghermandi gli dava ragione emettendo l’Ordinanza n. 1644 con la quale stabiliva che non sono applicabili ai dirigenti universitari le incompatibilità previste da quella norma.

Gianmichele Bianco (Foto Nicola Cobianchi)
L’Assessore Bianco. Sopra, il Municipio di Sona

Il Sindaco Gianluigi Mazzi aveva quindi preso atto del fatto che il giudice aveva riportato indietro le lancette dell’orologio al momento delle dimissioni e aveva ripristinato nel suo incarico l’Assessore Bianco.

Ed è qui che è arrivato il ricorso al TAR di Gualtiero Mazzi, Federico Zanella e Mara Brutti di cui parlavamo ad inizio articolo. I tre ricorrenti sostenevano che il reintegro in Giunta di Bianco andava a violare la norma sulle “quote rosa” in quanto in Giunta a Sona sedevano sei membri, di cui solo una era donna.

Il Comune si era difeso sostenendo che quella di Bianco non era una nuova nomina ma solo il ripristino di una situazione preesistente – quella uscita dalle urne del 2013 – e pertanto anteriore rispetto alla norma sulle “quote rosa”.

Così non ha però ritenuto il Giudice Amministrativo, che ieri ha annullato la nomina di Bianco. Bianco che, tra l’altro, era stato in assoluto il più votato nel Comune di Sona alle amministrative del 2013.

Ed ora cosa succede? Gli scenari possibili per il Comune appaiono, a giudizio di chi scrive, essenzialmente tre.

La prima opzione contempla la possibilità di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato. Se si ritenessero non convincenti le motivazioni del TAR questa potrebbe essere la strada maestra. Con anche una richiesta di sospensiva che, se concessa, “congelerebbe” il provvedimento di annullamento della nomina di Bianco fino al pronunciamento del giudice.

Se invece il Comune decidesse di non ricorrere, e comunque fino alla concessione dell’eventuale sospensiva, la certezza è che in Giunta dovrebbe entrare un’altra donna. Ed i riflettori, in questo caso, sembrerebbero concentrarsi sull’attivissima Consigliere Elena Catalano di Palazzolo. Su chi le dovrebbe eventualmente cedere il posto, Bianco o un altro degli Assessori, dipenderà invece dalle scelte (non facili) che farà il Sindaco. Con la certezza di scontentare qualcuno.

Terza possibilità è quella che invece il Sindaco non impugni la sentenza del TAR, non operi alcun rimpasto in Giunta e faccia semplicemente a meno di un Assessore, ipotesi che però appare complessa sul piano della distribuzione delle deleghe.

Tutto da vedere quindi, molto si capirà dai passi che verranno fatti nei prossimi giorni.

Una situazione che comunque risulta sotto certi aspetti paradossale, se si considera che con la presenza di otto donne l’attuale Consiglio Comunale è il più “rosa” della storia del nostro Comune. Nel precedente Consiglio Comunale del Sindaco Gualtiero Mazzi, per dire, le donne presenti erano solo una: l’Assessore Meri Pinotti. Ma la norma ora parla chiaro, e la palla (o meglio, la patata assai bollente) passa quindi al Sindaco Mazzi.

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