Il Sanremo che gira intorno. Riflessioni controcorrente a due mesi dall’inizio del Festival

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Leggo tanti interventi di persone che, con commenti tra il dispregiativo e il denigratorio, hanno già sentenziato che il prossimo Festival di Sanremo sia composto da una serie di dilettanti allo sbaraglio.

E’ sempre così, all’ufficializzazione del cast questo rito del “mi fan schifo non lo guardo” si ripete con più puntualità del Miracolo di San Gennaro.

La verità è che leggendo i nomi del Cast, Amadeus e Soci hanno avuto il coraggio di scegliere artisti che, in diversi modi, possano esprimere il grande cambiamento che sta attraversando la nostra Musica.

Perché se il pubblico televisivo non conosce Madame, Fulminacci, Coma_Cose, Random o Willy Peyote, chi ascolta la radio o guarda i video su YouTube, questi artisti li ha già sentiti.

Vogliamo capire che il nuovo che avanza è tutta salute? O volete rivedere i Festival anni 80 con Peppino di Capri, Totò Cutugno, Flavia Fortunato, Michele Zarrillo (con tutto rispetto per loro)?

Questi cantanti rappresentano bene “La musica che gira intorno” e il classico leit motiv della tradizione del Festival – “la vera musica non passa da Sanremo” -, sta gradatamente perdendo colpi.

Fedez e Francesca Michelin sono tra i più assidui frequentatori di ogni classifica degli ultimi anni; Ermal Metà è il più talentuoso cantautore dell’ultimo decennio, Francesco Renga è indiscutibilmente la migliore voce in circolazione; Max Gazzè è uno degli artisti più originali del nostro panorama.

E ancora: I Maneskin sono una vera bomba e grazie a Dio abbiamo ritrovato un vero gruppo dopo tanti anni di vuoto dopo i Pooh o i fatiscenti Modà; Arisa, Annalisa e Noemi sono tre delle più straordinarie voci della quota rosa della nostra musica italiana, seconda generazione rispetto alla sorprendente scelta di riportare all’Ariston l’icona Orietta Berti. E poi c’è lui… Bugo, quello che ha abbandonato il compagno di sventura Capitan Morgan, per tornare a navigare da solo.

Vedrete, a marzo ci divertiremo. Ovviamente poi ascolteremo le canzoni: sono e saranno loro le vere protagoniste di Sanremo. Solo dopo averle ascoltate, potremo dire la nostra.

Ma sono pronto a scommettere, oggi, a ben due mesi e mezzo dalla partenza, che anche quest’anno il Festival catalizzerà l’attenzione di tutti.

Un’altra scommessa? Giochiamo facile. Con ben 26 canzoni in gara, chi vorrà seguire la kermesse dovrà patire molto sonno perché le serate finiranno tardi. Troppo, caro Amadeus. Il popolo televisivo lavora o porta i figli a scuola il giorno dopo. Capisco, c’è Raiplay. Ma non è la stessa cosa.