Il saluto a Luigi, la memoria e quella foto sul libro del Baco

Luigi Tacconi se n’è andato, in un freddissimo ma limpido martedì di questo gennaio ancora pesantemente segnato dalla pandemia.

Se n’è andato portando con sé un’esistenza intera di impegno, di amore e di passione per il suo paese, Palazzolo, per il Comune di Sona, per il nostro territorio e per la nostra storia. Portando irrimediabilmente via con sé, all’apparenza, un bagaglio immenso di conoscenze, di esperienze, di vita.

Eppure quello che Luigi è stato non rischia di dissiparsi, di svanire, come fanno certi sogni che appena ci alziamo dal letto già ci sfuggono come sabbia tra le dita. Perché le sue sono radici forti innestate nel terreno della nostra comunità, che sono cresciute e si sono ispessite prima con la sua preziosa attività di amministratore pubblico – consigliere comunale, assessore e vicesindaco – e poi con i quasi vent’anni di ricerca storica per Il Baco da Seta.

Ieri ho fatto una veloce ricerca nei nostri archivi: sono più di 300 gli articoli storici che Luigi ha scritto per la nostra rivista. Tutti accurati, informati, dettagliati. Pieni di date, nomi, fotografie, vicende, episodi, case, vie, palazzi, famiglie, professioni. Tutti verificati fino all’ultima virgola. Più di 300 articoli ai quali si aggiungono i tre ponderosi volumi sulla storia di Sona pubblicati dal Baco, che Luigi ha firmato assieme allo straordinario gruppo di storici della nostra redazione.

Ricordo quando, in occasione della pubblicazione del terzo volume, durante una delle infinite riunioni per definire gli ultimi dettagli, supplicai i quattro autori – Luigi Tacconi, Renato Salvetti, Mario Nicoli e Valentino Venturini – di andare finalmente a scattarsi una foto da mettere in terza di copertina. Nei due volumi precedenti avevamo riportato solo i loro nomi. Però di farsi fotografare non ne volevano proprio sapere, troppa la ritrosia nell’apparire, fu una fatica immensa convincerli.

Poi però accettarono, perché lo spirito di squadra nel Baco è stile vero, è la nostra seconda pelle, non sono mai solo parole. Andarono a farsi fotografare, ovviamente, dal nostro Mario Pachera. Ed il risultato è l’immagine che fa da copertina a questo articolo.

Ora, più che allora, sono contento di aver tanto insistito per quelle foto. Perché oggi Luigi non c’è più ma per noi rimane e rimarrà sempre l’uomo sorridente e soddisfatto su quella pagina, assieme ai suoi amici di ricerca, dopo quasi sei anni di lavoro quotidiano per arrivare a pubblicare quel volume che fa onore a Sona. E che fa onore anche al Baco.

Un proverbio africano insegna che il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada. Ecco, i grandi vecchi del Baco ci indicano la buona strada da quando questo giornale è nato. E continueranno a farlo, anche quando non ci saranno più e quando, se ci sarà dato in sorte, saremo noi a diventare vecchi per provare ad aprire la strada ad altri che verranno dopo noi.

Ti saluto Luigi, buon viaggio.