Il Sindaco di Verona Tosi risponde al Baco sui temi di Sona: TAV, Ulss, politica e molto altro

Incontriamo il Sindaco di Verona Flavio Tosi in una piega dei suoi frenetici impegni. Con grande disponibilità il primo cittadino scaligero accetta di rispondere ad alcune domande del Baco che riguardano la città che amministra e, soprattutto, il territorio e la comunità di Sona, i suoi primi vicini sul confine ovest di Verona.

Flavio Tosi, classe 1969, è stato eletto per la prima volta in Consiglio Comunale a Verona nel 1994, a 25 anni. Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di Segretario provinciale della Lega Nord e nel 2000 è stato eletto Consigliere regionale della Regione Veneto. Rieletto nel 2005, ha ottenuto il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati (28.000 preferenze). Ha ricoperto anche la carica di Assessore regionale alla Sanità sino al 25 giugno 2007 quando si è dimesso per assumere quella di Sindaco di Verona.

Il 7 maggio 2012 Tosi viene rieletto a Sindaco di Verona per un secondo mandato con il 57% dei voti. Il 3 giugno 2012 è eletto nuovo Segretario nazionale della Liga Veneta. Un anno dopo, il 6 ottobre 2013, dal Palabam di Mantova Flavio Tosi lancia la Fondazione “Ricostruiamo il Paese”. Nel maggio 2014 è candidato per la Lega Nord alle Elezioni Europee nella Circoscrizione Italia Nord-Orientale, che comprende le Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige e Veneto. Raccogliendo quasi 100.000 preferenze, Tosi è il politico più votato a Verona e provincia, e il secondo più votato in Regione Veneto.

Il 14 marzo 2015 – in contrasto con la dirigenza della Lega Nord – annuncia la sua candidatura alla presidenza del Veneto per le elezioni del 31 maggio sostenuto da Area Popolare, Partito Pensionati e dalle liste Lista Tosi, Il Veneto del Fare, Unione Nord-Est e Veneto Stato – Razza Piave. Il 31 maggio con l’11,86% dei voti arriva quarto alle elezioni dietro a Luca Zaia (Lega Nord), Alessandra Moretti (PD) e Jacopo Berti (M5S).

Sindaco, partiamo proprio da Verona. La città sta assumendo sempre più caratteristiche di respiro internazionale, al centro di crocevia economici e culturali di primo livello. Qual è la direzione da tenere?

Verona è  una città che sta diventando sempre più europea ed internazionale, con un numero di turisti sempre crescente, in tutte le stagioni, a differenza di qualche anno fa in cui la stagione turistica era concentrata nei  mesi primaverili ed estivi. Dobbiamo quindi continuare ad investire  sui grandi eventi che garantiscono visibilità internazionale, sfruttando in particolare l’Arena di Verona, come le grandi mostre, che ormai la città ospita in  maniera continuativa  e che portano un  importante afflusso aggiuntivo di turisti con relativo indotto. Sul piano della valorizzazione del  patrimonio monumentale cittadino, tra luglio e agosto sarà terminato l’intervento sulla funicolare, l’anno prossimo sarà  ultimato quello a  Castel San Pietro e a breve inaugureremo il restaurato museo archeologico all’interno del Teatro Romano. L’offerta culturale e turistica sarà cosi notevolmente ampliata, a vantaggio di un turismo sempre meno mordi e fuggi.

Uno dei grandi temi del territorio è la realizzazione della TAV, la line ferroviaria ad alta velocità. Questa infrastruttura va considerata per il territorio di Verona e provincia una risorsa o un danno?

L’arrivo della TAV va sicuramente considerata  una risorsa. L’obiettivo è quello di farla impattare il meno possibile sul territorio, ed è quello che stiamo cercando di ottenere in questa fase di confronto con Italfer, al fine di mitigare l’impatto nelle zone più delicate, siano esse collinari o legate a particolari colture vitivinicole della nostra provincia. Tuttavia è assolutamente indispensabile che l’opera venga portata avanti, per i collegamenti veloci sia con il territorio nazionale che con l’estero, visto che la TAV proseguirà in direzione nord oltre il Brennero e, una volta terminati i corridoi, anche verso l’est  e verso l’ovest europei.

Da anni si parla del progetto del Comune di Verona di realizzare una circonvallazione in zona Salvi, al confine di Lugagnano, con allargamento di via Binelunghe, scavalco del ponte dell’autostrada del Brennero e realizzazione di una rotonda che si innesti su via Sacharov. Una soluzione strategica per togliere il traffico di transito dal centro di Lugagnano. Il progetto è attuale o è stato riposto nel cassetto?

Al momento non ci sono risorse per poter pensare ad un intervento simile. Si tratta di interventi, come l’ipotesi di pista ciclabile da San Massimo a Lugagnano, programmati con il nuovo Piano di Assetto del Territorio e con il successivo Piano degli Interventi del Comune di Verona, concertati come opere compensative di interventi  su aree private, bloccati o mai partiti a causa della pesante crisi economica che ha colpito anche il settore dell’edilizia. Dopo sette anni, qualche timido segnale di ripresa ci fa sperare in un prossimo sblocco dell’edilizia privata, che permetterebbe di realizzare una serie di interventi in sospeso, tra cui anche questi a servizio del territorio di Sona.

Sempre in merito di via Binelunghe: oggi appare di fatto abbandonata e rischia di trasformarsi in una discarica a cielo aperto. E’ un problema conosciuto dall’Amministrazione di Verona?

Non abbiamo al momento segnalazioni su via Binelunghe. In caso di situazioni di  degrado o sporcizia, le segnalazioni arrivano di norma direttamente all’Amia o alla segreteria del Sindaco, che intervengono prontamente. Da ricordare che, proprio in località Binelunghe, ad ottobre 2015 è stato inaugurato il nuovo Rifugio del Cane Centro Benessere animale comunale, di proprietà del Comune di Verona ed in gestione ad ENPA per la durata di 5 anni. La struttura può garantire il ricovero di circa 200 animali tra cani e gatti, ospitati su un’area di 16.626 metri quadri.

E’ confermato che sulla spianata di fronte al Seminario Minore verrà realizzato il nuovo Centro Sportivo dell’Hellas Verona?

E’ in corso un confronto con l’Hellas Verona per l’area a Forte Lugagnano, per il quale la società ha presentato una proposta per realizzare il proprio centro sportivo con annessi degli spazi a servizio della comunità. Visto che il Forte è un bene vincolato, ci stiamo confrontando anche con la Soprintendenza, per arrivare a breve ad un progetto condiviso e sostenibile ed attuare poi le procedure per il bando che assegnerà la gestione dell’area. Ricordo che il Forte attualmente ospita delle associazioni territoriali che manterranno la loro presenza anche in caso di nuova gestione.

A Sona è molto attivo il SOS e quindi la nostra comunità è particolarmente sensibile ai temi della gestione della sanità. Cosa ne pensa dell’idea della creazione di un’unica Ulss a livello provinciale? Quali sono gli scenari socio-sanitari del nostro territorio?

Ho conosciuto la realtà del SOS Sona quando ero Assessore alla Sanità. Ribadisco la contrarietà alla creazione di un’unica Ulss a livello provinciale; c’è un Piano Socio Sanitario Regionale, approvato di recente dalla Regione,  che prevede che le dimensioni ottimali per le Ulss siano di 250-300 mila abitanti, per cui la provincia di Verona ha già un suo equilibrio; pensare ad una Ulss di circa un milione di abitanti è uno scenario che rischia di essere difficile da gestire dal punto di vista organizzativo. Il timore è che l’attuale livello di quantità e qualità di servizi socio sanitari erogati nella provincia di Verona rischino di calare con una gestione centralizzata di una Ulss di dimensioni enormi rispetto a quelle attuali, che hanno invece dimostrato di funzionare bene.

Politica locale: lei è stato molto vicino all’Amministrazione del Sindaco Gualtiero Mazzi che ha amministrato Sona negli anni dal 2008 al 2013. Poi vi è stata la rottura con la Lega Nord e la creazione delle Liste Tosi, presenti anche a Sona. Quali le prospettive per il suo movimento sul nostro territorio e, in generale, a Verona? Quali sono i suoi rapporti con l’attuale Amministrazione di Sona del Sindaco Gianluigi Mazzi?

Per quanto riguarda i rapporti con le liste Tosi presenti sul territorio e con l’Amministrazione presente e passata in Sona, al di là delle  amicizie personali, i rapporti tra amministratori sono doverosamente improntate sul rispetto, la lealtà e la collaborazione reciproca. Bisogna ragionare nell’ottica che il Sindaco, nel periodo del suo mandato, è al servizio della sua comunità, chiamato quindi a collaborare con gli altri amministratori per il bene comune dei territori governati. Pertanto qualsiasi iniziativa, qualsiasi proposta, qualsiasi tema ci sia da affrontare insieme ai Comuni confinanti con la città di Verona, vanno  portate avanti con serietà e concretezza. Per quanto riguarda il nostro movimento politico, ci siamo radicati sul territorio veronese, veneto e nazionale, nella speranza che questo serva a contribuire a creare una nuova formazione di centro destra credibile, concreta, formata soprattutto da amministratori locali, che sappia dare risposte precise e serie al territorio a tutti i livelli.

Per chiudere, quale il futuro di Flavio Tosi, al termine dell’attuale mandato di Sindaco di Verona?

Come ho sempre ripetuto, ritengo che il ruolo di Sindaco sia in assoluto quello più affascinante e più bello per chi ricopre una figura di responsabilità nella Pubblica Amministrazione. Sono stato Assessore Regionale alla Sanità del Veneto, sono stato eletto al Parlamento Europeo, entrambi ruoli molto più retribuiti e con minori responsabilità e minori impegni; ho preferito però dimettermi per continuare a fare il Sindaco della città che è  davvero il ruolo che ti dà la possibilità di avere un rapporto diretto con i cittadini e dar loro delle risposte. Pertanto, la speranza è che da qui al 2017 venga estesa a tutti i Sindaci la possibilità, che ora vale solo per i Comuni sotto i 3 mila abitanti, di candidarsi per un terzo mandato. In quel caso non avrei alcun dubbio a ricandidarmi come Sindaco della città di Verona.

Foto Ansa.

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