Il “sabato fascista” a Sona nel campo sportivo di via Molina

Dal giugno del 1935 Mussolini istituì il “sabato fascista” (riprendendo la già lunga tradizione del sabato inglese) che interrompeva la giornata lavorativa del sabato alle ore tredici perché il pomeriggio venisse dedicato alla ginnastica, per mantenersi in forma e per dare sfoggio della propria abilità.

Gli addestramenti si tenevano il sabato a Sona per tutti i giovani del Comune, per due anni di seguito e per la durata di quattro mesi all’anno. C’erano gli insegnamenti di educazione fisica, le lezioni pratiche e teoriche con gli schieramenti, le marce e, nel tiro a segno di Villafranca, le esercitazioni di tiro con il fucile nelle posizioni a terra, in ginocchio e in piedi, alla distanza dal bersaglio di 100 e 200 metri. Il tutto veniva annotato nell’apposito libretto personale che riportava i punteggi ottenuti, i giudizi di ottimo, buono ecc., ed infine l’idoneità all’istruzione premilitare.

Il luogo dove si svolgevano queste attività era il campo sportivo di via Molina a Sona, inaugurato nel 1932. Furono installate delle travi su cui si facevano correre i giovani rimanendo in equilibrio, una fossa da scavalcare, un muretto alto circa tre metri per imparare ad arrampicarsi. L’istruttore era il maestro Angelo Guerra di Sommacampagna.

I ragazzi del Comune, ignari della tragedia a cui si stavano preparando, prendevano la circostanza del sabato fascista come un’occasione di ritrovo e socializzazione, le osterie facevano ottimi affari, mentre le ragazze del capoluogo erano contente di veder circolare per il paese di Sona un così gran numero di giovanotti.