Il sindaco Gianluigi Mazzi sulle prossime elezioni: ”Mi candido con Scelta per Sona e Sona Domani”

Gianluigi Mazzi, da dieci anni sindaco del Comune di Sona (nella foto di Mario Pachera), annuncia in anteprima al Baco la propria scelta per la prossima tornata elettorale. Non potrà più candidarsi come primo cittadino, ma non rinuncia alla politica locale.

La sua decisione è quella di scendere in campo con le liste Scelta per Sona e Sona Domani, che proprio in questi giorni hanno ufficializzato il nome di Corrado Busatta come candidato sindaco.

Innanzitutto, perché questa scelta? Quali contenuti e quali idee la fanno propendere per questa lista rispetto alle altre che ci sono sul territorio?
Prima di rispondere dovrei fare una premessa. Ho passato quindici anni all’interno di questa casa comunale, e in tutto questo tempo ho vissuto momenti belli e forti, così come situazioni più complicate e giornate di crisi, e ho fatto anche qualche errore. Ma ho sempre fatto tutto con entusiasmo, passione e amore per il mio territorio, che è il motivo per cui ho deciso di candidarmi. Di questi quindici anni da amministratore, che rappresentano una parte importante della mia vita, dieci ne ho fatti da sindaco (i precedenti cinque, da consigliere comunale di opposizione, ndr), maturando un bagaglio di esperienza che, con spirito di servizio, vorrei mettere a disposizione a chi assumerà questo onorevole e oneroso incarico dopo di me. In questi anni, ho pensato molto al futuro, nella convinzione che fosse importante dare una continuità ai processi promossi, e inizialmente ho cercato di farlo tenendo insieme il gruppo con cui ho amministrato in questi mandati. Tuttavia, ad un certo punto, nel gruppo hanno iniziato ad emergere dei personalismi, probabilmente già evidenti dalla campagna elettorale del 2018, e la situazione di divisioni che si è venuta a creare mi ha portato a rendermi conto che il progetto di PerSona al centro non avrebbe potuto continuare. Così, ad aprile dell’anno scorso, preso atto che era inutile insistere, ho deciso di rinunciare alla funzione di collante, in cui credevo molto, realizzando che il futuro non avrebbe potuto passare dal lavoro di squadra che auspicavo.

E quindi a quel punto come si é mosso?
Ho pensato a quali figure avrebbero accolto con continuità quelli che sono stati i capisaldi su cui ho lavorato negli ultimi dieci anni, cioè: implementazione della pianta organica all’interno dell’ente, acquisizione di nuovo patrimonio pubblico, investimento sul territorio per renderlo polo attrattivo per commercio, artigianato e piccola industria, agevolazione di turismo e ricettività attraverso opere di recupero culturale, paesaggistico e urbano del nostro Comune, risoluzione di storiche problematiche ambientali e attenzione massima all’ambiente, attenzione al sociale in tutte le sue sfaccettature (in quest’ultima area, ricordo che Sona è stato per due anni capofila per i 98 Comuni dell’Ulss 9 Scaligera e ora lo è per i 37 del Distretto 4, non dobbiamo perdere questo ruolo). Partendo da questi capisaldi e confrontandomi su di essi con diverse persone, ho visto nei giovani che poi si sarebbero aggregati in quella che è diventata la lista Sona Domani la parte più entusiasta. Durante una serata da loro organizzata, in cui mi avevano invitato per conoscere il sindaco, ho potuto notare che portavano avanti le mie stesse logiche e ho rivisto me stesso quindici anni fa. Da quell’incontro sono uscito contento, perché in loro vedevo il futuro. Inoltre, in questi due anni ho anche iniziato a ragionare su quali fossero le persone di maggior consenso sul territorio e su chi avrei potuto vedere come futuro sindaco. Attraverso i risconti che raccoglievo parlando con la gente, le persone della mia maggioranza che sembravano ottenere più consenso erano Gianmichele Bianco, Mattia Leoni e Roberto Merzi. Guardando alla mia giunta, le persone che ritenevo più capaci di portare avanti il progetto erano Corrado Busatta e Paolo Bellotti: anche se forse non emerge più di tanto, io sono una persona timida e di ascolto, e in loro due ho trovato molta somiglianza con me.

Quindi, per tornare alla prima domanda?
Tutte le riflessioni che ho esplicitato mi hanno portato oggi a impegnarmi, senza chiedere nulla, nei confronti dei giovani e di Busatta, perché in loro vedo la direzione che vorrei dare al futuro. Vedo visioni politiche che si intersecano con le mie, continuità di programmazione, e fiducia reciproca. In questo gruppo intendo assumere un ruolo di supporto e di gregario, non passare per quello che vuole condurre.

Ad eccezione di Bianco che non si è ancora esposto rispetto ad un eventuale futuro politico, la sua giunta, cioè le persone con cui ha condiviso nel modo più stretto il percorso amministrativo negli ultimi dieci o cinque anni, è candidata in altre liste (Dalla Valentina e Catalano da una parte, Cimichella e Merzi dall’altra). Come legge questa situazione?
Per il futuro hanno fatto una scelta che io rispetto. Qualcuno la vede come una spaccatura, mentre io la vedo come una opportunità per loro. Forse un giorno capiranno che il progetto giusto era quello che io proposi a loro due anni fa, ovvero di restare tutti uniti, scegliendo insieme che figura candidare al ruolo di sindaco. Auguro buona fortuna a tutti, nella convinzione però che sarebbe bastata un po’ più di lungimiranza per lavorare tutti insieme. Se ci univamo, non ce n’era per nessuno.

La lista PerSona al centro dunque finisce con la conclusione di questo suo mandato da sindaco. Non lo avverte come un fallimento politico?
Innanzitutto, una premessa: parliamo di un gruppo che in questi dieci anni ha amministrato con grande impegno. Rispondendo alla domanda, no non vedo assolutamente la fine di PerSona al centro come un fallimento politico. Le cose hanno un inizio e una fine. Come nell’ambito lavorativo, c’è l’assunzione e poi, quando si danno le dimissioni, l’esperienza fatta resta comunque valorizzata all’interno del curriculum. A fine mandato il progetto di PerSona al centro si spegnerà, proprio perché nel momento in cui sono nate le divisioni ognuno voleva tenere questo progetto per sé, e quindi ho dovuto a un certo punto intervenire per chiudere questa strada. Tuttavia, questo progetto non è “morto”, ma é diventato concime per nuove piante, nel senso che ha dato vita a nuovi progetti.

Cosa pensa di portare con la sua presenza al gruppo con cui si candiderà?
Metto a disposizione un bagaglio pesante, ma farò in modo di non essere ingombrante. Vorrei che la politica coinvolgesse le diverse generazioni e non si fermasse ai cinquantenni, ora è il momento dei trentenni e dei quarantenni. Ecco, lancio una riflessione: come cambia il sindaco dopo dieci anni, anche qualche assessore potrebbe cambiare dopo dieci anni. Per favorire i giovani, bisogna mettersi da una parte, dare loro un ruolo.

Se questo gruppo, formato dalle liste Scelta per Sona e Sona Domani, dovesse essere eletto, che ruolo avrebbe all’interno della nuova amministrazione?
Come ho già detto, io non ho chiesto nessun ruolo. Se penso a come mi vedo, in base alle mie competenze, potrei avere un incarico legato alla gestione del personale e al sociale. Ma non necessariamente nel ruolo di assessore, potrei supportare l’amministrazione nella gestione di questi ambiti anche da consigliere. Penso che il sindaco non debba avere lacci ma debba essere autonomo nelle decisioni sui ruoli. Io posso essere visto come persona di esperienza, ma allo stesso tempo qualcuno potrebbe dirmi che sono ingombrante. Al di là del ruolo che avrò, vorrei avere la funzione di buon traghettatore e rappresentare un filo di continuità.

C’è qualcos’altro che vorrebbe dire rispetto alla sua scelta politica per la prossima tornata elettorale?
Vorrei in realtà aggiungere due parole su Simone Caltagirone (fondatore della lista Scelta per Sona, ndr). In una intervista recente, è stato affermato che Caltagirone per cinque anni è stato completamente fuori dalla politica (il riferimento è a una dichiarazione dell’attuale vicesindaco e assessore Monia Cimichella, intervistata dal Baco insieme a Paolo Bellotti e Roberto Merzi del gruppo Direzione Sona, ndr). Vorrei ricordare che lui, che nel 2018 era stato il primo fra gli eletti della lista Valore Famiglia, aveva dato le dimissioni dal consiglio comunale per favorire l’entrata in giunta come assessore esterno di Elena Catalano, l’ingresso in consiglio comunale di Antonella Dal Forno, e la scelta di Mattia Leoni come presidente del consiglio, scelta questa che era stata condivisa da tutte e tre le liste che mi supportavano. In questi anni, Caltagirone ha sempre mostrato una vicinanza nei miei confronti: nei cinque anni in cui è stato mio vicesindaco, cioè dal 2013 al 2018, abbiamo lavorato molto bene insieme e nei cinque anni successivi io ho mantenuto la relazione con lui, cosa che invece non hanno voluto fare alcuni assessori. In questi anni ci sono state tante persone che ci hanno supportato fuori dall’amministrazione, e Caltagirone è una di queste. Concludo con l’auspicio che le affermazioni che verranno fatte in questa campagna elettorale siano sempre corrette e rispettose. Mi auguro che il confronto riguardi sempre il piano politico e mai quello personale. E questo lo pretendo anche nei miei confronti. Ho fatto una scelta, quindi so che qualcuno la accoglierà bene e qualcun altro no, ma è una scelta motivata e non casuale. Una scelta che ci ho messo due anni a fare e che non è dettata dal fatto che Corrado è mio amico, perché di amici ce ne sono anche altri. Un secondo appello lo faccio ai cittadini ed è quello di avvicinarsi alla politica, affinché nelle liste che si presenteranno alle elezioni possa esserci una scelta più ampia possibile di rappresentanti della comunità.

Per conoscere tutto sul prossimo voto a Sona consulta la sezione speciale del nostro sito dedicata alle elezioni amministrative 2023.

Federica Valbusa
Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura da quando era bambina. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco, per cui scrive da quando aveva 17 anni. Laureata in Scienze filosofiche all’Università San Raffaele di Milano, ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’educazione e della formazione continua all’Università di Verona, dove ora insegna. È giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dei giornalisti del Veneto, e ha collaborato per dieci anni con il quotidiano L’Arena, come corrispondente per il territorio sonese.