Il Sindaco Mazzi ed il coraggio del leader

La posta – come scrive l’Ambasciatore Sergio Romano ne I giudizi della Storia – era il potere a Roma dopo la morte di Crasso nel 53 a.C. e la dissoluzione del triumvirato. Dalla Gallia, dove aveva sconfitto Vercingetorige, Cesare presentò la sua candidatura al consolato.

 

Ma il rivale, Pompeo, rispose che sarebbe stata accettata solo se il candidato, prima di venire a Roma, avesse rinunciato al comando militare. Il divieto era materialmente rappresentato da un piccolo fiume, il Rubicone, che segnava il confine tra il territorio di Cesena e quello di Rimini. Una regola repubblicana voleva che ogni comandante abbandonasse, prima di attraversarlo, l’imperium e giungesse a Roma disarmato.

 

Cesare scelse la guerra, ma lo fece con lo stile del grande giocatore. La frase che egli avrebbe pronunciato attraversando il fiume (Alea iacta est: il dado è tratto) è iscritta da allora sullo stemma di tutti i grandi leader della storia. Cesare  è sicuramente l’uomo che seppe meglio esprimere e riassumere l’azzardo della scelta e il coraggio della solitudine.

 

Sona vive anni di grande complessità, con grossi problemi infrastrutturali e viabilistici e con un tessuto sociale che chiede risposte sempre più urgenti a fronte di ristrettezze economiche, anche pubbliche, che rendono oggettivamente difficile qualsiasi operazione progettuale. Quello che il nostro territorio e le nostre comunità chiedono oggi al Sindaco Gualtiero Mazzi è proprio quell’azzardo della scelta che differenzia un burocrate qualsiasi da un vero leader.

 

L’azzardo di capire che è tempo di sparigliare le carte, di saltare gli steccati, di uscire dall’arroccamento in cui sembra essersi rinchiuso in questi due anni di amministrazione, di liberarsi dall’abbraccio soffocante della politica dei recinti e delle bandiere e di provare a lanciare un vero nuovo patto per Sona. Abbiamo bisogno che il Sindaco Mazzi trovi il coraggio del vero leader, proponendo un percorso di interventi e di iniziative ben finalizzato e percorribile.

 

Togliendo tra l’altro in questo modo ai professionisti del “no” – e non mancano neppure a Sona – l’alibi di non impegnarsi o di opporsi per il solo gusto di opporsi. Abbiamo bisogno che sappia indicare un progetto complessivo che provi a coinvolgere tutti – movimenti politici e sociali – attorno ad obiettivi concreti e condivisi. Perché ormai è evidente che solo con uno sforzo collettivo – tra politica e società civile – si potranno trovare soluzioni e rimedi alle grandi domande senza risposta che interessano le nostre frazioni.

 

Siamo certi che di fronte ad una reale apertura dell’Amministrazione Mazzi si potrebbero trovare convergenze e vicinanze per lavorare assieme, ognuno ovviamente e doverosamente per le proprie competenze – politica di maggioranza e di minoranza, associazionismo, volontariato e, perché no, anche il Baco – per un nuovo rilancio del nostro Comune.

 

Le donne e gli uomini ci sono, le competenze di sono, le volontà siamo certi che non mancano. Serve tanto, ma in fondo anche poco. L’azzardo di superare il Rubicone, anche a Sona.